Il 26 marzo 2026, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva un nuovo quadro normativo armonizzato per combattere la corruzione in tutta l’Unione. Questa Direttiva sostituisce la decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio e la convenzione relativa alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunità europee o degli Stati membri dell’Unione europea e che modifica la direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio. Una definizione comune di reato Per la prima volta, l’UE stabilisce definizioni comuni per una vasta gamma di reati che tutti gli Stati membri dovranno perseguire penalmente se commessi intenzionalmente: Sanzioni più severe e armonizzate La Direttiva introduce livelli minimi per le pene massime detentive, assicurando che la corruzione non trovi “rifugio” in giurisdizioni più indulgenti. Oltre alla reclusione, sono previste sanzioni accessorie sia pecuniarie sia interdittive, come l’esclusione dai finanziamenti pubblici o il divieto di ricoprire cariche pubbliche. Responsabilità delle persone giuridiche Gli Stati membri devono altresì garantire meccanismi di responsabilità delle persone giuridiche per i reati descritti nella Direttiva, prevedendo sanzioni sia pecuniarie (il cui importo sia proporzionato alla gravità della condotta e alla situazione individuale, finanziaria e di altro tipo della persona giuridica interessata), sia di diversa natura proporzionate alla gravità della condotta. Quanto alle sanzioni pecuniarie, la Direttiva richiede agli Stati membri di adottare le misure necessarie affinché il livello delle stesse non sia inferiore: Misure preventive Le nuove norme non si limitano alla repressione dei fenomeni corruttivi, ma puntano anche sulla prevenzione: Cooperazione rafforzata La Direttiva prevede un rafforzamento della cooperazione, scambio di informazione e coordinamento tra autorità nazionali e organismi UE, tra cui OLAF, Procura europea, Europol ed Eurojust. Gli Stati membri dovranno inoltre pubblicare ogni anno dati comparabili e leggibili, per migliorare la trasparenza e il processo decisionale basato sull’evidenza. Prossime tappe e recepimento La Direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazione dei rischi e strategie nazionali).