Whistleblowing: le nuove Linee Guida ANAC e gli impatti sui Modelli 231

26 Gennaio 2026

Con la Delibera n. 478 del 26 novembre 2025, l’ANAC ha approvato le nuove Linee guida sui canali interni di segnalazione, integrate rispetto alla disciplina nazionale ed europea sul whistleblowing. L’obiettivo dichiarato è garantire un’applicazione uniforme, efficace e realmente operativa delle tutele previste dal D.Lgs. 24/2023.

Le Linee guida hanno un impatto significativo sia sulle procedure whistleblowing, sia sul Modello 231, che dovrà essere oggetto di attenta verifica e di aggiornamento. Impatto significativo anche sul tema della formazione.

1. Il canale interno di segnalazione: requisiti e modalità operative

L’ANAC ribadisce che il canale interno deve essere la via primaria per la segnalazione, perché più vicino ai fatti e maggiormente idoneo a garantire una gestione tempestiva e mirata.

Il canale deve garantire:

  • riservatezza dell’identità del segnalante, dei soggetti coinvolti e del contenuto delle segnalazioni;
  • accessibilità anche a soggetti diversi dai dipendenti (es. consulenti, collaboratori);
  • possibilità di segnalare sia in forma scritta, sia in forma orale.

La preferenza è espressa da ANAC per l’utilizzo di piattaforme informatiche dedicate, capaci di assicurare la richiesta riservatezza.

In assenza di una piattaforma, è ammessa la gestione tramite la protocollazione “in doppia busta”, con separazione tra dati identificativi del segnalante e contenuto della segnalazione.

2. Gestione delle segnalazioni: ruolo del Gestore e garanzie di autonomia

Ogni ente deve individuare un gestore delle segnalazioni:

  • autonomo e indipendente,
  • formato specificamente,
  • dotato delle conoscenze necessarie sull’organizzazione aziendale.

Fra i possibili gestori si segnalano l’OdV, l’Internal Audit, i Comitati etici, oppure soggetti esterni.

È prevista la disciplina dei conflitti di interesse e la previsione di un sostituto del gestore in caso di impedimento o coinvolgimento nella segnalazione (conflitto di interesse).

Il gestore deve poter accedere a banche dati interne e coinvolgere altre funzioni/strutture, se necessario per l’istruttoria.

3. Gli esiti dell’istruttoria e i rapporti con gli organi interni

L’istruttoria può concludersi con:

  • archiviazione,
  • revisione di procedure o processi,
  • trasmissione agli Uffici procedimenti disciplinari,
  • trasmissione all’Autorità Giudiziaria.

Il gestore redige una relazione con estratti anonimizzati da trasmettere all’organo competente (OdV, UPD, vertice aziendale).

4. Impatti sul Modello 231: aggiornamenti necessari

Le Linee guida chiariscono che il Modello 231 deve essere aggiornato sotto vari profili, tra cui:

  1. Canale interno di segnalazione: istituzione o adeguamento del canale in conformità al D.Lgs. 24/2023.
  2. Divieto di ritorsione e ostacolo alle segnalazioni: esplicitazione delle tutele e dei divieti previsti dalla normativa.
  3. Sistema disciplinare: introduzione di sanzioni per:
    • ritorsioni,
    • ostacoli anche tentati alle segnalazioni,
    • violazioni della riservatezza,
    • mancata gestione corretta del canale e delle procedure.
  4. Unicità del canale: si suggerisce un canale unico interno per violazioni del Modello 231 e violazioni del D.Lgs. 24/2023 (resta distinto il canale per la trasmissione dei flussi informativi all’OdV).
  5. Modalità di raccordo tra Gestore e OdV: obbligatoria la definizione formale dei flussi informativi, sia periodici, sia “a evento”.
  6. Verifiche dell’OdV: l’OdV deve monitorare:
    • l’attivazione del canale,
    • la corretta gestione,
    • le attività formative,
    • la coerenza delle procedure interne.

      5. Condivisione del canale o esternalizzazione

      Per i gruppi societari:

      • fino a 249 dipendenti: possibile condivisione del canale tramite piattaforma unica ramificata;
      • oltre 249 dipendenti: ammessa solo l’esternalizzazione della gestione.

      La condivisione attiene al solo canale di gestione delle segnalazioni.

      Nell’esternalizzazione, il soggetto terzo gestisce l’intero processo e mantiene le interlocuzioni con il segnalante.

      6. Formazione: obblighi e contenuti

      Le Linee guida qualificano la formazione come obbligatoria:

      • Formazione generale per tutto il personale: etica, legalità, contenuti del Modello 231, procedure whistleblowing
      • Formazione specifica per aree a rischio: focus tematici mirati
      • Formazione mirata per il Gestore: con particolare attenzione alla protezione dei dati personali e alle tecniche di gestione delle segnalazioni.

      La formazione deve essere periodica e programmata in base ai ruoli e ai rischi esistenti.

      7. Conclusioni

      Le Linee guida ANAC incidono profondamente sulla governance aziendale in tema di segnalazioni, chiedendo agli enti di dotarsi di:

      • canali sicuri, che garantiscono la riservatezza,
      • procedure trasparenti,
      • flussi informativi strutturati,
      • un Modello 231 aggiornato e coerente,
      • presidi disciplinari efficaci,
      • un sistema formativo articolato e ricorrente.

      Si tratta di un’occasione per rafforzare la cultura dell’etica e dell’integrità all’interno delle organizzazioni e assicurare un sistema di controllo interno solido e responsabile.

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