La Corte di Cassazione, V Sez. Penale, con sentenza del 6 maggio 2021 n. 17556 ha chiarito – in tema di responsabilità da reato degli enti – che il legale rappresentante di una società indagato del reato presupposto può ricevere le notifiche degli atti indirizzati al soggetto giuridico.

Nel dettaglio: “Sussiste incompatibilità da parte del legale rappresentante della società, che sia imputato nel corrispondente procedimento penale, a rappresentare la società in giudizio, e a procedere alla designazione del difensore di fiducia nell’interesse di questa, stante il disposto normativo di cui all’ art. 39 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 ma è altrettanto imprescindibile che ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. 231 del 2001 alcuna incompatibilità è sancita rispetto alla legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società, ed invero, il secondo comma di tale articolo espressamente prevede sono comunque valide le notificazioni eseguite mediante consegna al legale rappresentante, anche se imputato del reato da cui dipende l’illecito amministrativo”.