Lo scorso 19 aprile il Senato ha approvato in via definitiva la Legge di delegazione europea 2019-2020 (disegno di legge S.1721-B) che consentirà l’attuazione di 39 direttive europee e l’adeguamento a 16 regolamenti europei, avviando – tra l’altro – l’iter per il recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione (direttiva UE 2019/1937) il c.d. “Whistleblowing”.
Come è noto la disciplina esistente si occupa di assicurare tutela ai soggetti che segnalano le violazioni di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro garantendo riservatezza, predisponendo appositi canali di segnalazione e vietando comportamenti discriminatori o ritorsioni nei confronti del whistleblower.
L’art. 23 della nuova Legge di delegazione europea definisce i principi e criteri direttivi per l’attuazione della Direttiva n. 2019/1937 del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione al fine di dare uniformità alle normative nazionali e favorire il ricorso allo strumento del Whistleblowing.

L’Osservatorio 231 si è già occupato a più riprese di questo tema affrontando, in particolare, l’impatto che la disciplina ha avuto, in materia 231:
“i) la necessità di modifica/aggiornamento dei Modelli Organizzativi 231;
ii) un conseguente coinvolgimento dell’OdV, secondo diversi gradi di intervento in funzione delle scelte e della struttura delle società o degli enti in cui operano;
iii) la necessità della predisposizione di una procedura operativa in tema di segnalazioni/whistleblowing”.