Sono state pubblicate le linee guida di Confindustria in materia di “Responsabilità amministrativa degli enti ai tempi del Covid”.

Il contributo offre prime indicazioni operative relative al profilo dell’adeguatezza dei Modelli organizzativi rispetto ai rischi connessi all’emergenza sanitaria nonché al ruolo dell’Organismo di Vigilanza nel contesto del sistema di controlli interni.

In relazione al tema dei rischi di reato legati alla situazione di emergenza, il position paper effettua una distinzione tra i rischi indiretti e i rischi diretti.

I primi riguardano quelle fattispecie già inserite nel novero dei reati presupposto ex D.lgs. 231/2001 e non strettamente connesse alla gestione aziendale del rischio Covid-19, le quali potrebbero trovare nella situazione creatasi a causa dell’epidemia un’ulteriore occasione di realizzazione. Per far fronte all’emergenza, infatti, in molti contesti aziendali si sono intraprese strade diverse da quelle ordinariamente percorse in relazione sia all’organizzazione aziendale sia all’attività svolta. La variazione delle modalità operative ed organizzative potrebbe costituire terreno fertile per la commissione di reati rilevanti in materia 231, quali, a titolo di esempio, corruzione (anche tra privati) e altri reati contro la PA, caporalato e impiego di cittadini irregolari, reati di ricettazione e riciclaggio, reati contro l’industria e il commercio, reati di criminalità organizzata, reati informatici e in violazione del diritto d’autore.

Accanto ai rischi indiretti, Confindustria pone poi i rischi diretti conseguenti al contagio da Covid-19, che coinvolgono indistintamente tutte le imprese in quanto luogo di potenziale contatto tra individui e dunque di possibile diffusione del virus.

Quanto agli obblighi del datore di lavoro connessi a tali rischi, Confindustria ribadisce che si tratta del dovere di predisporre le adeguate misure a tutela dei lavoratori in attuazione dell’art. 2087 c.c. In sintesi, nel documento in analisi, si ribadisce l’importanza dell’adozione da parte del datore di lavoro di un protocollo aziendale che declini puntualmente le misure poste in essere nella stretta osservanza delle indicazioni fornite dalle Autorità pubbliche competenti.

Nel position paper, Confindustria affronta altresì il tema dell’aggiornamento dei Modelli 231, specificando che la modifica e implementazione del documento non può essere ritenuta una conseguenza automatica dell’emergenza Covid-19.

Ciò vale in primo luogo per i rischi indiretti, che già dovrebbero essere stati valutati nell’ambito dell’attività di risk assessment condotta nella fase di elaborazione del Modello e per i quali dovrebbe già esistere un idoneo sistema di presìdi volto a controllarne e impedirne la commissione all’interno dell’azienda.

E lo stesso può dirsi per i rischi diretti, in quanto il rischio di contagio da Covid-19 non sembrerebbe imporre una revisione di quei Modelli 231 che già contemplino un sistema generale di presidi, idoneo ad assicurare un valido ed efficace sistema gestionale che invece contempli le specifiche misure a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Diverso, invece, sarà il caso di quei Modelli 231 che trovano già al loro interno la specifica indicazione dei presidi e dei protocolli adottati in materia SSL, per i quali infatti dovrà valutarsi, caso per caso, la necessità di aggiornare le procedure ivi declinate con l’aggiunta delle specifiche misure preventive Covid-19.

Se, dunque, l’impatto del Covid-19 sulla struttura dei Modelli 231 può dirsi piuttosto limitato, più significativo è invece il riflesso della situazione emergenziale sull’attività dell’Organismo di Vigilanza.
Secondo Confindustria, infatti, all’OdV è richiesto un rafforzamento dell’attività di vigilanza sulla corretta ed efficace attuazione del Modello e delle specifiche misure di prevenzione adottate.

Questo rafforzamento di vigilanza si traduce, nella sostanza, in una più frequente interlocuzione con i vertici aziendali, le funzioni interessate e, se costituito, il Comitato per l’emergenza, nonché in un più assiduo flusso informativo con le funzioni aziendali preposte alla gestione del rischio, al fine di verificare l’adeguatezza delle misure anti-contagio implementate rispetto ai provvedimenti delle autorità competenti.
Accanto a queste funzioni, rimangono altresì fondamentali i compiti di analisi delle segnalazioni eventualmente ricevute e di comunicazione delle eventuali criticità riscontrate ai vertici aziendali e alle funzioni preposte ai controlli operativi.
Infine, nel documento in esame si ribadisce l’importanza di mantenere la tracciabilità delle attività svolte attraverso un’adeguata reportistica che consenta all’impresa di dimostrare l’effettivo rispetto delle misure di contenimento e all’OdV di dimostrare il corretto svolgimento delle proprie funzioni.

In conclusione, Confindustria sottolinea l’importanza di una completa ed effettiva compliance per garantire un’adeguata tutela della salute dei lavoratori e per escludere profili di responsabilità dell’impresa.