Disastro ferroviario. Ente condannato ex D.lgs. 231/2001

2020-02-17T12:42:25+01:0004 Feb 2020|Categorie: Articolo|

La Corte d’Appello di Firenze, III sezione penale, in data 16 dicembre 2019 ha reso note le motivazioni della sentenza n. 3733 Reg. sent. relativa alla strage di Viareggio che nel giugno 2009 costò la vita a 32 persone. In particolare, la pronuncia in esame, ha ritenuto responsabili ai sensi dell’art. 25 septies D.lgs. 231/2001 “Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro”, in relazione ai delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, diverse Società sia italiane sia straniere applicando alle stesse sanzioni pecuniarie e, in alcuni casi, interdittive. Nel dettaglio, i Giudici di merito, respingendo le impugnazioni delle Società appellanti, hanno chiarito che sono imputabili ai sensi del D.lgs. 231/2001 anche gli enti stranieri che non hanno in Italia alcuna sede precisando che “l’operatività della norma, infatti, non è legata alla “territorialità” dell’ente, cioè alla sua presenza fisica, con una sede, entro il territorio dello Stato, bensì alla sua attività in detto territorio che renda i suoi esponenti, i soggetti descritti dall’art. 5 della legge, capaci di commettere reati in Italia“. La Corte ha inoltre ritenuto sussistente la “colpa in organizzazione” chiarendo che “non è stata [...]

Lotta alla frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Approvazione in esame preliminare del Decreto Legislativo di attuazione della direttiva UE 2017/1371

2020-02-04T15:13:22+01:0027 Gen 2020|Categorie: Articolo|

Il Consiglio dei Ministri, in data 23 gennaio 2020, ha approvato in esame preliminare il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva PIF come richiesto dalla Legge di delegazione europea 2019. In particolare, come si legge nel testo dello schema di Decreto Legislativo “la direttiva sostituisce precedenti convenzioni di disciplina della materia e prosegue sulla scia di altri interventi di armonizzazione del diritto penale degli Stati membri completando, per i tipi di condotte fraudolente più gravi nel settore finanziario, la tutela degli interessi finanziari dell’Unione ai sensi del diritto amministrativo e del diritto civile. Il decreto modifica quindi la disciplina dei reati tributari sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dalle persone fisiche nel loro interesse o vantaggio”. Tra le novità riportate nel comunicato si prevede di punire anche le ipotesi di delitto tentato per i reati fiscali che presentano l’elemento della transnazionalità, se l’imposta IVA evasa non è inferiore a 10 milioni di euro. Inoltre è previsto un ampliamento del catalogo dei reati presupposto che danno luogo alla responsabilità dell’ente ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 includendovi ora i delitti di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione. Si prevede un’estensione della [...]

Legge 157/2019: estensione della responsabilità amministrativa degli Enti ai reati tributari

2020-01-27T12:13:36+01:0008 Gen 2020|Categorie: Articolo|

In data 24 dicembre 2019 è entrata in vigore la legge 157/2019 di conversione del Decreto Fiscale che, sotto il profilo penal-tributario, inasprisce la risposta sanzionatoria dell’ordinamento giuridico nazionale in rapporto ad alcuni reati previsti dal D.lgs. 74/2000. È, in particolare, previsto un complessivo inasprimento delle pene principali, una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali, nonché l’inserimento nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli Enti ex D.lgs. 231/2001 dei reati di cui agli artt. 2, 3, 8, 10, 11 D.lgs. 74/2000.    

Rilevanza e limiti della condotta colposa del lavoratore

2019-12-20T12:22:58+01:0020 Dic 2019|Categorie: Articolo|

Attraverso tre recenti pronunce la Corte di Cassazione ha affrontato il delicato tema degli infortuni sul lavoro individuando i limiti entro cui la condotta colposa del lavoratore può essere rilevante ai fini dell’esclusione della responsabilità amministrativa dell’ente ex D.lgs. 231/2001 e della responsabilità penale del datore di lavoro. Il presente excursus giurisprudenziale pone in evidenza la severità dei controlli posti in essere dall’Autorità giudiziaria dinnanzi al verificarsi di infortuni e consente di individuare gli specifici obblighi posti in capo al datore di lavoro dal nostro ordinamento. Solo il rispetto delle prescrizioni in materia di attività di prevenzione (valutazione dei rischi e predisposizione di misure di sicurezza), formazione dei lavoratori, consegna di adeguati strumenti e attrezzature di lavoro, pone il soggetto apicale al riparo da contestazioni penali personali e tutela l’ente da sanzioni pecuniarie e/o interdittive. In particolare, con la sentenza del 19.11.2019, n. 48779, la IV sez. penale della Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sul caso di infortunio sul lavoro avvenuto mentre il lavoratore era impiegato a svolgere le sue mansioni seguendo una prassi di lavorazione instauratasi in azienda da diverso tempo e nota a tutti. I giudici di legittimità hanno potuto accertare come già nei gradi [...]

Conversione del Decreto Fiscale: novità del testo licenziato dalla Camera dei Deputati e trasmesso al Senato

2020-01-08T12:04:54+01:0016 Dic 2019|Categorie: Articolo|

In data 6 dicembre è stato trasmesso al Senato il testo della Legge di conversione del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, recante Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili nella versione emendata dalla Camera dei deputati. Se, da un lato, resta confermato l’inasprimento del trattamento sanzionatorio (aumento di pene e abbassamento delle soglie di punibilità), dall’altro, vi sono significative novità in materia di responsabilità amministrativa degli Enti dipendente da reato. In particolare il Decreto Fiscale, nella versione ora sottoposta all’esame del Senato, estende la responsabilità delle persone giuridiche ai delitti di Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.lgs. 74/2000), Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3), Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8), Occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10), Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11). Il testo approvato dalla Camera dei deputati in sede di conversione del DL Fiscale e ora trasmesso al Senato prevede in particolare le seguenti sanzioni in caso di responsabilità ex D.lgs. 231/2001:      

Interesse e vantaggio dell’ente: l’importanza del modello organizzativo

2019-12-16T10:28:30+01:0010 Dic 2019|Categorie: Articolo|

La Suprema Corte di Cassazione, sez. IV penale, con la recente sentenza n. 43656 del 24.09.2019 è tornata ad affrontare il tema dell’interesse e vantaggio dell’ente ritenendo a tal fine necessaria la verifica da parte del giudice di merito circa l’avvenuta adozione e l’idoneità del modello organizzativo adottato dalla società.   Il caso di specie: in particolare, il caso sottoposto all’attenzione dei giudici di legittimità riguarda la morte di un lavoratore avvenuta mentre erano in corso lavori edili di sopraelevazione di un corpo di fabbrica a causa dell'improvviso crollo della pavimentazione. La causa dell'infortunio è stata individuata nel cedimento del suolo, che non era stato ricoperto da assi di legno e da lamiere prima del passaggio di un pesante mezzo onde impedire il precipitare dello stesso. La responsabilità dell'accaduto è stata addebitata in entrambi i gradi di merito al datore di lavoro e al capocantiere. Nel dettaglio, la colpa dei due imputati è stata individuata “nel non avere fornito ai lavoratori una specifica informativa sull'esistenza di rischi e sulle modalità di prevenzione degli stessi, oltre che nella mancata predisposizione di mezzi idonei a prevenire i rischi e nel non avere esercitato la necessaria vigilanza al fine di assicurare l'osservanza delle [...]

Conversione in legge del decreto Cyber Security

2019-12-10T12:06:46+01:0010 Dic 2019|Categorie: Articolo|

Il Decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105 che ha introdotto misure urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica con l'obiettivo di assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati è stato convertito in Legge lo scorso 14 novembre. Si tratta di un provvedimento che attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di apposite misure intende garantire elevati standard di sicurezza necessari allo svolgimento di funzioni o alla prestazione di servizi, dalla cui discontinuità potrebbe derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale. I soggetti destinatari degli obblighi: la legge di conversione prevede che entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento - con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - vengano individuate le amministrazioni pubbliche, gli enti e gli operatori nazionali, pubblici e privati inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e tenuti al rispetto delle misure e degli obblighi oggetto della riforma. Le procedure: la novella legislativa rinvia inoltre ad un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - da emettere su proposta del CISR (Comitato interministeriale per la [...]

DL 124/2019

2019-12-20T11:05:54+01:0019 Nov 2019|Categorie: Articolo|

Il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 2019, n. 252, introduce una serie strumenti volti a rafforzare e razionalizzare la risposta sanzionatoria che l’ordinamento giuridico nazionale prefigura in rapporto ai reati tributari. In primo luogo, si interviene in maniera significativa sull’apparato sanzionatorio propriamente penale, con modifiche al DLgs n. 74/2000 consistenti in un complessivo inasprimento delle pene principali e in una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali. In secondo luogo, si estendono anche al settore penal-tributario incisive misure a sanzioni di natura patrimoniale a carico di chi viene condannato per i reati tributari più gravi. Inoltre, viene esteso l’ambito applicativo del sistema della responsabilità degli enti di cui al DLgs n. 231/2001 anche al delitto di dichiarazione fraudolenta mediante l‘uso di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti. Tali modifiche entrano in vigore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del presente decreto. Di seguito se ne riporta una prima sintesi.

La Direttiva PIF e la giurisprudenza sulle frodi carosello: possibili implicazioni nell’ordinamento interno

2019-11-27T14:32:25+01:0004 Nov 2019|Categorie: Articolo|

La Camera dei Deputati ha approvato in data 1.10.2019 il Disegno di legge C. 1201-B, trasmesso dal Senato il 31 luglio 2019 con cui il Parlamento delega il Governo al recepimento nell’ordinamento interno di quanto previsto dalla c.d.  Direttiva PIF. La Direttiva n. 2017/1371 emessa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio il 5 luglio 2017 in materia di “lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale” (art. 17 Direttiva UE 2017/1371) impone agli Stati membri di prevedere forme di responsabilità a carico degli Enti adottando “le misure necessarie affinché, se commessa intenzionalmente, la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione costituisca reato” (art. 3 Direttiva UE 2017/1371). In particolare, il legislatore europeo impone di sanzionare le frodi in materia di IVA ove le stesse “siano connesse al territorio di due o più Stati membri dell'Unione Europea e comportino un danno complessivo pari ad almeno 10.000.000 EUR”. Tuttavia, l’attuazione da parte del governo di tale provvedimento potrebbe avere portata ben più ampia. Se, da un lato, è infatti richiesta la criminalizzazione delle frodi IVA ritenute gravi in relazione all’entità del danno cagionato all’Unione Europea e alla connessione tra più Stati, dall’altro, non può escludersi che [...]

Recenti novità in tema di Whistleblowing: la nuova Direttiva UE e la prima sanzione ANAC

2019-11-27T14:32:16+01:0003 Nov 2019|Categorie: Articolo|

Come noto con il termine Whistleblowing si fa riferimento alle segnalazioni di condotte illecite di cui un soggetto è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro. Negli ultimi anni il soggetto segnalante ha beneficiato in Italia di una tutela crescente volta, da un lato, a garantire la riservatezza della segnalazione stessa attraverso appositi strumenti informatici e, dall’altro, a impedire che il whistleblower possa essere esposto a misure ritorsive o discriminatorie sul luogo di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla segnalazione. Con specifico riferimento alle violazioni rilevanti in base al d.lgs. 231/2001 si segnala che con legge 30 novembre 2017 n. 179 è stato inserito all’art. 6 d.lgs. 231/2001 un nuovo comma 2 bis in base al quale “I modelli di cui alla lettera a) del comma 1 prevedono: a) uno o più canali che consentano ai soggetti indicati nell'articolo 5, comma 1, lettere a) e b), di presentare, a tutela dell'integrità dell'ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite, rilevanti ai sensi del presente decreto e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell'ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte; tali canali [...]

Responsabilità dell’Ente: si estende il catalogo dei reati presupposto

2019-11-27T14:32:10+01:0002 Nov 2019|Categorie: Articolo|

Già con legge 9.01.2019, n. 3 il legislatore ha esteso il catalogo dei reati presupposto che possono dar luogo alla responsabilità dell’ente introducendo il reato di traffico di influenze illecite previsto dall’art. 346 bis c.p. Oggi le ipotesi di responsabilità amministrativa dell’Ente dipendente da reato si estendono ulteriormente attraverso due ultime riforme legislative: Il DL 105/2019 in materia di sicurezza nazionale cibernetica Il recepimento da parte dell’Italia della Direttiva n. 2017/1371 in materia di frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione. In particolare Il Decreto-Legge 21 settembre 2019 n. 105 recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (c.d. Decreto Cyber security) entrato in vigore in data 22 settembre 2019 mira ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure idonee a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi consentendo, al contempo, la più estesa fruizione dei più avanzati strumenti offerti dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si tratta di un provvedimento applicabile alle amministrazioni pubbliche, agli enti e [...]

Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici

2019-11-27T14:32:03+01:0001 Nov 2019|Categorie: Articolo|

Con legge del 9 gennaio 2019, n. 3 in materia di Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici il legislatore ha operato una riforma ad ampio spettro che introduce importanti novità anche con riferimento alla responsabilità amministrativa degli enti di cui al D.lgs. 231/2001. In particolare, la novella legislativa ha esteso il catalogo dei reati presupposto che possono dar luogo alla responsabilità dell’ente introducendo il reato di traffico di influenze illecite previsto dall’art. 346 bis c.p. Il comma 1 dell’art. 25 D.lgs. 231/2001, così come riformato, dispone infatti che: “In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 318, 321, 322, commi primo e terzo, e 346 bis del codice penale, si applica la sanzione pecuniaria fino a duecento quote”. Al contempo, la legge n. 3 del 2019 ha modificato anche l’art. 346 bis c.p. che attualmente punisce “Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319, 319-ter e nei reati di corruzione di cui all'articolo 322-bis, sfruttando o vantando relazioni esistenti o asserite con un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico [...]

Il “nuovo” rischio fiscale: tocca all’impresa

2019-12-20T11:29:34+01:0031 Ott 2019|Categorie: Articolo|

L’estensione del catalogo dei reati presupposto 231 alla fattispecie di dichiarazione fraudolenta ad opera del D.L. 124/2019 induce le società a confrontarsi con il sistema di gestione del rischio fiscale al fine di evitare sanzioni pecuniarie o perfino interdittive. A ciò si aggiunga che l’imminente attuazione della c.d. Direttiva PIF estenderà ulteriormente la responsabilità 231 circa la materia penal-tributaria. Tali direttrici normative suggeriscono l’adeguamento dei modelli attraverso l’introduzione o l’implementazione di un sistema di gestione del rischio fiscale che ponga al riparo l’azienda da condotte potenzialmente idonee ad integrare i delitti dichiarativi e il coinvolgimento della società, tra le altre, nelle c.d. frodi IVA. Sempre di più ormai la giurisprudenza penale qualifica l’impresa non tanto come fatto interamente privato, bensì come primo presidio di legalità dell’attività sociale ed offre alcuni criteri attraverso cui poter orientare il giudizio circa la buona fede (o meno) del soggetto coinvolto nella frode. In questo senso, costituiscono indici sintomatici (i) la struttura e una dotazione di personale che possano essere ritenuti adeguati alla prestazione effettuata (ii) l’esiguità del prezzo praticato rispetto a quello corrente e (iii) la mancata verifica del ruolo ricoperto dalla persona fisica con cui si tratta, (iv) adeguati poteri con l’interlocutore commerciale [...]

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