La rilevanza della colpa nell’ambito delle c.d. frodi carosello

2020-11-20T10:03:15+01:0020 Nov 2020|Categorie: Articolo|

Con ordinanza del 22 ottobre 2020 la V sezione civile della Corte di Cassazione ha trattato del delicato tema delle frodi carosello dovendosi esprimere su di una vicenda riguardante diverse operazioni soggettivamente inesistenti, in particolare esaminando i profili del dolo e della colpa e le conseguenti responsabilità. Come è noto con il termine frode carosello si intende fare riferimento ad un complesso di condotte fraudolente dirette ad evadere il versamento dell’Iva attraverso operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti. Mentre le operazioni oggettivamente inesistenti di regola coinvolgono soggetti assolutamente consapevoli dell’illiceità del comportamento posto in essere, spesso accade che le operazioni soggettivamente inesistenti interessino soggetti giuridici (più o meno colpevolmente) ignari delle condotte che vengono effettuate dagli evasori. Ebbene, il caso sottoposto all’esame della Corte prendeva le mosse dalla emissione di un atto di accertamento da parte della Agenzia delle Entrate di Campobasso nei confronti di una società in seguito alla segnalazione della Guardia di Finanza, in cui si evidenziava l'utilizzazione di fatture emesse da altre società da ritenere soggetti inesistenti. Proponeva ricorso la società utilizzatrice delle fatture sostenendo che “le operazioni commerciali sottese alle fatture erano realmente avvenute ed era stata, regolarmente versata, l'imposta iva sia al momento dell'acquisto che a [...]

Disegno di legge: nuove norme in materia di illeciti agroalimentari e responsabilità 231

2020-12-09T08:29:29+01:0019 Nov 2020|Categorie: Articolo|

In data 11 novembre è stato pubblicato sul sito della Camera dei deputati un nuovo dossier relativo al disegno di legge AC 2427 intitolato “Nuove norme in materia di reati agroalimentari”. Il disegno di legge, che si compone di 13 articoli, è stato presentato alla Camera il 6 marzo 2020 e assegnato alla Commissione giustizia, per l’esame in sede referente, il 23 aprile 2020. I principali obiettivi della riforma sono “la rielaborazione della struttura delle fattispecie incriminatrici poste a tutela degli interessi tradizionalmente tutelati in materia alimentare (la salute pubblica e i delitti contro l’industria e il commercio), per adeguare la disciplina punitiva al cambiamento del sistema di produzione, trasformazione e vendita di beni alimentari” e “l’individuazione di strumenti idonei a contrastare fenomeni particolarmente gravi di frode alimentare, che si manifestano attraverso condotte illecite svolte in forma stabile e organizzata nell’ambito delle attività d’impresa”. In sostanza il disegno di legge, prendendo atto della realtà esistente e della crescente diffusione del fenomeno illecito nell’ambito della produzione e commercializzazione di beni alimentari, intende innanzitutto contrastare lo stesso attraverso l’irrogazione di pene più severe per una pluralità di reati già esistenti. Tra questi in particolare i reati di avvelenamento di acque o sostanze [...]

Adozione del Modello 231 da parte delle principali società operanti nel settore del delivery food

2020-11-16T10:40:59+01:0016 Nov 2020|Categorie: Articolo|

Il Tribunale di Milano, Sezione misure di prevenzione, con decreto del 28 maggio 2020, n. 9, ha disposto la misura di prevenzione patrimoniale dell’amministrazione giudiziaria ex art. 34, D.Lgs.159/2011 nei confronti di una delle società operanti nel settore delle consegne a domicilio dopo aver accertato che i lavoratori, in particolare i riders o fattorini impiegati nelle consegne a domicilio di generi alimentari, venivano sottoposti a condizioni di sfruttamento approfittando delle condizioni di bisogno. In particolare la società ricorreva allo sfruttamento di corrieri che venivano reclutati perlopiù tra i migranti approfittando della particolare condizione di “vulnerabilità e di isolamento sociale” degli stessi. In tal modo venivano imposte paghe irrisorie (3 euro a consegna a prescindere dalla strada percorsa, dalla fascia oraria, dai giorni feriali o festivi), venivano sottratte mance eventualmente ottenute dai consumatori finali e imposte penali. Dinnanzi a tale provvedimento, le principali società operanti nel settore del delivery food hanno deciso di sottoscrivere due protocolli sperimentali di legalità contro caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori. Ciò è accaduto in data 6 novembre. Il primo è stato siglato da Assodelivery, associazione che comprende le principali imprese del settore (Uber Italy, Glovo, Just Eat Takeaway, Deliveroo e Social Food) e i [...]

Responsabilità dell’ente e sistematicità delle violazioni

2020-11-19T12:28:42+01:0011 Nov 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, sez. IV penale, con la sentenza del 22.09.2020, n. 29584 ha trattato il tema dell’interesse dell’ente precisando che “la sistematicità della violazione non rileva quale elemento della fattispecie tipica dell'illecito dell'ente: l'art. 25-septies non richiede la natura sistematica delle violazioni alla normativa antinfortunistica per la configurabilità della responsabilità dell'ente derivante dai reati colposi ivi contemplati”. Il fatto: La Corte d'appello di Messina, in parziale riforma della sentenza di primo grado, dichiarava responsabili due società in relazione alle lesioni personali colpose subite da alcuni lavoratori. In particolare i due dipendenti di una società terza si trovavano impegnati nell’esecuzione di lavori su incarico di altra società committente presso un capannone industriale e salendo, insieme ad un terzo, sulla copertura del capannone, dalla quale erano stati rimossi due pannelli, camminavano sulle travi portanti. A seguito del cedimento di uno dei pannelli, i due erano precipitati nel solaio sottostante da un'altezza di circa tre metri, riportando diverse lesioni. Dalle indagini effettuate, era emerso che la seconda società era intervenuta nel cantiere in questione, nel quale era in costruzione un capannone commissionato alla prima, senza alcun contratto con la committente, ma su incarico dell'uomo di fiducia di questa, al fine di [...]

Responsabilità amministrativa degli enti e messa alla prova

2020-10-29T16:31:46+01:0029 Ott 2020|Categorie: Articolo|

Si segnala la recente sentenza del G.i.p. di Modena che ha dichiarato, nei confronti dell'ente imputato, l'estinzione dell'illecito amministrativo contestato (art. 25-bis comma 1 del D.Lgs. 231/2001 per il reato di cui all'art. 515 c.p.) dopo aver accertato il buon esito del procedimento di messa alla prova, a cui l'ente era stato precedentemente ammesso.  La decisione del G.i.p. di Modena di consentire anche alla persona giuridica di accedere all'istituto della messa alla prova si pone in contrasto con alcune decisioni di senso contrario precedentemente adottate da altri Tribunali italiani. Nel senso di ritenere inammissibile la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova della società imputata di illecito amministrativo dipendente da reato si è espresso ad esempio il Tribunale di Milano (Sez. XI, ord. 27 marzo 2017, Giud. Stefano Corbetta), sulla base del fatto che "[…] in assenza, de jure condito, di una normativa di raccordo che renda applicabile la disciplina di cui agli artt. 168-bis c.p. alla categoria degli enti, […] l’istituto in esame, in ossequio al principio di riserva di legge, non risulta applicabile ai casi non espressamente previsti, e quindi alle società imputate ai sensi del D.lgs. 231 del 2001", così valorizzando la tassatività delle previsioni espresse nel [...]

Reati dichiarativi e competenza territoriale: la sede effettiva dell’impresa

2020-11-11T09:55:28+01:0029 Ott 2020|Categorie: Articolo|

Con la recente sentenza n. 27606 del 14 settembre 2020, la terza sezione della Corte di Cassazione ribadisce un importante principio circa la determinazione della competenza territoriale nel caso di commissione di uno dei reati dichiarativi previsti dal Capo I del Titolo II del D.lgs. n. 74/2000, da poco introdotti nel novero dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. n. 231/2001. Nel caso di specie, l’imputato ricorre dinnanzi alla Suprema Corte avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale di Avellino, ha rigettato l’istanza di riesame proposta avverso il provvedimento di sequestro preventivo disposto in relazione al reato di omessa dichiarazione, di cui all’art. 5 D.lgs. n. 74/2000. Il motivo di impugnazione avanzato nel ricorso è la violazione di legge, per avere il Tribunale del Riesame di Avellino disatteso l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa dell’imputato. In particolare, il ricorrente lamenta la scorretta applicazione dell’art. 18 D.lgs. n. 74/2000, che al comma 2 individua il luogo di consumazione dei reati dichiarativi nel domicilio fiscale del contribuente. Secondo il ricorrente, il G.i.p. di Avellino non avrebbe avuto la competenza per disporre il sequestro preventivo, in quanto la società legalmente rappresentata dall’imputato ha la propria sede legale in un [...]

La Corte di Cassazione conferma che in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto il giudice deve procedere all’accertamento autonomo della responsabilità amministrativa dell’ente.

2020-10-23T16:54:49+02:0023 Ott 2020|Categorie: Articolo|

La prescrizione del reato presupposto non esclude la responsabilità della persona giuridica. Questo il principio di diritto ribadito dalla Corte di Cassazione nella recente pronuncia del 9 ottobre 2020 n. 28210. Nel caso sottoposto alla Corte un ente era stato ritenuto responsabile, con conseguente sanzione di giustizia, dell'illecito amministrativo di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25, comma 2, in relazione ad alcuni episodi corruttivi commessi dal consigliere di amministrazione dello stesso ente. Dichiarato prescritto il reato presupposto a carico della persona fisica, la Corte di appello confermava la responsabilità della società ricorrente e avverso la sentenza proponeva ricorso per cassazione l'ente. Nella pronuncia in esame i Giudici di legittimità hanno ribadito che “in tema di responsabilità degli enti, in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto, il giudice, ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 8, comma 1, lett. b) deve procedere all'accertamento autonomo della responsabilità amministrativa della persona giuridica nel cui interesse e nel cui vantaggio l'illecito fu commesso che, però, non può prescindere da una verifica, quantomeno incidentale, della sussistenza del fatto di reato”. La Corte di Cassazione ha inoltre ricordato altro consolidato orientamento secondo cui “in tema di responsabilità da [...]

Condotta colposa del lavoratore e responsabilità del datore di lavoro

2020-10-29T11:16:11+01:0020 Ott 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione torna a trattare la delicata materia degli infortuni sul lavoro e della rilevanza della condotta colposa del lavoratore. Si tratta di un tema di grande impatto che pone in capo al datore di lavoro doveri specifici di formazione e informazione. Accanto alle più recenti pronunce - già oggetto di trattazione in questo osservatorio - occorre ora soffermarsi sulla sentenza n. 27242/2020. La giurisprudenza più recente è utile per comprendere la severità dei controlli posti in essere dall’Autorità giudiziaria dinnanzi al verificarsi di infortuni e consente di individuare gli specifici obblighi posti in capo al datore di lavoro dal nostro ordinamento. Solo il rispetto delle prescrizioni in materia di attività di prevenzione (valutazione dei rischi e predisposizione di misure di sicurezza), formazione dei lavoratori, consegna di adeguati strumenti e attrezzature di lavoro, pone infatti il soggetto apicale al riparo da contestazioni penali personali e tutela l’ente da sanzioni pecuniarie e/o interdittive. - In particolare, già con la sentenza del 19.11.2019, n. 48779, la IV sez. penale della Corte di Cassazione aveva ribadito che: “non è idoneo ad escludere il nesso di causalità tra la condotta omissiva del datore di lavoro e l’evento lesivo o mortale patito dal [...]

Responsabilità 231 esclusa per la società unipersonale priva di un autonomo centro di interessi

2020-10-20T13:05:44+02:0025 Set 2020|Categorie: Articolo|

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano, dott. Aurelio Barazzetta, ha pronunciato lo scorso 16 luglio la sentenza n. 971/2020 con la quale ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti di “V.A. S.r.l.s.”, società unipersonale imputata a titolo di responsabilità amministrativa ex D.lgs. 231/2001 insieme ai due amministratori della stessa (A.V. e L.V.) per il delitto di truffa ai danni dello Stato ex art. 640, comma 2 c.p. Il fatto contestato agli amministratori era la falsificazione di ricevute di bollettini postali per indurre in errore l’amministrazione comunale circa l’adempimento degli oneri tributari legati all’occupazione di suolo pubblico. All’ente, invece, il Pubblico Ministero contestava l’illecito amministrativo di cui all’art. 24 D.lgs. 231/2001, “per non aver adottato ed efficacemente attuato il Modello di Gestione, Organizzazione e Controllo, prima della commissione dei fatti ascritti […] idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi”. Il procedimento nei confronti delle persone fisiche è stato stralciato per consentire l’ammissione alla messa alla prova degli imputati, mentre quello pendente nei confronti dell’ente è proseguito separatamente in fase di udienza preliminare, dove sia la difesa della Società che l’accusa hanno argomentato per richiedere il non luogo a procedere. In accoglimento delle ragioni [...]

Modifiche al Codice dell’Ambiente: novità in materia di gestione dei rifiuti

2020-09-25T12:20:09+02:0023 Set 2020|Categorie: Articolo|

Si segnala che il 26 settembre 2020 entrerà in vigore il D.lgs. 3 settembre 2020, n. 116, recante l'"attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi". Il provvedimento, insieme agli altri decreti legislativi n. 118/2020 (Pile e Raee), d.lgs. 119/2020 (Veicoli fuori uso) e D.lgs. 121/2020 (discariche), recepisce nell’ordinamento italiano le direttive europee del pacchetto economia circolare. Il D.lgs. n. 116/2020 apporta varie modifiche al Codice dell’Ambiente (D.lgs. 152/2006), rinviando poi per alcune norme di maggior dettaglio ai decreti attuativi che dovranno essere emanati. Tra le importanti novità apportate nell'ambito della gestione dei rifiuti, il provvedimento rafforza il sistema di responsabilità estesa del produttore di beni, modificando gli artt. 178-bis e 178-ter del Codice dell’Ambiente e il sistema di prevenzione della produzione di rifiuti, apportando modifiche all’art. 180 del Codice. Di grande rilevanza è la modifica alla definizione di “rifiuto urbano” (art. 183), in forza della quale anche i “rifiuti speciali assimilabili agli urbani” rientrano nella predetta categoria quando sono “simili per natura e composizione ai rifiuti domestici”. La nuova definizione di “rifiuto urbano” non pregiudica, come [...]

Circolare n. 216816/2020 della Guardia di Finanza in materia di modifiche alla disciplina dei reati tributari e della responsabilità amministrativa degli enti

2020-09-23T18:25:01+02:0010 Set 2020|Categorie: Articolo|

Il 1° settembre 2020 è stata emessa una nuova circolare della Guardia di Finanza, la n. 216816/2020, in tema di “Modifiche alla disciplina dei reati tributari e della responsabilità amministrativa degli enti”. Nella prima parte la circolare, oltre a ripercorrere le novità introdotte in materia dal D.L. n.124/2019 (c.d. “decreto fiscale”), fornisce alcune istruzioni operative in materia di confisca “allargata” e pone in evidenza le conseguenze della novella legislativa sulla disciplina della confisca obbligatoria, anche per equivalente, che risulta ora applicabile anche agli enti collettivi a favore dei quali sono commessi i delitti tributari entrati nel catalogo dei reati presupposto 231. Quanto a questo ultimo punto, nella circolare si sottolinea l’importanza della novità, in quanto in precedenza i beni sociali potevano essere confiscati solamente attraverso la confisca diretta ex art. 240 c.p. nelle ipotesi in cui la persona giuridica rappresentava un mero “schermo” fittizio. Interessante, inoltre, l’analisi svolta dalla Guardia di Finanza relativamente ai rapporti tra adempimento collaborativo (ex d.lgs. n. 128/2015) e Modello 231. La circolare, oltre a ribadire l’utilità di un sistema di controllo del rischio fiscale come requisito per l’accesso al regime dell’adempimento collaborativo, evidenzia la non sovrapponibilità dei due istituti e la necessità di implementare il [...]

Il distacco fittizio di lavoratori integra il delitto di truffa ai danni dello Stato

2020-09-10T18:42:01+02:0007 Set 2020|Categorie: Articolo|

La Società che impiega lavoratori distaccati fittiziamente è penalmente responsabile dell’illecito di cui all’art. 24 del D.lgs. 231/2001, questo quanto ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 23921/2020 depositata lo scorso 12 agosto. Secondo la giurisprudenza di legittimità, infatti, la condotta della società che faccia illegittimamente figurare i propri dipendenti come lavoratori distaccati per ottenere un risparmio contributivo e previdenziale integra il reato di truffa ai danni dello stato ex art. 640 co. 2 n. 1 c.p. e non invece una semplice infrazione della disciplina contenuta nel D.lgs. n. 276/2003 in materia di distacco del lavoratore. Nel caso di specie, la Cassazione ha confermato la condanna irrogata dalla Corte d’appello di L’Aquila alla Società per avere utilizzato 22 lavoratori distaccati, formalmente dipendenti di un’altra società risultata poi essere una “scatola vuota” incapace di adempiere gli oneri previdenziali e fiscali. Tale condotta truffaldina avrebbe consentito alla società imputata di conseguire un risparmio contributivo e previdenziale in danno dello Stato. Sono state invece respinte le tesi difensive addotte dalla parte ricorrente, la quale ha richiesto l’annullamento della sentenza in quanto i fatti contestati non varrebbero ad integrare il delitto di cui all’art. 640 co. 2 n. 1 c.p., bensì la [...]

Utilizzabilità nei confronti dell’ente delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni effettuate nell’ambito del procedimento per il reato presupposto

2020-07-23T11:40:25+02:0023 Lug 2020|Categorie: Articolo|

Nel presente contributo si segnala un’importante pronuncia della Corte di Cassazione che tratta il delicato tema delle intercettazioni di comunicazioni o conversazioni. La Corte di Cassazione con sentenza 41768/2017 ha affrontato il tema dell’utilizzabilità nei confronti dell’ente delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni effettuate nell’ambito del procedimento per il reato presupposto svoltosi nei confronti della persona fisica. In particolare, il ricorrente in Cassazione lamentava l'inutilizzabilità dei risultati delle intercettazioni telefoniche effettuate dal Pubblico Ministero nell’ambito del giudizio di merito affermando che le stesse dovevano ritenersi effettuate in un diverso procedimento, pur essendo state disposte nel contesto di un fascicolo avente lo stesso numero di notizia di reato, dal momento che, in generale: - l'illecito amministrativo ascrivibile agli enti è fattispecie distinta dal reato presupposto; in particolare: - nel corso del giudizio di primo grado, vi era stata anche una formale separazione dei procedimenti; - l'iscrizione nei confronti degli enti era stata effettuata quando già tutte le operazioni di captazione erano state eseguite. Rispondendo alle doglianze del ricorrente la Suprema Corte di Cassazione ha innanzitutto chiarito che “è indiscusso che le disposizioni del codice di procedura penale in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni si applichino anche nei confronti degli [...]

Sequestro dei beni dell’ente in caso di commissione di reati tributari

2020-07-09T11:34:45+02:0009 Lug 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, sezione III penale, con sentenza n. 19113, del 10.06.2020, (depositata in data 24.06.2020), ha affrontato il delicato tema del sequestro dei beni dell’ente in caso di commissione di reati tributari da parte del legale rappresentante. La tematica affrontata si inserisce in una vicenda molto articolata da un punto di vista processuale. Senza voler in questa sede entrare nel merito delle diverse impugnazioni proposte sia dagli indagati che dalla società e dell’esito delle stesse, basti evidenziare, per una comprensione dei principi enunciati dalla Suprema Corte, che la questione attiene al sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di denaro della società per la commissione dei delitti - di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (artt. 2 e 8 D.lgs. 74/2000) - posti in essere dal legale rappresentante dell’ente. Pur trattandosi di illeciti penali contestati alla persona fisica del legale rappresentante, gli stessi erano stati commessi, secondo quanto ricostruito dal Giudice di merito, in seno alla società e nell'esclusivo interesse e vantaggio di quest'ultima. In esecuzione di tale provvedimento, veniva sottoposta a sequestro una consistente somma di denaro presente sul conto corrente intestato [...]

Approvazione del Decreto attuativo della Direttiva PIF: novità in tema di responsabilità amministrativa degli Enti ex D.lgs. 231/2001.

2020-09-07T10:39:21+02:0008 Lug 2020|Categorie: Articolo|

Il 6 luglio è stato approvato il Decreto attuativo della c.d. Direttiva PIF (direttiva UE n. 2017/1371) come richiesto dalla Legge di delegazione europea 2019. La Direttiva n. 2017/1371 emessa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio il 5 luglio 2017 in materia di “lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale” (art. 17 Direttiva UE 2017/1371) imponeva agli Stati membri di prevedere forme di responsabilità a carico degli Enti adottando “le misure necessarie affinché, se commessa intenzionalmente, la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione costituisse reato” (art. 3 Direttiva UE 2017/1371). Centrale dunque il tema della responsabilità amministrativa degli Enti, settore in cui vengono introdotte le seguenti novità: l’ampliamento del catalogo dei reati presupposto della responsabilità dell’ente ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 con l’inserimento dei delitti di dichiarazione infedele (art. 4 D.lgs. 74/2000), omessa dichiarazione (art. 5 D.lgs. 74/2000) e indebita compensazione (art. 10 quater D.lgs. 74/2000), sempre se commessi nel contesto di frodi internazionali con l’obiettivo di evadere un importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro;   l’estensione della responsabilità delle società anche per frode nelle pubbliche forniture, frode in agricoltura e contrabbando.   l’ampliamento [...]

Pubblicato il position paper di Confindustria in materia di “Responsabilità amministrativa degli enti ai tempi del Covid”

2020-07-08T11:02:20+02:0024 Giu 2020|Categorie: Articolo, In evidenza|

Sono state pubblicate le linee guida di Confindustria in materia di “Responsabilità amministrativa degli enti ai tempi del Covid”. Il contributo offre prime indicazioni operative relative al profilo dell’adeguatezza dei Modelli organizzativi rispetto ai rischi connessi all’emergenza sanitaria nonché al ruolo dell’Organismo di Vigilanza nel contesto del sistema di controlli interni. In relazione al tema dei rischi di reato legati alla situazione di emergenza, il position paper effettua una distinzione tra i rischi indiretti e i rischi diretti. I primi riguardano quelle fattispecie già inserite nel novero dei reati presupposto ex D.lgs. 231/2001 e non strettamente connesse alla gestione aziendale del rischio Covid-19, le quali potrebbero trovare nella situazione creatasi a causa dell’epidemia un’ulteriore occasione di realizzazione. Per far fronte all’emergenza, infatti, in molti contesti aziendali si sono intraprese strade diverse da quelle ordinariamente percorse in relazione sia all’organizzazione aziendale sia all’attività svolta. La variazione delle modalità operative ed organizzative potrebbe costituire terreno fertile per la commissione di reati rilevanti in materia 231, quali, a titolo di esempio, corruzione (anche tra privati) e altri reati contro la PA, caporalato e impiego di cittadini irregolari, reati di ricettazione e riciclaggio, reati contro l’industria e il commercio, reati di criminalità organizzata, reati [...]

Fraudolente dichiarazioni fiscali e riciclaggio: legittimità del sequestro del profitto derivante dalla commissione del reato presupposto

2020-06-16T15:29:31+02:0016 Giu 2020|Categorie: Articolo|

Con la recente sentenza n.10649 del 30.01.2020, depositata in data 25.03.2020, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha chiarito che è legittimo il sequestro del profitto derivante dalla commissione del reato tributario presupposto del riciclaggio.   Il fatto Nel caso di specie, il Tribunale di Asti, provvedendo in sede di appello in materia cautelare reale, con ordinanza emessa nell’ottobre 2019, accoglieva solo parzialmente il gravame proposto avverso il provvedimento emesso dal GIP di quel Tribunale con il quale era stata integralmente respinta la richiesta di riduzione del valore del sequestro preventivo per equivalente disposto ai danni dell’indagato per i reati di reimpiego e riciclaggio di somme provenienti dalla commissione di altri reati (fraudolente dichiarazioni fiscali ascritte al coniuge) e avente ad oggetto gli immobili formalmente conferiti in un Trust, considerato essere una struttura solamente simulata dal momento che i beni risultavano permanere nella piena disponibilità di entrambi i coniugi. In particolare, il Tribunale di Asti, chiamato ad esprimersi sulla rideterminazione della portata del vincolo reale, aveva precisato che al fine della determinazione del "quantum" confiscabile per equivalente, occorreva tenere conto -trattandosi di beni che risultavano essere nella piena disponibilità di entrambi i coniugi - sia dei profitti derivanti [...]

“Piano Colao”: nuovo impulso al Tax Control Framework

2020-06-24T17:58:48+02:0015 Giu 2020|Categorie: Articolo|

Dopo due mesi di lavoro, il Comitato di esperti in materia economica e sociale, voluto dal governo per elaborare proposte volte al rilancio dell’Italia, ha consegnato alla presidenza del Consiglio un documento di 121 pagine intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, ribattezzato “Piano Colao”, dal nome del capo della task force, il manager Vittorio Colao. Il documento contiene una serie di proposte suddivise in sei macroaree di intervento: “Imprese e Lavoro, motore dell’economia”; “Infrastrutture e Ambiente, volano del rilancio”; “Turismo, Arte e Cultura, brand del paese”, “P.A., alleata di cittadini e imprese”; “Istruzione, Ricerca e Competenza, fattori chiave per lo sviluppo”; “Individui e Famiglie, in una società più inclusiva ed equa”. Per ogni macroarea sono indicate una serie di iniziative e per ognuna di esse viene specificato il tipo di finanziamento previsto (“principalmente pubblico”, “principalmente privato” e “no funding”) e le tempistiche suggerite (“attuare subito”, “finalizzare” e “strutturare”). Incentivo all’adozione di sistemi di Tax Control Framework Una delle iniziative di rilancio relative all’area “Imprese e Lavoro” suggerite dal Comitato di esperti, consiste nell’adozione di sistemi di Tax Control Framework (c.d. TCF). Come è noto, il TCF, o altrimenti detto il “Regime di adempimento collaborativo”, consiste in un sistema [...]

U.S. Department of Justice, Criminal Division: aggiornamento delle Linee Guida per la valutazione dei Corporate Compliance Programs. Indicazioni utili anche per la valutazione del Modello di Organizzazione e gestione ex D.lgs. 231/2001.

2020-06-15T16:24:20+02:0011 Giu 2020|Categorie: Articolo|

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Sezione penale, ha pubblicato la versione aggiornata delle Linee guida in materia di valutazione dei Compliance Programs. Il documento, intitolato “Evaluation of Corporate Compliance Programs”, fornisce ai Prosecutors statunitensi importanti indicazioni da seguire nella valutazione circa l’opportunità o meno di sollevare accuse, negoziare patteggiamenti, e nella determinazione delle criminal fines in caso di commissione di reati da parte di società. Come è noto, l’introduzione in Italia della responsabilità amministrativa degli enti, ad opera del D.lgs. 231/2001, ha avuto come modello principale proprio il sistema statunitense, che fin dagli anni ’70 riconosce la possibilità di muovere una contestazione di reato a una persona giuridica. Nel nostro ordinamento tale possibilità è sempre stata ostacolata da coloro i quali sostenevano il principio secondo cui “societas delinquere non potest”, derivante dal principio di personalità della responsabilità penale di cui all’art. 27 Cost. All’indomani dell’introduzione del D.lgs. 231/2001, non più rimandabile in considerazione delle pesanti pressioni derivanti dall’ambiente europeo, anche i sostenitori di tale tesi hanno dovuto riconoscere la possibilità che una società sia chiamata a rispondere di un illecito di natura penale, commesso da un soggetto apicale o da un suo sottoposto, nell’interesse o a vantaggio dell’ente [...]

La responsabilità del datore di lavoro per il contagio da Covid-19 del dipendente: la specifica disposizione introdotta dal legislatore con la legge di conversione del “Decreto Liquidità”

2020-06-11T10:33:22+02:0009 Giu 2020|Categorie: Articolo|

La Legge 6 giugno 2020 n. 40, nel convertire in legge il Decreto Liquidità (D.L. n. 22/2020), ha aggiunto una specifica disposizione sulla responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro derivante dal contagio da Covid-19. Il nuovo art. 29-bis prevede che “Ai fini della tutela contro il rischio di contagio da COVID-19, i datori di lavoro pubblici e privati adempiono all’obbligo di cui all’art. 2087 del codice civile mediante l’applicazione delle prescrizioni contenute nel protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 tra il Governo e le parti sociali, e successive modificazioni e integrazioni, e negli altri protocolli e linee guida di cui all’art. 1, c. 14, del d.l. 16 maggio 2020, n. 33, nonché mediante l’adozione e il mantenimento delle misure ivi previste. Qualora non trovino applicazione le predette prescrizioni, rilevano le misure contenute nei protocolli o accordi di settore stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. L’aggiunta della norma appena citata ha rappresentato la risposta del legislatore alle preoccupazioni dei datori di lavoro, sorte dopo l’entrata in vigore del Decreto Cura Italia [...]

Reati tributari: illegittimo convertire il sequestro delle somme di denaro, in sequestro dell’immobile intestato alla società

2020-06-09T18:48:55+02:0003 Giu 2020|Categorie: Articolo|

Con la sentenza n. 15308, depositata il 19 maggio 2020, la Corte di cassazione ha dichiarato illegittimo per violazione di legge il provvedimento del Tribunale del riesame di Rieti con il quale era stata accolta l’istanza dell’indagato di conversione del sequestro disposto sulle somme della società, in sequestro dell’immobile intestato alla medesima società. Più nel dettaglio, all’indagato, legale rappresentante dell’ente, era stato contestato il reato tributario di cui all’art. 10 ter D.lgs. 74/2000. Il sequestro diretto era stato disposto sulle somme di denaro della società, ritenuta beneficiaria del reato. Si trattava di un caso di applicazione della misura cautelare finalizzata alla confisca diretta del profitto del reato, disposta ai sensi dell’art. 12 bis D.lgs. 74/2000, direttamente in capo all’ente, non indagato nel procedimento. Il fatto di reato era stato, infatti, commesso in data precedente all’introduzione dei reati tributari nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa ex D.lgs. 231/01, ma – nonostante ciò – per costante giurisprudenza era stato possibile applicare la misura cautelare direttamente in capo all’ente, in quanto beneficiario del reato. L’indagato aveva avanzato istanza al Tribunale del riesame chiedendo che il sequestro diretto delle somme di denaro venisse convertito in sequestro dell’immobile intestato alla società. Il Tribunale [...]

Decreto MEF 30 marzo 2020: un ulteriore passo verso la gestione condivisa del rischio fiscale

2020-06-03T17:01:43+02:0025 Mag 2020|Categorie: Articolo|

L’11 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30 marzo 2020 che ha ampliato la platea dei soggetti ammessi all’adempimento collaborativo con l’Agenzia delle Entrate. L’adempimento collaborativo integra un sistema di gestione del rischio fiscale condiviso, basato sul   reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuenti. Tale sistema è stato introdotto con D.lgs. 5 agosto 2015, n. 128 al fine di promuovere l’adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate, nonché di favorire, nel comune interesse, la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale. I contribuenti che aderiscono all’adempimento collaborativo, dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell'ordinamento tributario, beneficiano di un’interlocuzione costante e preventiva con l’Amministrazione finanziaria, mirata a un aumento del livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. L’adesione all’adempimento collaborativo è su base volontaria ed è subordinata alla sussistenza di alcuni requisiti. In una prima fase, il regime è stato riservato ai contribuenti di maggiori dimensioni, che avessero un volume di affari o di ricavi non inferiore a [...]

Scarico di acque reflue industriali oltre i limiti tabellari. I presupposti dell’interesse o del vantaggio per la responsabilità amministrativa dell’ente

2020-06-03T17:03:10+02:0020 Mag 2020|Categorie: Articolo|

Con la sentenza n. 3157 del 27 gennaio 2020, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della responsabilità amministrativa dell’ente ex art 25-undecies D.lgs. 231/2001, offrendo interessanti spunti in merito all’accertamento dei presupposti dell’interesse o del vantaggio della società nel caso di commissione del reato di scarico di acque reflue industriali oltre i limiti tabellari di cui all’art. 137, comma 5, D. Lgs. 152/2006. Nel caso di specie, la Società S.D. S.r.l. ha impugnato dinnanzi al giudice di ultima istanza la sentenza con la quale la Corte di appello di Milano confermava l’irrogazione nei suoi confronti di una sanzione amministrativa per la contravvenzione summenzionata, “per non aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della stessa specie commessi per conto e nell’interesse della società”. Nello specifico, la ricorrente ha lamentato inosservanza ed erronea applicazione della legge penale con riferimento all’art. 5 D.lgs. 231/2001, norma che individua nell’interesse o nel vantaggio dell’ente i presupposti essenziali per la sua responsabilità da reato. Secondo la difesa, infatti, il requisito dell’interesse o del vantaggio sarebbe incompatibile con la natura colposa di una fattispecie come quella contestata alla società imputata, tanto più [...]

Reati tributari commessi dal legale rappresentante: la società può costituirsi parte civile

2020-05-12T16:28:04+02:0012 Mag 2020|Categorie: Articolo|

La società in nome e per conto della quale il rappresentante legale ha agito, commettendo i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, è legittimata a costituirsi parte civile nel processo penale a carico del legale rappresentante. È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la pronuncia 3458 del 2020, con la quale dichiara infondato il ricorso proposto dall’imputato e conferma la condanna dello stesso, irrogata nel merito, al pagamento del danno patrimoniale e non patrimoniale, subito dall’ente. Più nel dettaglio, l’imputato quale presidente del consiglio di amministrazione della società era stato dichiarato responsabile dei reati di cui agli artt. 2 e 8 d.lgs.74/2000, con la conseguente condanna alla pena di giustizia e al risarcimento dei danni in favore della parte civile. L’imputato ricorreva per Cassazione, sollevando – per quanto qui di interesse – doglianza relativa alla mancata esclusione della parte civile, che a parere del ricorrente era priva di legittimazione a costituirsi, in quanto non danneggiata dalle condotte tipiche dei reati tributari allo stesso contestati, le quali avevano arrecato un danno solamente all’Erario, e non anche alla società dallo stesso amministrata. [...]

«Fase 2» e sicurezza sui luoghi di lavoro

2020-04-30T14:17:38+02:0030 Apr 2020|Categorie: Articolo|

Il prossimo 4 maggio entrerà in vigore il Decreto del Governo con il quale prenderà avvio la c.d. «Fase 2», che consentirà la graduale riapertura delle attività produttive. Il progressivo ritorno al lavoro non potrà prescindere dalla adozione di misure di prevenzione e protezione che garantiscano adeguati livelli di tutela per la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori. La prudente adozione di idonee misure di contenimento, anche sulla base delle esperienze di prevenzione acquisite durante la prima fase emergenziale, è fondamentale per consentire all’azienda di testare "su piccoli numeri" l’efficacia delle misure stesse, di perfezionarle e, dunque, gradualmente ampliare il numero di lavoratori presenti in azienda ed estendere gli orari di lavoro. A tal proposito, in data 24 aprile 2020, è stato integrato e aggiornato «Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro», sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali, che già conteneva importanti indicazioni per le aziende. E’ importante ricordare che al fine di creare un sistema di prevenzione efficace e conforme alla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al D.lgs. 81/2008, è [...]

Documento Inail sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione

2020-04-23T09:56:40+02:0023 Apr 2020|Categorie: Articolo|

L’Inail ha redatto il "Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” in relazione alla fase 2 dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia. Elaborato che attualmente si trova al vaglio del Governo. Si tratta di un documento che fa seguito alle importanti “azioni contenitive adottate che hanno richiesto, fra l’altro, la sospensione temporanea di numerose attività produttive” e che è stato redatto al fine di sostenere l’adozione di “misure graduali ed adeguate al fine di consentire, in presenza di indicatori epidemiologici compatibili, un ritorno progressivo al lavoro, garantendo adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori”. “Al fine di contribuire a fornire elementi tecnici di valutazione al decisore politico per la determinazione di livelli di priorità progressiva di interventi, è necessario tenere in considerazione le specificità dei processi produttivi e delle modalità di organizzazione del lavoro che nell’insieme possono contribuire alla caratterizzazione del rischio”. L'elaborato si suddivide in due sezioni: l'una finalizzata a definire l’ambito di rischio per ciascuna attività, l'altra a fornire indicazioni generali sulle azioni preventive da attuare. Rischio connesso alla attività Il rischio da contagio viene classificato nel menzionato documento secondo [...]

Responsabilità amministrativa dell’ente. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità ex D.lgs. 231/2001 dell’ente straniero anche in assenza di sede in Italia.

2020-06-03T17:04:31+02:0022 Apr 2020|Categorie: Articolo|

Con la recente sentenza dell’11 febbraio 2020, n. 11626, la Corte di Cassazione penale, sez. V, ha fatto proprio il recente e analogo principio di diritto affermato dalla giurisprudenza di merito (Corte d’Appello di Firenze) là dove ha ritenuto applicabile la disciplina del D.lgs.  n. 231/2001 ad una società straniera priva di sede in Italia, ma operante sul territorio nazionale, in relazione ai delitti di omicidio e lesioni personali colposi (nel noto caso dell'incidente ferroviario di Viareggio). Si è dunque nuovamente ritenuto che anche l’ente straniero, privo di sede in Italia, possa essere chiamato a rispondere degli illeciti amministrativi 231 per i fatti commessi nel suo interesse o vantaggio. Nel caso sottoposto all’esame dei Giudici di merito una società con sede all’estero era stata condannata del reato di corruzione e ricorreva dinnanzi alla Corte per contestare il difetto di giurisdizione italiana, affermando che le carenze organizzative sarebbero avvenute all'estero. Rigettando il ricorso presentato la Corte di Cassazione ha chiarito che: “La responsabilità dell'ente ai sensi del Decreto n. 231 del 2001 sia una responsabilità, sia pure autonoma, "derivata" dal reato, di tal che la giurisdizione va apprezzata rispetto al reato-presupposto, a nulla rilevando che la colpa in organizzazione e dunque [...]

Sentenza della Corte Costituzionale n. 57/2020 – Informazione antimafia interdittiva adottata dal Prefetto nei confronti dell’attività privata delle imprese

2020-04-22T09:25:31+02:0009 Apr 2020|Categorie: Articolo|

La Corte Costituzionale si è recentemente espressa nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 89-bis e 92, commi 3 e 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136”, promosso dal Tribunale ordinario di Palermo. Nel menzionato provvedimento, lo si anticipa, la Corte ha chiarito che l’informazione antimafia interdittiva adottata dal Prefetto nei confronti dell’attività privata delle imprese oggetto di tentativi di infiltrazione mafiosa non viola il principio costituzionale della libertà di iniziativa economica privata. Prima di entrare nel merito del menzionato provvedimento occorre soffermarsi brevemente sul significato e sugli effetti della informazione antimafia interdittiva. L’informazione antimafia costituisce, insieme alla comunicazione antimafia, la c.d “documentazione antimafia”. La comunicazione antimafia è un provvedimento amministrativo di natura vincolata con il quale la PA attesta la sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto (art. 67 D.lgs. 159/2011), che derivano dall’applicazione di una misura di prevenzione. Il rilascio della comunicazione antimafia deve essere obbligatoriamente richiesto dalle Pubbliche amministrazioni (art. 83 D.lgs. 159/2011) prima di stipulare, approvare o [...]

La nomina del difensore dell’ente nell’ambito dei giudizi penali. Caratteristiche e limiti

2020-04-03T15:18:50+02:0003 Apr 2020|Categorie: Articolo|

Con sentenza n. 51654, del 13.10.2017 la Corte di Cassazione penale, seconda sezione, chiariva che il difensore dell'ente non può essere nominato dal legale rappresentate imputato del reato presupposto per cui l’ente viene chiamato in giudizio, dichiarando, conseguentemente, l’incompatibilità del difensore. In particolare, i Giudici di legittimità contestavano al legale della società di avere presentato “la richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo dell'attività della società (OMISSIS) s.r.l. su nomina di (OMISSIS), legale rappresentante della predetta società; società sottoposta alle indagini nel procedimento penale iscritto al n. 1324/2016 del R.G. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Ma (OMISSIS) è contestualmente indagato per il reato da cui dipende l'illecito amministrativo”. Si affermava, inoltre, che lo stesso ricorso per Cassazione era stato presentato dal medesimo legale di fiducia concludendo che con riferimento “alla nomina del difensore dell'ente da parte dell'indagato (OMISSIS), si deve rilevare che questa Suprema Corte ha affermato che è inammissibile, per difetto di legittimazione rilevabile di ufficio ai sensi dell'art. 591 c.p.p., comma 1, lett. a), la richiesta di riesame di decreto di sequestro preventivo presentata dal difensore dell'ente nominato dal rappresentante che sia imputato o indagato del reato da cui dipende [...]

Emergenza Covid-19. Approfondimenti in tema di formalizzazione delle misure di prevenzione e protezione e di compiti dell’Organismo di Vigilanza

2020-04-09T13:35:27+02:0001 Apr 2020|Categorie: Articolo|

Come già anticipato nell’ambito del contributo pubblicato lo scorso 18 marzo è compito del Datore di lavoro individuare le misure di prevenzione e protezione da adottare sulla base dello specifico contesto aziendale e del profilo dei lavoratori, avvalendosi della collaborazione di RSPP e Medico Competente. Tali misure di prevenzione e protezione devono essere formalizzate all’interno del DVR, di un suo allegato o in altro documento ritenuto efficace quale, ad esempio, un piano di intervento o una procedura. In particolare, sul punto, si evidenzia che l’aggiornamento del DVR e del Piano di Emergenza è da ritenersi obbligatorio solamente quando, per le specifiche condizioni lavorative, il rischio di contagio sia più elevato rispetto a quello generale e comune al di fuori dei luoghi di lavoro. Particolare attenzione dovranno dunque prestare le imprese che operano in settori sensibili quali quelle del sistema ospedaliero e sanitario o ove i lavoratori siano esposti al costante contatto con il pubblico (ad es. supermercati e punti vendita di prodotti alimentari). Negli altri casi non appare necessario l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in relazione al rischio di contagio da Covid – 19, fermo restando, in tali casi, l’onere di formalizzare le procedure adottate in una delle [...]

Estinzione non fraudolenta del soggetto giuridico e responsabilità dell’ente

2020-03-26T10:03:51+01:0026 Mar 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, sezione II penale, con sentenza del 7 ottobre 2019, n. 41082 ha chiarito che l’estinzione non fraudolenta dell’ente impedisce la prosecuzione del processo penale nei confronti del soggetto giuridico. I giudici di legittimità hanno, invero, precisato che: “nel caso in cui, come in quello di specie, si verifichi l'estinzione fisiologica e non fraudolenta dell'ente, correlata alla chiusura della procedura fallimentare, si verte in un caso assimilabile a quello della morte dell'imputato, dato che si è verificato un evento che inibisce la progressione del processo ad iniziativa pubblica previsto per l'accertamento della responsabilità da reato di un ente ormai estinto, ovvero di una persona giuridica non più esistente”. Tali conclusioni risultano confermate dal fatto “che il testo legislativo regolamenta sole le vicende inerenti la trasformazione dell'ente, ovvero la fusione o la scissione (D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 70), ma non la sua estinzione, che dunque non può che essere trattata applicando le regole del processo penale (D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 35)”. La Corte di Cassazione ha inoltre specificato che “si ritiene non importabile nel processo a carico dell'ente per l'accertamento della responsabilità da reato il principio espresso dalla giurisprudenza civile secondo cui la cancellazione [...]

Responsabilità dell’ente – consolidato fiscale – società consolidante – IVA dovuta dalle società consolidate – responsabilità solidale

2020-03-24T11:03:49+01:0024 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Con sentenza n. 5513, del 16.10.2019, depositata in data 12 febbraio 2020, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha affrontato il tema del consolidato fiscale e della responsabilità della società consolidante in caso di violazioni tributarie commesse dalle società consolidate. La fattispecie in esame riguardava il rato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 ter, ascritto al ricorrente per avere, quale amministratore della società consolidante omesso di versare l'imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale per l'anno 2009. In particolare il ricorrente denunciava la violazione e l'errata applicazione del D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 ter, per non essere imputabile alla società dallo stesso amministrata l'omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta dalle società alla stessa consolidate, trattandosi di somme di cui la società consolidante amministrata dall'imputato, pur versandosi in una ipotesi di consolidamento fiscale ai sensi del D.Lgs. n. 344 del 2003, non aveva mai avuto la disponibilità. Segnalava, in particolare, che nel caso del bilancio consolidato nazionale redatto dalla società amministrata dal ricorrente la società capogruppo non aveva mai riscosso le somme dovute a titolo di imposta sul valore aggiunto “non essendo soggetto commerciale operativo e non avendole mai [...]

Nuova sentenza in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca

2020-03-23T10:40:43+01:0023 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Con sentenza n. 1676 dell’11 dicembre 2019, depositata in data 16 gennaio 2020, la Suprema Corte di Cassazione in tema di responsabilità amministrativa degli enti ha chiarito che: “la confisca per equivalente del profitto di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 19, ha natura di sanzione principale e autonoma", senza che ricorra "rapporto di sussidiarietà o di concorso apparente tra la detta disposizione e le norme del codice penale che prevedono la stessa misura ablativa a carico delle persone fisiche responsabili del reato, fermo restando logicamente che l'espropriazione non potrà, in ogni caso, eccedere nel quantum l'entità complessiva del profitto"; - "La responsabilità della persona giuridica è aggiuntiva e non sostitutiva di quella delle persone fisiche, che resta regolata dal diritto penale comune"; - "Il criterio d'imputazione del fatto all'ente è la commissione del reato "a vantaggio" o "nell'interesse" del medesimo ente da parte di determinate categorie di soggetti. V'è, quindi, una convergenza di responsabilità, nel senso che il fatto della persona fisica, cui è riconnessa la responsabilità anche della persona giuridica, deve essere considerato "fatto" di entrambe, per entrambe antigiuridico e colpevole, con l'effetto che l'assoggettamento a sanzione sia della persona fisica che di quella giuridica s'inquadra [...]

Interesse e vantaggio dell’Ente. La più recente giurisprudenza di legittimità

2020-03-20T11:40:19+01:0020 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Si segnala che nella sezione giurisprudenza dell’Osservatorio è stata inserita la più recente giurisprudenza in materia di interesse e vantaggio dell’ente. In particolare: - Corte di Cassazione, sez. IV penale, n. 3731 del 20.01.2020 in materia di lesioni colpose gravissime come conseguenza della violazione della disciplina antinfortunistica. - Corte di Cassazione, sezione IV penale, n. 49775 del 27.11.2019 in cui la Suprema Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento emesso dai giudici di merito che avevano ritenuto sussistente la responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi dell’art. 25-septies, comma 3, D.lgs. 231/2001 non ritenendo provato l’interesse e vantaggio dell’ente. - Corte di Cassazione, sezione IV penale, n. 16598 del 24.01.2019, in tema di responsabilità degli enti derivante da reati colposi d’evento in violazione della normativa antinfortunistica dove il Collegio ha posto in evidenza la distinzione esistente tra i concetti normativi di interesse e di vantaggio dell’ente.

Emergenza Covid-19. Misure da adottare e compiti dell’OdV

2020-04-01T09:50:23+02:0018 Mar 2020|Categorie: Articolo|

L’emergenza “Coronavirus” impone alle società scelte nuove e una radicale riorganizzazione dell’attività di impresa per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra queste vi rientra certamente il dovere di fornire ai lavoratori presidi di protezione individuale secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (prodotti igienizzanti per le mani e le superfici, guanti monouso, mascherine …) ove non sia possibile favorire lo svolgimento dell’attività lavorativa secondo la modalità “Smart Working”. Vi sono poi i doveri di formazione e informazione dei lavoratori che consistono nella diffusione in azienda delle comunicazioni ufficiali rese dagli organi competenti e nell’indicazione dei presidi di sicurezza adottati dalla società e a cui ciascuno ha il dovere di conformarsi. Al Datore di lavoro è anche suggerito di predisporre, unitamente al medico competente, un aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (“DVR”), effettuando una valutazione del rischio biologico correlato alla diffusione del virus SARS-CoV-2 e prevedendo specifiche misure di prevenzione e protezione. L’aggiornamento di tale documento è, in particolare, suggerito - dato il diffondersi del virus e il profilarsi di una nuova situazione di rischio che potrebbe interessare tutti gli individui - in relazione ai rischi specifici connessi alle peculiarità dell’attività svolta in [...]

Lotta alla frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Lo schema della Direttiva PIF passa al Senato

2020-03-17T09:18:41+01:0017 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Dopo che il Consiglio dei Ministri, in data 23 gennaio 2020, ha approvato in esame preliminare il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva PIF come richiesto dalla Legge di delegazione europea 2019, ora lo schema di tale provvedimento è passato al vaglio del Senato. In particolare lo schema di decreto legislativo è stato presentato al Senato in data 30 gennaio e si trova attualmente all’esame delle Commissioni Giustizia e Bilancio chiamate ad emettere il relativo parere. Tra le novità che dovrebbero essere introdotte si prevede di punire anche le ipotesi di delitto tentato per i reati fiscali che presentano l’elemento della transnazionalità, se l’imposta IVA evasa non è inferiore a 10 milioni di euro (“Gravi frodi Iva”). Inoltre è previsto un ampliamento del catalogo dei reati presupposto che danno luogo alla responsabilità dell’ente ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 in caso di commissione di gravi frodi IVA includendovi ora i delitti di dichiarazione infedele (art. 4 D.lgs. 74/2000), omessa dichiarazione (art. 5 D.lgs. 74/2000) e indebita compensazione (art. 10 quater D.lgs. 74/2000). Si prevede un’estensione della responsabilità delle società anche per frode nelle pubbliche forniture, frode in agricoltura, contrabbando, peculato e abuso d’ufficio. Infine, per quanto [...]

Disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro richieste dall’emergenza Covid-19

2020-03-16T12:16:14+01:0016 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Vista la responsabilità posta in capo al datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e del D.lgs. 231/2001 in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, l’organo amministrativo e l’organismo di vigilanza delle società dovrebbero adottare misure precauzionali volte a minimizzare, per quanto possibile, il rischio di contagio Covid-19 del personale aziendale. A tal riguardo, lo Studio legale Morri Rossetti ha predisposto una informativa inerente alle disposizioni in materia di #salute e #sicurezza sul lavoro nell’ambito della gestione aziendale dell’emergenza #Covid-19. Vi invitiamo a consultare il documento qui.

Associazione per delinquere: ammessa la responsabilità amministrativa dell’ente anche se i delitti commessi dall’organizzazione criminale non rientrano nel catalogo dei reati presupposto

2020-03-18T14:27:38+01:0016 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Con sentenza n. 8785 del 4 marzo 2020, la III sezione penale della Corte di Cassazione ha chiarito che le società possono essere chiamate e rispondere ai sensi dell’art. 24 ter D.lgs. 231/2001 anche se i delitti fine del reato di associazione per delinquere non rientrano tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. In particolare, la Corte d'Appello di Milano confermava la sentenza appellata nella parte in cui il Tribunale aveva ritenuto colpevole la Società dell’illecito amministrativo di cui all’art. 24 ter D.lgs. 231/2001 in relazione al delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati tributari (all’epoca dei fatti non ancora entrati a far parte del catalogo dei reati presupposto). Contro la sentenza proponeva ricorso per Cassazione la Società deducendo il vizio di violazione di legge in riferimento al D.Lgs. n. 231 del 2001, artt. 2, 24 e ss. e 24-ter. In sintesi la società deduceva che: - “la Corte di appello sarebbe incorsa nella violazione del principio di legalità della sanzione penale nel rigettare le tesi difensive incentrate sull'inapplicabilità del D.Lgs. n. 231 del 2001 alla fattispecie concreta. Il giudice a quo avrebbe affrontato la questione circa l'inclusione o meno nel [...]

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

2020-03-18T10:59:01+01:0015 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Si segnala che le Organizzazioni rappresentative dei Datori di Lavoro di concerto con i Sindacati hanno predisposto il "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Il documento, “tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro”. La prosecuzione delle attività produttive “può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione”. L’obiettivo prioritario di tale protocollo è quello di “coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative”.

Articoli 2 e 8 del D.lgs. 74/2000. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione

2020-03-11T10:38:26+01:0011 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Con la recente pronuncia dell’8 novembre 2019 n. 8088 depositata in data 28 febbraio 2020, la Corte di Cassazione penale, sez. II si è pronunciata sulle fattispecie di cui agli artt. 2 e 8 del D.lgs. 74/2000 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti). Nella menzionata pronuncia la Corte d Cassazione richiama alcuni principi di diritto già espressi dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 95 del 6.02.2019 in relazione agli artt. 2 e 8 D.lgs. 74/2000. Nella pronuncia in esame si è infatti chiarito che “con la norma censurata, il legislatore ha inteso isolare, nell'ambito dell'ampia gamma dei mezzi fraudolenti utilizzabili a supporto di una dichiarazione mendace, uno specifico artificio, al quale viene annesso, sulla base dell'esperienza, uno spiccato coefficiente di insidiosità per gli interessi dell'erario. La disposizione denunciata punisce, infatti, chi, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi [...] In base alla norma definitoria di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 1, comma 1, lett. a), [...]

Gestione non autorizzata di rifiuti. Caratteristiche e limiti della delega e del conferimento dell’incarico a terzi

2020-03-16T10:13:27+01:0002 Mar 2020|Categorie: Articolo|

Con sentenza n. 47822/2019, depositata in data 25.11.2019, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito la differenza tra delega di funzioni e conferimento dell’incarico a terzi affrontando il caso di un datore di lavoro ritenuto responsabile del reato di cui al D.P.R. n. 445 del 2000, art. 76, comma 3 per avere falsamente attestato, in qualità di legale rappresentante di una società operante nel settore dell'imprenditoria edile, l’avvenuto corretto smaltimento del materiale prodotto dall’attività di scavo. Nel dettaglio, l’imputato indicava falsamente “nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio indirizzata all'ARPA ed ai Comuni interessati, redatta ai sensi del D.L. n. 69 del 2003, art. 41 bis, 3 comma, che il materiale da scavo pari a 2000 mc era stato interamente utilizzato e trasportato presso i siti di destinazione per il loro smaltimento, essendo invece stato smaltito altrove” (capo 1 di imputazione). Al contempo il legale rappresentante veniva condannato anche per il reato di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 1, lett. a) e comma 2 “per aver trasportato e smaltito in luogo non identificato materiale impropriamente qualificato come rocce da scavo, ma di fatto costituito da rifiuti in quanto non trattato secondo la normativa vigente” (capo 2 [...]

Sanzioni penali e amministrative: le possibili violazioni del principio del “ne bis in idem”

2020-03-02T09:32:17+01:0025 Feb 2020|Categorie: Articolo|

L’introduzione all’interno del catalogo dei reati presupposto della responsabilità ex D.lgs. 231/2001 dei reati tributari – avvenuta attraverso la Legge 157/2019 di conversione del Decreto Fiscale - pone un tema di pluralità di sanzioni applicabili ad una medesima condotta. Come è noto la Legge in esame ha previsto un complessivo inasprimento delle pene principali, una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali, nonché l’inserimento nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli Enti ex D.lgs. 231/2001 dei reati di cui agli artt. 2, 3, 8, 10, 11 D.lgs. 74/2000. Da ciò discende che lo stesso fatto storico potrebbe ora essere punito con sanzione tributaria, sanzione penale in capo all’Ente e sanzione penale in capo al Legale rappresentante. Nel tentativo di fare chiarezza sul delicato tema appare opportuno prendere le mosse da alcune recenti pronunce della Corte di Cassazione in materia di possibile violazione del principio comunitario del “ne bis in diem” nelle ipotesi in cui un medesimo fatto venga punito tanto con sanzioni penali quanto con sanzioni amministrative. Il presente excursus giurisprudenziale pone in evidenza, lo si anticipa, come il nostro Giudice di legittimità non ritenga violato il principio del “ne bis in idem” neppure dinnanzi ad [...]

Garante Privacy: sanziona l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” per la divulgazione dei dati personali dei segnalanti di condotte illecite-23 Gennaio 2020

2020-02-20T15:19:50+01:0020 Feb 2020|Categorie: Articolo|

Il caso sottoposto all’esame dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali: Nel dicembre 2018 l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (“Ateneo”) notificava all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (“Garante Privacy”) l’avvenuta diffusione di dati personali trattati per il tramite della piattaforma che l’Ateneo utilizzava per l’acquisizione e la gestione delle segnalazioni di illeciti da parte dei propri dipendenti e di soggetti terzi nell’ambito della disciplina del c.d. whistleblowing. In particolare, si dichiarava che era intervenuta una dispersione di dati personali comuni – nome, cognome, sede, telefono, e-mail del segnalante, data della segnalazione - relativi a due segnalanti che avevano utilizzato la piattaforma whistleblowing. Inoltre, tali dati erano stati indicizzati da alcuni motori di ricerca fintanto che l’Ateneo, edotto del problema, era intervenuto per farli deindicizzare e cancellare le relative copie cache. Le risultanze dell’attività istruttoria: A seguito dell’attività istruttoria emergeva che l’Ateneo aveva correttamente notificato la violazione dei dati personali al Garante Privacy entro le 72 ore dal momento in cui veniva a conoscenza del fatto e che i dati personali interessati dal data breach non rientravano nell’ambito di categorie particolari di dati trattandosi di dati personali comuni, mentre il contenuto delle segnalazioni non veniva in [...]

Infortuni sul lavoro. La rilevanza del risparmio di spesa e dell’aumento di produttività

2020-02-25T09:26:39+01:0017 Feb 2020|Categorie: Articolo|

La Suprema Corte di Cassazione, sez. IV penale, con la recente sentenza n. 3731 del 7.11.2019, (depositata in data 20 gennaio 2020) è tornata ad affrontare il tema dell’interesse e vantaggio dell’ente. Il caso sottoposto all’esame del Supremo collegio riguardava il reato di lesioni colpose gravissime nei confronti di un lavoratore avvenuto con violazione della disciplina antinfortunistica. Nell’ambito dei due gradi di merito era inoltre stata ritenuta responsabile dell'illecito amministrativo di cui al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 25-septies, comma 3 la società e condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria. In particolare, l’operaio - dipendente a tempo determinato dell’agenzia di lavoro con mansioni di operaio addetto all'assemblaggio - mentre stava conducendo un carrello elevatore (detto "muletto") con il quale sollevava pesanti sacchi pieni di sale e li portava sino al luogo indicato per lo stoccaggio temporaneo rimaneva schiacciato dal pesante mezzo. Ciò avveniva a causa del ribaltamento del muletto sul fianco sinistro, mentre l’operaio conduceva il mezzo su un percorso diverso da quello previsto per la fase di lavoro. La causa del ribaltamento veniva individuata in una improvvisa manovra di svolta a destra del conducente, che stava guidando il mezzo a velocità eccessiva. La persona offesa, non [...]

Interruzione della prescrizione. Richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ente

2020-02-17T12:41:22+01:0017 Feb 2020|Categorie: Articolo|

Con sentenza penale n. 1432 dell’1.10.2019, depositata in data 15.01.2020, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha affrontato il delicato tema dell’interruzione della prescrizione in caso di emissione di richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ente affermando che: “la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell'ente, in quanto atto di contestazione dell'illecito, interrompe, per il solo fatto della sua emissione, la prescrizione e ne sospende il decorso dei termini fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, ai sensi del D.lgs. 231/2001, artt. 59 e 22 commi 2 e 4”. In particolare la Corte d’Appello di Milano, in parziale riforma della decisione del Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Milano, “dichiarava di non doversi procedere nei confronti dell'imputato in relazione ai reati sub A, B ed I dell'imputazione per prescrizione rideterminando nei suoi confronti la pena” e dichiarava di non doversi procedere nei confronti dell’ente in quanto gli illeciti amministrativi erano estinti per intervenuta prescrizione. La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano proponeva ricorso in cassazione affermando che “la Corte di Appello ha applicato la disciplina penale della prescrizione agli illeciti contestati alla società. Invece la prescrizione per gli illeciti [...]

Disastro ferroviario. Ente condannato ex D.lgs. 231/2001

2020-02-17T12:42:25+01:0004 Feb 2020|Categorie: Articolo|

La Corte d’Appello di Firenze, III sezione penale, in data 16 dicembre 2019 ha reso note le motivazioni della sentenza n. 3733 Reg. sent. relativa alla strage di Viareggio che nel giugno 2009 costò la vita a 32 persone. In particolare, la pronuncia in esame, ha ritenuto responsabili ai sensi dell’art. 25 septies D.lgs. 231/2001 “Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro”, in relazione ai delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, diverse Società sia italiane sia straniere applicando alle stesse sanzioni pecuniarie e, in alcuni casi, interdittive. Nel dettaglio, i Giudici di merito, respingendo le impugnazioni delle Società appellanti, hanno chiarito che sono imputabili ai sensi del D.lgs. 231/2001 anche gli enti stranieri che non hanno in Italia alcuna sede precisando che “l’operatività della norma, infatti, non è legata alla “territorialità” dell’ente, cioè alla sua presenza fisica, con una sede, entro il territorio dello Stato, bensì alla sua attività in detto territorio che renda i suoi esponenti, i soggetti descritti dall’art. 5 della legge, capaci di commettere reati in Italia“. La Corte ha inoltre ritenuto sussistente la “colpa in organizzazione” chiarendo che “non è stata [...]

Lotta alla frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Approvazione in esame preliminare del Decreto Legislativo di attuazione della direttiva UE 2017/1371

2020-02-04T15:13:22+01:0027 Gen 2020|Categorie: Articolo|

Il Consiglio dei Ministri, in data 23 gennaio 2020, ha approvato in esame preliminare il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva PIF come richiesto dalla Legge di delegazione europea 2019. In particolare, come si legge nel testo dello schema di Decreto Legislativo “la direttiva sostituisce precedenti convenzioni di disciplina della materia e prosegue sulla scia di altri interventi di armonizzazione del diritto penale degli Stati membri completando, per i tipi di condotte fraudolente più gravi nel settore finanziario, la tutela degli interessi finanziari dell’Unione ai sensi del diritto amministrativo e del diritto civile. Il decreto modifica quindi la disciplina dei reati tributari sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dalle persone fisiche nel loro interesse o vantaggio”. Tra le novità riportate nel comunicato si prevede di punire anche le ipotesi di delitto tentato per i reati fiscali che presentano l’elemento della transnazionalità, se l’imposta IVA evasa non è inferiore a 10 milioni di euro. Inoltre è previsto un ampliamento del catalogo dei reati presupposto che danno luogo alla responsabilità dell’ente ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 includendovi ora i delitti di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione. Si prevede un’estensione della [...]

Legge 157/2019: estensione della responsabilità amministrativa degli Enti ai reati tributari

2020-01-27T12:13:36+01:0008 Gen 2020|Categorie: Articolo|

In data 24 dicembre 2019 è entrata in vigore la legge 157/2019 di conversione del Decreto Fiscale che, sotto il profilo penal-tributario, inasprisce la risposta sanzionatoria dell’ordinamento giuridico nazionale in rapporto ad alcuni reati previsti dal D.lgs. 74/2000. È, in particolare, previsto un complessivo inasprimento delle pene principali, una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali, nonché l’inserimento nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli Enti ex D.lgs. 231/2001 dei reati di cui agli artt. 2, 3, 8, 10, 11 D.lgs. 74/2000.    

Rilevanza e limiti della condotta colposa del lavoratore

2019-12-20T12:22:58+01:0020 Dic 2019|Categorie: Articolo|

Attraverso tre recenti pronunce la Corte di Cassazione ha affrontato il delicato tema degli infortuni sul lavoro individuando i limiti entro cui la condotta colposa del lavoratore può essere rilevante ai fini dell’esclusione della responsabilità amministrativa dell’ente ex D.lgs. 231/2001 e della responsabilità penale del datore di lavoro. Il presente excursus giurisprudenziale pone in evidenza la severità dei controlli posti in essere dall’Autorità giudiziaria dinnanzi al verificarsi di infortuni e consente di individuare gli specifici obblighi posti in capo al datore di lavoro dal nostro ordinamento. Solo il rispetto delle prescrizioni in materia di attività di prevenzione (valutazione dei rischi e predisposizione di misure di sicurezza), formazione dei lavoratori, consegna di adeguati strumenti e attrezzature di lavoro, pone il soggetto apicale al riparo da contestazioni penali personali e tutela l’ente da sanzioni pecuniarie e/o interdittive. In particolare, con la sentenza del 19.11.2019, n. 48779, la IV sez. penale della Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sul caso di infortunio sul lavoro avvenuto mentre il lavoratore era impiegato a svolgere le sue mansioni seguendo una prassi di lavorazione instauratasi in azienda da diverso tempo e nota a tutti. I giudici di legittimità hanno potuto accertare come già nei gradi [...]

Conversione del Decreto Fiscale: novità del testo licenziato dalla Camera dei Deputati e trasmesso al Senato

2020-01-08T12:04:54+01:0016 Dic 2019|Categorie: Articolo|

In data 6 dicembre è stato trasmesso al Senato il testo della Legge di conversione del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, recante Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili nella versione emendata dalla Camera dei deputati. Se, da un lato, resta confermato l’inasprimento del trattamento sanzionatorio (aumento di pene e abbassamento delle soglie di punibilità), dall’altro, vi sono significative novità in materia di responsabilità amministrativa degli Enti dipendente da reato. In particolare il Decreto Fiscale, nella versione ora sottoposta all’esame del Senato, estende la responsabilità delle persone giuridiche ai delitti di Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.lgs. 74/2000), Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3), Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8), Occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10), Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11). Il testo approvato dalla Camera dei deputati in sede di conversione del DL Fiscale e ora trasmesso al Senato prevede in particolare le seguenti sanzioni in caso di responsabilità ex D.lgs. 231/2001:      

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