Nuove linee guida per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti

2021-10-18T15:24:27+02:0018 Ott 2021|Categorie: Articolo|

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 ottobre il D.P.C.M. 27 agosto 2021 recante l’"Approvazione delle Linee Guida per la predisposizione del piano di emergenza esterna e per la relativa informazione della popolazione per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti". Si tratta di linee guida predisposte da un Gruppo di lavoro inter-istituzionale, concernenti la pianificazione di emergenza esterna e la relativa informazione alla popolazione in caso di eventi incidentali occorrenti negli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti (ad es. l’incendio). Destinatari del documento sono, dunque, gli impianti che effettuano stoccaggio dei rifiuti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. aa) del d.lgs. 152/2006, gli impianti che svolgono uno o più operazioni di trattamento dei rifiuti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. s) del d.lgs. 152/2006, nonché i centri di raccolta comunali e intercomunali, autorizzati secondo le modalità previste dal medesimo decreto. Restano, invece, esclusi dall’applicazione delle linee guida gli impianti che rientrano nell’ambito di applicazione del D. Lgs. 105/2015 “Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose”. La prima parte delle linee guida riguarda la pianificazione del modello di intervento per la gestione dell’emergenza esterna per [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Settembre 2021.

2021-10-07T10:10:02+02:0007 Ott 2021|Categorie: Articolo|

- Riforma penale della Giustizia - Infortuni sul lavoro e formazione “esterna” al contesto aziendale - Autonomia e indipendenza dell’Organismo di Vigilanza - Responsabilità 231: determinazione della sanzione da applicare all’ente   Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 #osservatorio231 #compliance231 #monthlyroundup   MRU - Settembre 21 - DEF

Malversazione ai danni dello Stato e utilizzo di un finanziamento a titolo di prestito garantito dallo Stato per finalità diverse da quelle per cui era stato concesso

2021-10-26T10:49:01+02:0005 Ott 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza del 15.04.2021, n. 22119, la VI sezione della Corte di Cassazione penale si è pronunciata sul tema della malversazione ai danni dello Stato in relazione all’utilizzo di un finanziamento a titolo di prestito garantito dallo Stato per finalità diverse da quelle per cui era stato concesso.   Nel dettaglio, il Tribunale di Isernia rigettava la richiesta di riesame del decreto con il quale il G.i.p. aveva disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta o per equivalente, di una somma rinvenibile nella disponibilità dell’imputato e della società allo stesso riferibile. All’imputato era infatti contestato il reato di cui all'art. 316-bis c.p. perché, nella qualità di legale rappresentante, dopo avere ottenuto l'erogazione di un finanziamento a titolo di prestito garantito dalla Stato, come previsto dal c.d. Decreto Liquidità (D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito dalla L. 5 giugno 2020, n. 40), avrebbe impiegato tale somma per finalità diverse da quelle cui detto finanziamento era destinato per legge (mantenimento dei livelli occupazionali, evitare il fallimento o la crisi delle imprese a causa della contrazione del fatturato causata dall'emergenza sanitaria da Covid-19, copertura di spese strettamente funzionali a tali finalità), trasferendo parte della somma su conti correnti personali suoi e [...]

Appalti di servizio tra leciti strumenti operativi e intermediazione illecita di manodopera

2021-10-01T10:27:10+02:0001 Ott 2021|Categorie: Articolo|

Facendo seguito all’incontro in tema di intermediazione illecita di manodopera tenutosi in data 13 settembre 2021 e alla luce dell’interesse dimostrato si pubblica un breve contributo che ripercorre in modo sintetico quanto emerso nel corso dell’evento. L’obiettivo è fissare alcuni punti che appaiono - a chi scrive - decisivi per i soggetti che si interessano, a diverso titolo, ai contratti di appalto di servizi. Appalti di servizio -IT Following the webinar on illegal labour brokerage that took place on 13 September 2021 and in the light of the interest shown by the participants, please find below a short contribution that summarises what was discussed during the event. The aim is to point out some important elements for those who are interested in labour contracts. Labour contracts - ENG

Riforma penale della Giustizia

2021-10-05T09:48:09+02:0030 Set 2021|Categorie: Articolo|

In data 23 settembre il Senato ha approvato il DDL 2535 recante Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari. Il DDL approvato si compone di due diverse sezioni atteso che l’articolo 1 prevede una pluralità di deleghe al Governo mentre l’articolo 2 introduce novità che andranno ad incidere anche in maniera sostanziale sullo svolgimento dei processi. Si riporta di seguito l'analisi delle principali novità Riforma della Giustizia  

Infortuni sul lavoro e formazione “esterna” al contesto aziendale

2021-09-30T13:09:07+02:0021 Set 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza del 20.05.2021, depositata in data 3.08.2021, n. 30231, la Cassazione penale, sez. IV, si è pronunciata in relazione ad una vicenda in cui era contestato all'imputato, in qualità di amministratore di una società, di avere cagionato lesioni personali ad un dipendente, con violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro ed era stata al contempo riconosciuta la responsabilità amministrativa dell’ente. In particolare, il lavoratore intento a tagliare un pannello di polistirene estruso, con l'uso di una sega circolare, sprovvista di spingitoi, entrava in contatto con la lama, riportando una "lesione complessa pollice e indice della mano sinistra" che comportava una malattia superiore a quaranta giorni. La Corte di merito individuava nella violazione del D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 37 il profilo di colpa specifica da addebitarsi all'imputato. In particolare, la mancata o insufficiente formazione del lavoratore veniva posta all'origine di quanto accaduto. Sul punto la Corte territoriale affermava che "il dipendente, pur lavorando già da tre mesi, non aveva un bagaglio esperienziale specifico formato nell'arco di anni di osservazione ed apprendimento"; "la breve durata dello stage non può avere consentito al lavoratore di assorbire con la dovuta coscienza e profondità le nozioni di sicurezza [...]

Autonomia e indipendenza dell’Organismo di Vigilanza

2021-09-15T10:03:13+02:0015 Set 2021|Categorie: Articolo|

La pubblicazione delle Linee Guida di Confindustria, così come la recente pronuncia del Tribunale di Vicenza relativa alle indagini svolte su Banca Popolare di Vicenza, di cui l’Osservatorio si è occupato, impongono una valutazione rispetto alle caratteristiche e alle funzioni dell’Organismo di Vigilanza. Nel dettaglio: La pronuncia del Tribunale di Vicenza Nell’ambito della menzionata pronuncia giudiziale si chiariva che: “L’OdV di BPVi era composto da soggetti non esenti da ingerenza e condizionamento da parte dei componenti dell’Ente, in particolare degli organi di vertice”. L’organismo collegiale, infatti, era composto da un membro interno e due membri esterni. Il membro interno svolgeva la funzione di Direttore dell’Internal Audit e dipendeva gerarchicamente e funzionalmente dai soggetti che – con riguardo ai reati oggetto del processo – era tenuto a controllare, circostanza che ha minato inevitabilmente la sua indipendenza e imparzialità. I due avvocati membri esterni, invece, sarebbero risultati beneficiari di ingenti retribuzioni da parte di società veicolo della BPVi o dalla stessa totalmente partecipate, anche in tal caso compromettendo in toto il requisito dell’autonomia previsto dall’art. 6 lett. b) D.lgs. 231/2001. Anche dopo essere stata modificata la composizione dell’OdV, attraverso la nomina del Collegio Sindacale, il Tribunale ha rilevato le medesime criticità relative [...]

Responsabilità 231: determinazione della sanzione da applicare all’ente

2021-09-21T09:50:30+02:0009 Set 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza n. 30231 del 20 maggio 2021 (depositata il 3 agosto 2021) la Cassazione penale, sez. IV, si pronunciava sul delicato tema della riduzione della sanzione pecuniaria. La vicenda sottoposta all’esame della Corte di Cassazione riguardava la condanna dell’amministratore di una società per aver cagionato lesioni personali ad un dipendente con violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Nel dettaglio, il lavoratore, intento a tagliare un pannello con l'uso di una sega circolare, sprovvista di spingitoi, entrava in contatto con la lama, riportando una "lesione complessa pollice e indice della mano sinistra" che comportava una malattia superiore a quaranta giorni. I Giudici di merito individuavano nella violazione del D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 37 il profilo di colpa specifica da addebitarsi all'imputato. Con riferimento ai profili di responsabilità amministrativa dell’ente il ricorso in Cassazione contestava la “violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies, comma 3 per contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione”. La Corte di merito, infatti, aveva confermato la sentenza di primo grado in ragione dell'inadeguata preparazione professionale del dipendente, sostenendo che la stessa aveva comportato “un risparmio per l'ente, il quale non deve sostenere costi aggiuntivi per [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Agosto 2021.

2021-08-31T16:42:41+02:0031 Ago 2021|Categorie: Articolo|

- Whistleblowing: spunti operativi - L’istituto della messa alla prova non è compatibile con la fisionomia e gli scopi del diritto e del processo penale a carico degli enti Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 #osservatorio231 #compliance231 #monthlyroundup MRU Oss. 231 - Agosto  

Caratteri della responsabilità dell’ente

2021-08-27T13:28:22+02:0027 Ago 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. II, con sentenza n. 23300/2021 ha chiarito che solo in presenza di un interesse esclusivo dei soci la società non risponde del reato posto in essere dai suoi vertici. Ed invero, i Giudici, come già a più riprese affermato, hanno chiarito che “Sussiste la responsabilità da reato dell'ente qualora la persona giuridica abbia avuto un interesse anche solo concorrente con quello dell'agente alla commissione del reato presupposto, posto che l'interesse dell'autore del reato può anche solo coincidere con quello della persona giuridica, alla quale sarà imputabile l'illecito anche quando l'agente, perseguendo il proprio autonomo interesse, finisca per realizzare obiettivamente quello dell'ente”. (Fattispecie in cui la Corte di appello di Bari, confermava la pronuncia del tribunale di Bari che aveva condannato l’imputato alle pene di legge in quanto ritenuto responsabile del delitto di riciclaggio e dichiarava la società responsabile dell'illecito amministrativo di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, artt. 5 e 24 avendo detta società beneficiato dell'indebito profitto derivante dal delitto di truffa commesso dagli amministratori in danno dello Stato”).

L’istituto della messa alla prova non è compatibile con la fisionomia e gli scopi del diritto e del processo penale a carico degli enti

2021-08-24T13:53:48+02:0024 Ago 2021|Categorie: Articolo|

Facendo seguito al contrasto giurisprudenziale sorto in relazione al tema dell’accesso degli enti all’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova - di cui l’Osservatorio 231 si è in più occasioni occupato - pubblichiamo l’ultima pronuncia di merito che ha affrontato l’argomento. Anche il Tribunale di Spoleto (come la giurisprudenza di merito maggioritaria) con ordinanza del 21 aprile 2021 ha dichiarato incompatibile l’istituto della messa alla prova con il procedimento a carico dell’ente atteso che "rimarrebbe imprecisato l’ambito di applicazione della messa alla prova per gli enti, non essendo chiari i requisiti oggettivi di ammissibilità, a differenza di quanto invece previsto per gli imputati persone fisiche, a cui l’art. 168 bis c.p. accorda il beneficio della messa alla prova alla duplice condizione che non abbiano già usufruito in precedenza e che si proceda per reati puniti con la pena pecuniaria ovvero detentiva non superiore nel massimo a quattro anni di reclusione. Ogni possibile alternativa - consentire la messa alla prova per tutti gli illeciti dipendenti da reato sull’assunto che le sanzioni interdittive sono comunque meno gravi di quelle detentive; oppure consentirla solo per quegli illeciti dipendenti da reati per i quali anche le persone fisiche possono accedere alla probation [...]

Whistleblowing. Spunti operativi

2021-09-09T09:52:15+02:0023 Ago 2021|Categorie: Articolo|

Parte 4 Tutela La recente pubblicazione delle Linee Guida ANAC e delle Linee Guida di Confindustria di cui l’Osservatorio si è occupato, impongono riflessioni alle Società sulla tematica del Whistleblowing. Il presente contributo mira a fornire spunti operativi con cui confrontarsi in relazione ai canali di segnalazione già attivati dalle imprese. Il punto di partenza è la legge n. 179 del 2017 recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” che ha inserito alcune nuove previsioni nell’ambito dell’articolo 6 del decreto 231. Quanto alla tutela del segnalante occorre precisare che la stessa si suddivide in: - tutela della riservatezza dell’identità del segnalante e della segnalazione; - tutela da eventuali misure ritorsive o discriminatorie eventualmente adottate dall’ente a causa della segnalazione effettuata. Per tali ragioni le Linee Guida ANAC nell’ambito del divieto di rilevare l’identità del segnalante chiariscono che ciò si riferisce “non solo al nominativo del segnalante ma anche a tutti gli elementi della segnalazione, inclusa la documentazione ad essa allegata, nella misura in cui il loro disvelamento, anche indirettamente, possa consentire l’identificazione del segnalante. Il trattamento di tali elementi [...]

Whistleblowing. Spunti operativi

2021-08-23T13:36:25+02:0010 Ago 2021|Categorie: Articolo|

Parte 3 Destinatario della segnalazione La recente pubblicazione delle Linee Guida ANAC e delle Linee Guida di Confindustria di cui l’Osservatorio si è occupato, impongono riflessioni alle Società sulla tematica del Whistleblowing. Il presente contributo mira a fornire spunti operativi con cui confrontarsi in relazione ai canali di segnalazione già attivati dalle imprese. Il punto di partenza è la legge n. 179 del 2017 recante "Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato" che ha inserito alcune nuove previsioni nell’ambito dell’articolo 6 del decreto 231. Quanto al destinatario della segnalazione, lo stesso potrebbe essere: • l’Organismo di Vigilanza ovvero un altro soggetto, comitato, struttura specificamente individuato; • il responsabile della funzione compliance; • un comitato rappresentato da soggetti appartenenti a varie funzioni (ad esempio legale, internal audit, compliance, HR); • un ente o soggetto esterno dotato di comprovata professionalità, che si occupi di gestire la prima fase di ricezione delle segnalazioni in coordinamento con l’ente; • il datore di lavoro nelle PMI. Rimane essenziale, in ogni caso, che delle segnalazioni venga informato l’Organismo di Vigilanza coerentemente con i compiti a esso [...]

Whistleblowing. Spunti operativi

2021-08-10T16:22:41+02:0005 Ago 2021|Categorie: Articolo|

Parte 2 Canali di segnalazione La recente pubblicazione delle Linee Guida ANAC e delle Linee Guida di Confindustria di cui l’Osservatorio si è occupato, impongono riflessioni alle Società sulla tematica del Whistleblowing. Il presente contributo mira a fornire spunti operativi con cui confrontarsi in relazione ai canali di segnalazione già attivati dalle imprese. Il punto di partenza è la legge n. 179 del 2017 recante "Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato" che ha inserito alcune nuove previsioni nell’ambito dell’articolo 6 del decreto 231. Quanto agli strumenti per effettuare le segnalazioni uno di essi deve utilizzare modalità informatiche. Si tratta di “piattaforme informatiche anche gestite da terze parti indipendenti e specializzate, oltre che con l’attivazione di caselle di posta elettronica dedicate” . Si invitano inoltre le società ad effettuare idonee scelte relativamente a “modalità di conservazione dei dati (fisico, logico, ibrido); politiche di tutela della riservatezza attraverso strumenti informatici (disaccoppiamento dei dati del segnalante rispetto alle informazioni relative alla segnalazione, crittografia dei dati e dei documenti allegati); politiche di accesso ai dati (funzionari abilitati all’accesso, amministratori del sistema informatico); politiche [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Luglio 2021.

2021-08-05T10:13:10+02:0005 Ago 2021|Categorie: Articolo|

Lista Dubai. Scenari imminenti e possibili conseguenze Infortuni sul lavoro – Responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione Nuove Linee Guida ANAC in materia di Whistleblowing Ammissibilità delle contestazioni di cui all’art. 2 D.lgs. 74/2000 nell’ambito dei procedimenti relativi ad intermediazione illecita di mano d’opera.   Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 #osservatorio231 #compliance231 #monthlyroundup MRU 231 – Luglio 21 Oss.231 - MRU - Luglio 21 (003)    

Whistleblowing. Spunti operativi

2021-08-05T10:08:30+02:0002 Ago 2021|Categorie: Articolo|

Parte 1 Soggetto e oggetto della segnalazione La recente pubblicazione delle Linee Guida ANAC e delle Linee Guida di Confindustria di cui l’Osservatorio si è occupato, impongono riflessioni alle Società sulla tematica del Whistleblowing. Il presente contributo mira a fornire spunti operativi con cui confrontarsi in relazione ai canali di segnalazione già attivati dalle imprese. Il punto di partenza è la legge n. 179 del 2017 recante "Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato" che ha inserito alcune nuove previsioni nell’ambito dell’articolo 6 del decreto 231. Nel dettaglio: “Comma 2-bis. I modelli di cui alla lettera a) del comma 1 prevedono: a) uno o piu' canali che consentano ai soggetti indicati nell'articolo 5, comma 1, lettere a) e b), di presentare, a tutela dell'integrita' dell'ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite, rilevanti ai sensi del presente decreto e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell'ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte; tali canali garantiscono la riservatezza dell'identita' del segnalante nelle attivita' di gestione della segnalazione; [...]

Somministrazione illecita di manodopera e appalti fittizi: aspetti fiscali

2021-07-22T11:37:26+02:0022 Lug 2021|Categorie: Articolo|

Negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente il ricorso delle imprese a processi di esternalizzazione (outsourcing) che comportano l’affidamento a soggetti esterni di una o più fasi del ciclo produttivo, il più delle volte tramite l’impiego di contratti di appalto, ai sensi dell'art. 29 del D.Igs. n. 276/2003, caratterizzati, nella gran parte dei casi, dalla prevalenza della forza lavoro sugli altri fattori produttivi (labour intensive) ed eseguiti all’interno dello stesso perimetro aziendale dell’appaltante o committente (c.d. appalto endoaziendale). L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha significativamente intensificato, nell’ultimo decennio, la propria attività ispettiva nei riguardi delle predette operazioni di esternalizzazione, al fine di contrastare, sotto il profilo lavoristico, i ricorrenti fenomeni di illecita somministrazione di manodopera celati dietro la stipula di fittizi contratti di appalto di servizi. Più recente è, invece, l’azione di contrasto svolta dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di tale fenomeno e, dunque, è ancora poco esplorato il campo degli effetti fiscali derivanti dalla contestazione di non “genuinità” del contratto di appalto. Altrettanto attuale è il tema delle conseguenze penali in cui può incorrere l’appaltante (nonché l'interponente) a seguito dell’accertamento di una somministrazione irregolare di manodopera, dissimulata sotto forma di appalto rivelatosi fittizio. per la lettura integrale dell'articolo si rimanda [...]

Infortuni sul lavoro – Responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione

2021-07-20T12:00:28+02:0020 Lug 2021|Categorie: Articolo|

  La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 02.03.2021, n. 21522 si espressa sul tema della responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione nel caso di infortuni sul lavoro, in una vicenda in cui alcuni membri del CDA di una società erano stati ritenuti responsabili del reato di lesioni personali colpose gravissime ai danni di un lavoratore da parte della Corte d’Appello di Milano. Il fatto, non contestato nelle sue modalità di accadimento, riguardava un lavoratore che, durante il turno notturno, cui era addetto in qualità di l'operaio “mentre operava sulla postazione dell'isola di fusione F4, veniva colpito alle spalle dalla tazza di caricamento che trasferiva il metallo fuso dal forno alla conchigliatrice, rimanendo incastrato fra questa ed il forno. Il normale funzionamento dell'apparecchiatura, come descritto dalla stessa persona offesa, comportava che la tazza di caricamento dopo avere prelevato il metallo fuso dal forno si spostasse sino alla conchigliatrice, dove versava il metallo fuso nello stampo, indi tornava indietro verso il forno, fermandosi a metà corsa, per proseguire verso il forno solo quando il robot, di cui era dotato il macchinario, aveva prelevato il pezzo finito dallo stampo. Al contrario, nell'occasione, la tazza anziché arrestarsi aveva proseguito [...]

Nuove Linee Guida ANAC in materia di Whistleblowing

2021-07-19T08:53:51+02:0019 Lug 2021|Categorie: Articolo|

In data 25 giugno l'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha approvato le "Linee Guida in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza in ragione di un rapporto di lavoro, ai sensi dell’art. 54-bis, del D.Lgs. 165/2001 (c.d. whistleblowing)”. Si tratta di un documento destinato alle pubbliche amministrazioni e alle altre organizzazioni indicate dalla legge e tenute a prevedere misure di tutela per colui che segnala condotte illecite avvenute nel contesto lavorativo. Da tale documento è possibile trarre indicazioni importanti per ciascun soggetto giuridico in merito all’oggetto, alle caratteristiche della segnalazione, alle modalità e ai tempi di effettuazione della stessa. Tra le indicazioni fornite dalle Linee Guida vi segnaliamo che si specifica che la segnalazione deve essere il più possibile circostanziata indicando le circostanze di tempo e di luogo, il fatto, il soggetto, allegando eventuali documenti e che si chiarisce che non si debbano prendere in considerazione meri sospetti riportati dal segnalante. A ciò si aggiunga che nell’ambito del documento si chiarisce che il divieto di rilevare l’identità del segnalante è da riferirsi non solo al nominativo dello stesso ma anche a tutti gli elementi della segnalazione, inclusa la documentazione ad essa [...]

Ammissibilità delle contestazioni di cui all’art. 2 D.lgs. 74/2000 nell’ambito dei procedimenti relativi ad intermediazione illecita di mano d’opera.

2021-07-16T09:11:51+02:0016 Lug 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. III, con sentenza del 26.06.2020, (dep. 15.07.2020), n. 20901 si è soffermata sul tema della ammissibilità delle contestazioni di cui all’art. 2 D.lgs. 74/2000 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) nell’ambito dei procedimenti relativi ad intermediazione illecita di mano d’opera. È possibile contestare anche la violazione dell’art. 2 D.lgs. 74/2000 in caso di appalto non genuino? La risposta della Corte di Cassazione è di segno positivo (conformemente alla giurisprudenza più recente), ma occorre analizzare le ragioni che conducono a tale conclusione. Nel dettaglio, la contestazione del Tribunale di Ravenna riguardava un soggetto “indagato per il delitto di cui all'art. 81 cpv. c.p., D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2 a lui contestato perchè, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità di legale rappresentante della D.M. n. Officine s.r.l. con sede in (OMISSIS), al fine di evadere l'imposta sull'I.v.a. per gli anni (OMISSIS), indicava nella dichiarazione mod. IVA per gli anni di imposta (OMISSIS) elementi passivi, previa annotazione nelle scritture contabili, costituiti da fatture emesse da sei società, puntualmente indicate, relative ad operazioni giuridicamente inesistenti, atteso che l'attività posta in essere da dette società era [...]

Alert | Lista Dubai. Scenari imminenti e possibili conseguenze

2021-08-02T13:02:54+02:0014 Lug 2021|Categorie: Articolo|

Una lista contenente i nominativi di persone con relazioni bancarie a Dubai sta per essere appresa dalle autorità italiane. Quali sono le possibili conseguenze in ambito tributario e penale, partendo dall’esperienza delle precedenti liste? Ne analizziamo le implicazioni alla luce di similari scenari precedenti. Scarica il documento: “Lista Dubai”: scenari imminenti e possibili conseguenze

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Giugno 2021.

2021-07-06T12:41:24+02:0006 Lug 2021|Categorie: Articolo|

• Sentenza Banca Popolare di Vicenza: le carenze organizzative e funzionali dell’Organismo di Vigilanza che hanno motivato la condanna dell’ente • Confindustria pubblica le nuove Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo • Interesse dell’ente e violazione isolata della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro • In funzione la Procura Europea contro i reati di corruzione e frode che ledono gli interessi finanziari dell’UE • L’ente a cui viene contestato un illecito amministrativo dipendente da reato può nominare due difensori • L’assenza di interesse e vantaggio dell’ente nelle ipotesi di infortunio sul lavoro Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 #osservatorio231 #compliance231 #monthlyroundup MRU 231 - Giugno 21  

Confindustria pubblica le nuove Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo

2021-07-26T09:38:23+02:0028 Giu 2021|Categorie: Articolo|

A distanza di circa sette anni dall’ultimo aggiornamento Confindustria pubblica le nuove "Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231". Si tratta di un documento che intende offrire alle imprese che abbiano scelto di adottare un modello di organizzazione e gestione “una serie di indicazioni e misure, essenzialmente tratte dalla pratica aziendale, ritenute in astratto idonee a rispondere alle esigenze delineate dal decreto 231”, al fine di orientare “le imprese (stesse) nella realizzazione dei modelli”. Precisando che “non essendo proponibile la costruzione di casistiche decontestualizzate da applicare direttamente alle singole realtà operative […] fermo restando il ruolo chiave delle Linee Guida sul piano della idoneità astratta del modello che sia conforme ad esse, il giudizio circa la concreta implementazione ed efficace attuazione del modello stesso nella quotidiana attività dell’impresa è rimesso alla libera valutazione del giudice. Questi compie un giudizio sulla conformità e adeguatezza del modello rispetto allo scopo di prevenzione dei reati da esso perseguito”. “L’auspicio che sospinge il presente lavoro, (si legge nel documento) e, in particolare, la revisione compiuta nel 2014, è che le soluzioni indicate nelle Linee Guida continuino a ispirare le [...]

Sentenza Banca Popolare di Vicenza: le carenze organizzative e funzionali dell’Organismo di Vigilanza che hanno motivato la condanna dell’ente

2021-06-28T14:05:59+02:0025 Giu 2021|Categorie: Articolo|

Sono state depositate il 17 giugno scorso le motivazioni della sentenza pronunciata il 19 marzo 2021 dal Tribunale di Vicenza in composizione collegiale nell’ambito del processo relativo al crac di Banca Popolare di Vicenza (“BPVi”). Oltre ai vertici della Banca, imputato nel procedimento è anche l’ente, chiamato a rispondere ai sensi dell’art. 25-ter co. 1 lett. r) e s) del D.lgs. 231/2001 dei reati di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza commessi al suo interno. In questa sede è interessante soffermarsi sulla parte delle 1.111 pagine delle motivazioni relativa all’inadeguatezza e inefficacia del Modello organizzativo adottato da BPVi, circostanza che ha condotto alla condanna dell’ente per gli illeciti amministrativi contestati. Particolarmente rilevanti risultano le argomentazioni esposte dal Tribunale di Vicenza rispetto alle caratteristiche e alle funzioni dell’Organismo di Vigilanza di BPVi, la cui scarsa autonomia e indipendenza e la assoluta superficialità nell’operato ha concorso ha fondare l’affermazione di inidoneità del Modello 231 a prevenire reati della specie di quelli verificatisi. Nello specifico, i punti di maggiore criticità individuati dal Giudice di primo grado in relazione all’OdV della Società imputata possono così riassumersi: 1) “L’OdV di BPVi era composto da soggetti non esenti da ingerenza e [...]

L’assenza di interesse e vantaggio dell’ente nelle ipotesi di infortunio sul lavoro

2021-06-17T10:28:40+02:0017 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con pronuncia del 03.03.2021, (dep. 08.06.2021), n. 22256 si è soffermata sul tema dell’interesse e vantaggio dell’ente in caso di infortunio sul lavoro. La vicenda riguardava la condanna di un datore di lavoro, dichiarato colpevole del reato di lesioni colpose, aggravate dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro - commesso in cooperazione colposa con il lavoratore – e l’accertamento nel giudizio di merito della responsabilità amministrativa dell’ente di cui al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 5, comma 1, lett. a) e art. 25-septies, comma 3. Secondo l'accertamento compiuto nel giudizio di merito, il fatto attiene ad un infortunio sul lavoro subito, in un impianto di selezione di rifiuti dove un lavoratore, sceso dal mezzo, mentre stava rimuovendo il telo del cassone al fine di consentire lo scarico del materiale proveniente dalla raccolta differenziata, veniva urtato dal muletto condotto da altro lavoratore, riportando lesioni gravi, consistite nella frattura della tibia e del piede sinistro. La responsabilità del datore di lavoro è stata riconosciuta “in quanto le lesioni sono state ritenute conseguenti alla violazione del combinato disposto di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 63 e [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Maggio 2021.

2021-06-10T12:21:26+02:0010 Giu 2021|Categorie: Articolo|

- Ddl penale, presentata la relazione della Commissione Lattanzi - Legale rappresentante: legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società - Possibile conflitto di interessi tra legale rappresentante e ente - Interesse e vantaggio dell’ente – Caratteristiche e requisiti - Recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 Oss. 231 - MR - Maggio 2021

L’ente a cui viene contestato un illecito amministrativo dipendente da reato può nominare due difensori

2021-06-25T10:30:15+02:0010 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, sez. VI penale, con sentenza del 22.04.2021, (depositata in data 25.05.2021), n. 20728 ha chiarito che la persona giuridica a cui viene contestato un illecito amministrativo dipendente da reato ha la facoltà di nominare fino a due difensori di fiducia. Nel dettaglio, la vicenda riguardava un procedimento in cui gli imputati persone fisiche erano stati chiamati a rispondere dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ex artt. 110, 81 e 640-bis c.p., mentre agli enti giuridici veniva contestato l'illecito amministrativo ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 24. L'ipotesi accusatoria concerneva delle truffe per l'indebita percezione di somme derivanti da fondi di investimento Europei, che la comunità stanziava per la realizzazione di progetti di sviluppo, cofinanziati altresì a livello statale e regionale. Nel caso di specie, i progetti e i relativi fondi venivano gestiti dalla Regione Veneto e dalla Regione Puglia, costituitesi entrambe parti civili. Le persone giuridiche erano state destinatarie dei contributi. Quanto alla questione dedotta nell’ambito del ricorso di uno degli enti e riguardante l’intervenuta nomina di due difensori di fiducia da parte dello stesso la Corte di Cassazione ha precisato che “Deve ritenersi errata, infatti, l'interpretazione dell'art. 39 [...]

In funzione la Procura Europea contro i reati di corruzione e frode che ledono gli interessi finanziari dell’UE

2021-06-04T12:28:32+02:0004 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Procura Europea (Eppo - European Public Prosecutor's Office) trova la sua base giuridica nell’art. 86 TFUE ed è un Ufficio competente allo svolgimento di indagini e all’esercizio dell’azione penale nei confronti degli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Si tratta della prima procura sovranazionale dell'Unione, organo indipendente europeo specializzato nel contrasto alle frodi che ledono gli interessi finanziari dell’UE, che è divenuta operativa a partire dal 1 giugno 2021. La costituzione e l’operatività di tale Ufficio si pone a valle di un lungo cammino volto a perseguire a livello non solo nazionale i reati che ledono il bilancio dell’Ue e i suoi interessi finanziari e che ha visto in passato la costituzione di istituzioni come l’Eurojust, l’Europol o l’Ufficio europeo per la lotta antifrode. La vera novità sta nel fatto che se sino ad oggi il potere di svolgere le indagini era affidato a procuratori nazionali, con la costituzione dell'Eppo (che ha un potere di indagine equiparabile a quello di una procura nazionale) la giurisdizione non sarà più limitata al territorio sello Stato ma si estenderà all'intero territorio europeo. La Procura Europea si costituisce di due livelli: - uno centrale, con sede in Lussemburgo, che [...]

Interesse dell’ente e violazione isolata della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro

2021-06-01T13:06:57+02:0001 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 31.03.2021, n. 12149 si è pronunciata in relazione alla condanna di un legale rappresentante per il reato di cui all'art. 590 c.p. ai danni di un lavoratore, aggravato dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, e della società dichiarata responsabile dell'illecito amministrativo contestato. Nel dettaglio veniva contestato al legale rappresentante, nella qualità di direttore generale dell'ente amministrativamente responsabile, nonché addetto alla produzione e datore di lavoro della persona offesa, di avere cagionato a quest'ultima lesioni gravi per negligenza, imprudenza e imperizia e per inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, per avere disposto o comunque consentito l'utilizzo di un carrello elevatore senza fornire attrezzature o accessori necessari per un uso in sicurezza del mezzo. I giudici di legittimità hanno chiarito che “in tema di responsabilità amministrativa degli enti derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica, il criterio di imputazione oggettiva dell'interesse può sussistere anche in relazione a una trasgressione isolata dovuta ad un'iniziativa estemporanea, senza la necessità di provare la natura sistematica delle violazioni antinfortunistiche, allorché altre evidenze fattuali dimostrino il collegamento finalistico tra la violazione e l'interesse dell'ente”. [...]

Ddl penale, presentata la relazione della Commissione Lattanzi

2021-05-26T13:15:24+02:0026 Mag 2021|Categorie: Articolo|

In materia di riforma del processo penale si informa che nella giornata di ieri è stata presentata la relazione della Commissione ministeriale, incaricata di elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale, nonché di prescrizione del reato. Il ministero della Giustizia in un comunicato stampa ha chiarito che “è stata pubblicata sul sito del Ministero della Giustizia la relazione finale della Commissione ministeriale, incaricata di elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale, nonché di prescrizione del reato. Le conclusioni del tavolo di studio, presieduto da Giorgio Lattanzi, presidente emerito della Corte costituzionale e presidente della Scuola Superiore della Magistratura, sono state oggi consegnate alla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia. La Guardasigilli effettuerà ora le sue valutazioni, prima di prendere decisioni, in vista della presentazione degli emendamenti governativi al disegno di legge A.C. 2435, recante Delega al Governo per l'efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d'appello”. La relazione è stata suddivisa in tre parti.  La prima parte contiene le proposte relative al processo penale. Si tratta di proposte formulate nell’ottica dalla “riduzione del numero dei procedimenti per i quali si [...]

Legale rappresentante: legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società

2021-05-26T09:31:06+02:0026 Mag 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, V Sez. Penale, con sentenza del 6 maggio 2021 n. 17556 ha chiarito - in tema di responsabilità da reato degli enti - che il legale rappresentante di una società indagato del reato presupposto può ricevere le notifiche degli atti indirizzati al soggetto giuridico. Nel dettaglio: “Sussiste incompatibilità da parte del legale rappresentante della società, che sia imputato nel corrispondente procedimento penale, a rappresentare la società in giudizio, e a procedere alla designazione del difensore di fiducia nell'interesse di questa, stante il disposto normativo di cui all' art. 39 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 ma è altrettanto imprescindibile che ai sensi dell'art. 43 del D.Lgs. 231 del 2001 alcuna incompatibilità è sancita rispetto alla legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società, ed invero, il secondo comma di tale articolo espressamente prevede sono comunque valide le notificazioni eseguite mediante consegna al legale rappresentante, anche se imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo”.  

Costituzione di parte civile nei processi a carico dell’ente

2021-06-10T11:08:04+02:0024 Mag 2021|Categorie: Articolo|

Abbiamo già trattato il delicato tema dell’ammissibilità della costituzione di parte civile nei processi a carico degli enti, e delle pronunce di segno opposto che si registrano in materia. Da un lato, il Tribunale di Milano ha dichiarato inammissibile la costituzione di parte civile nei confronti di un ente che intendeva costituirsi in giudizio aderendo all’orientamento giurisprudenziale per cui “la sistematica rimozione, nel d.lgs. 231/2001, di ogni richiamo o riferimento alla parte civile (e alla persona offesa) porta a ritenere che non si sia trattato di una lacuna normativa, quanto piuttosto di una scelta consapevole del legislatore, che ha voluto operare, intenzionalmente, una deroga rispetto alla regolamentazione codicistica: la parte civile non è menzionata nella sezione II del capo III del decreto dedicata ai soggetti del procedimento a carico dell’ente, né ad essa si fa alcun accenno nella disciplina relativa alle indagini preliminari, all’udienza preliminare, ai procedimenti speciali, alle impugnazioni ovvero nelle disposizioni sulla sentenza, istituti che, invece, nei rispettivi moduli previsti nel codice di procedura penale contengono importanti disposizioni sulla parte civile e sulla persona offesa”. Dall’altro, il Tribunale di Lecce in data 29 gennaio 2021 dichiarava ammissibile la costituzione di parte civile nei confronti di una società imputata [...]

Possibile conflitto di interessi tra legale rappresentante e ente

2021-05-21T12:22:13+02:0021 Mag 2021|Categorie: Articolo|

  Si è già trattato in precedenza del tema del possibile conflitto di interessi tra il legale rappresentante indagato/imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo dell’ente e l’ente stesso chiamato a rispondere ex D.lgs. 231/2001. Il tema è stato nuovamente trattato dalla Corte di Cassazione sez. IV, con la recente sentenza del 21.01.2021, (dep. 06.04.2021), n. 12992. In particolare, con ordinanza il Tribunale di Roma, in funzione di giudice del riesame, dichiarava l'inammissibilità della richiesta di riesame presentata dai difensori del legale rappresentante di una società avverso l'ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Roma atteso che la richiesta di riesame era presentata dai difensori dell’ente che difendevano anche il legale rappresentante in proprio. Nel dettaglio, la società era interessata dalla contestazione relativa all'illecito di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 5 venuto a determinarsi proprio a seguito del reato di cui all'art. 452 quaterdecies c.p.p. commesso dal legale rappresentante avvalendosi della struttura sociale e, pertanto nell'interesse dell'ente. In tali circostanze il D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 39 prevede che lo stesso indagato non possa nominare il difensore dell'ente, mentre nella fattispecie sottoposta all’esame della Corte di Cassazione il legale rappresentante nominava gli avvocati anche in qualità [...]

Interesse e vantaggio dell’ente – Caratteristiche e requisiti

2021-05-11T10:54:28+02:0011 Mag 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. VI, con provvedimento del 19.01.2021, n. 15543 si è soffermata sul tema dell’interesse e vantaggio dell’ente, nell’ambito di un giudizio cautelare in cui era stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme nella disponibilità di alcune persone fisiche e di due enti in relazione alla consumazione del delitto di corruzione.   In particolare, Il Tribunale del riesame di Taranto confermava il decreto emesso dal Giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale con cui veniva disposto, ai sensi dell'art. 321 c.p.p. - art. 322 ter c.p. - D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, artt. 53 e 19, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca - diretta e/o per equivalente- del profitto. Il profitto veniva individuato in somme derivanti dal reato di corruzione propria e dall'illecito amministrativo dipendente da reato previsto dal D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25, comma 2, nei riguardi di due società. Il provvedimento veniva disposto inoltre nei confronti delle persone fisiche a cui era attribuito il reato presupposto di corruzione propria.   La Corte di Cassazione, nell’accogliere i ricorsi presentati limitatamente ad alcuni motivi, ha chiarito che il D.Lgs. n. 231 del 2001 detta alcune regole funzionali per l'attribuzione [...]

Legge di delegazione europea 2019-2020. Recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione

2021-05-09T22:08:05+02:0009 Mag 2021|Categorie: Articolo|

Lo scorso 19 aprile il Senato ha approvato in via definitiva la Legge di delegazione europea 2019-2020 (disegno di legge S.1721-B) che consentirà l’attuazione di 39 direttive europee e l’adeguamento a 16 regolamenti europei, avviando - tra l’altro - l’iter per il recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione (direttiva UE 2019/1937) il c.d. “Whistleblowing”. Come è noto la disciplina esistente si occupa di assicurare tutela ai soggetti che segnalano le violazioni di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro garantendo riservatezza, predisponendo appositi canali di segnalazione e vietando comportamenti discriminatori o ritorsioni nei confronti del whistleblower. L'art. 23 della nuova Legge di delegazione europea definisce i principi e criteri direttivi per l'attuazione della Direttiva n. 2019/1937 del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione al fine di dare uniformità alle normative nazionali e favorire il ricorso allo strumento del Whistleblowing. L’Osservatorio 231 si è già occupato a più riprese di questo tema affrontando, in particolare, l’impatto che la disciplina ha avuto, in materia 231: “i) la necessità di modifica/aggiornamento dei Modelli Organizzativi 231; ii) un conseguente coinvolgimento dell’OdV, secondo diversi gradi [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Aprile 2021.

2021-05-24T09:27:59+02:0009 Mag 2021|Categorie: Articolo|

I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Aprile 2021. - Patteggiamento dell’ente e sanzioni interdittive - Frodi carosello: individuazione dei comportamenti anomali da parte dell’operatore economico - Ricorso per cassazione – Ente non appellante - Infortuni sul lavoro e causa di esclusione della colpevolezza di cui all’art. 384 c.p. Scarica il documento: MRU - Osservatorio 231 - Aprile 21

Patteggiamento dell’ente e sanzioni interdittive

2021-05-09T21:36:42+02:0029 Apr 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 14.04.2021, (dep. 20.04.2021), n. 14696 si è pronunciata sulla materia della responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. 231/2001 e precisamente sull’applicabilità delle sanzioni interdittive in sede di “patteggiamento”. Il fatto Nel dettaglio, con sentenza del 5 novembre 2019 il Tribunale di Padova, in composizione monocratica, applicava, sull'accordo delle parti ex art. 444 c.p.p., ad una società - quale ente responsabile per il reato di cui all'art. 590 c.p., comma 3, in relazione al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies, comma 3, - la sanzione pecuniaria di Euro 12.900,00, corrispondente a n. 50 quote societarie e disponeva, altresì, l’applicazione delle sanzioni interdittive di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 9, comma 2, per la durata di mesi tre. Più precisamente: - la sentenza é stata emessa, ai sensi dell'art. 444 c.p.p. e D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 63, per essere stata imputata alla società la responsabilità amministrativa ex D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies, comma 3, in ragione del quale, nel caso di condanna per il delitto di cui all'art. 590, comma 3, commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, [...]

Frodi carosello: individuazione dei comportamenti anomali da parte dell’operatore economico

2021-04-27T11:39:56+02:0027 Apr 2021|Categorie: Articolo|

Il presente contributo, individuando i principali indicatori di anomalia ricostruiti dall’Unità di Informazione Finanziaria e dalla Giurisprudenza di merito e legittimità, fornisce un valido supporto agli operatori economici che loro malgrado entrano in rapporti commerciali con soggetti non affidabili limitando il rischio di incorrere in meccanismi di frode fiscale. Consulta il documento in forma integrale:  Frodi carosello      

Ricorso per cassazione – Ente non appellante

2021-04-29T12:45:26+02:0012 Apr 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 15.12.2020, depositata in data 29.03.2021, n. 11688 si è pronunciata in relazione al ricorso per Cassazione depositato da un ente che tuttavia non aveva presentato appello. L’ente ricorrente era stato condannato in primo grado a seguito della commissione del reato di lesioni personali colpose contestato la legale rappresentante di una società per l'illecito di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies. La vicenda oggetto del giudizio, per come ricostruita nei gradi di merito, attiene all'infortunio occorso ad una persona che si trovava all'interno dell’officina di una società ove era giunta per far riparare un proprio camion. Durante le operazioni di riparazione egli era stato colpito dalla cabina dell'automezzo che era stata sollevata con modalità non conformi a quanto previsto dal manuale operativo del produttore del mezzo, riportando le menzionate lesioni. Al legale rappresentante della società era stato ascritto di non aver eseguito la valutazione dei rischi connessi alle operazioni lavorative consistenti nella riparazione della pompa idraulica di sollevamento della cabina dei camion e di non aver emanato disposizioni circa gli obblighi degli operai di attenersi ai manuali operativi delle macchine oggetto di intervento; ed ancora, di aver omesso [...]

Infortuni sul lavoro e causa di esclusione della colpevolezza di cui all’art. 384 c.p.

2021-04-08T10:33:35+02:0008 Apr 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale sez. V, con sentenza dell’11.02.2021 (dep. 11.03.2021), n. 9806 si è espressa in materia di infortuni sul lavoro. Il fatto riguardava un amministratore di una società di trasporti condannato per le lesioni subite da due suoi dipendenti in occasione di distinti incidenti cagionati dall'omessa osservanza delle norme antinfortunistiche. Si contestava allo stesso, inoltre, in occasione di uno degli incidenti, di essere intervenuto prima dell'intervento dei soccorsi e degli inquirenti, modificando lo stato dei luoghi. Ricorrendo in Cassazione l’imputato formulava diversi motivi tra cui uno specifico motivo di impugnazione relativo all’esimente di cui all’art. 384 c.p. secondo cui “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore”. Nel ricorso si legge infatti che: “Con il primo deduce inosservanza della legge penale e difetto di motivazione in merito al mancato riconoscimento dell'esimente di cui all'art. 384 c.p., comma 1 in riferimento al reato di frode processuale. In tal senso rileva come secondo il più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità l'esimente in questione debba essere qualificata come causa di esclusione della colpevolezza ispirata al [...]

Sicurezza sul lavoro. Condotta imprudente del lavoratore e responsabilità del datore di lavoro e del dirigente con funzioni di delega ex D.Lgs. 81/2008, art. 16.

2021-03-28T22:19:46+02:0028 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza del 27.01.2021, n. 6505, depositata in data 19.02.2021, la Corte di Cassazione penale, sez. IV, si è espressa in materia di infortuni sul lavoro dinnanzi ad una condotta imprudente del lavoratore riconoscendo, tuttavia, anche la responsabilità del datore di lavoro e del dirigente con funzioni di delega ex D.Lgs. 81/2008, art. 16. Nel dettaglio, in data 26.03.2019 la Corte d’Appello di Firenze, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Livorno del 20.10.2016, riconosceva la sussistenza della circostanza attenuante dell'art. 62 n. 6 c.p., rideterminava la pena e confermava la responsabilità penale del responsabile della centrale termoelettrica e quindi dirigente con funzioni di delega ex D.Lgs. 81/2008, art. 16 e del datore di lavoro, per colpa generica e specifica. In particolare, veniva contestata agli imputati la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, per avere causato al dipendete, responsabile del servizio prevenzione e protezione della centrale termoelettrica lesioni personali gravissime. Secondo la ricostruzione fornita, il lavoratore durante una verifica dell'impianto antincendio asservito al locale della centrale, nel tentativo di scollegare manualmente una bombola contenente gas naf S III, non più conforme alle vigenti norme, veniva investito da una scarica violenta ed improvvisa del suddetto gas [...]

Reati agroalimentari: dietrofront del Governo sulla abrogazione di alcune contravvenzioni della L. 283/62

2021-04-12T13:30:42+02:0022 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Il D.lgs. 2 febbraio 2021, n. 27, approvato dall'ultimo Governo Conte al fine di adeguare la normativa nazionale al reg. (UE) n. 625/2017 - relativo ai controlli ufficiali per garantire l’applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari - avrebbe comportato il prossimo 26 marzo, terminata la vacatio legis, l'abolizione delle contravvenzioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita di alimenti. L’art. 18 del predetto Decreto, infatti, prevede l’abrogazione, tra gli altri, degli artt. 5, 6, 12 e 12-bis della L. n. 283/1962, recante la “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”. L’intervento riformista ha determinato l’insorgere in seno alla dottrina di numerosi dubbi e critiche, in particolare relative all’assenza di un coordinamento rispetto al processo di riforma della materia che da tempo interessa il legislatore, nonché al completo vuoto di tutela che l’abrogazione delle suddette fattispecie contravvenzionali provocherebbe. Altra questione particolarmente critica è sorta in relazione al mancato rispetto delle norme costituzionali che regolano l’attività legiferante del Governo, stante l’assenza di una delega all’uopo conferita da parte del Parlamento. Al fine di colmare [...]

Vidimazione Virtuale dei Formulari Rifiuti (Vi.Vi.Fir)

2021-03-15T11:59:17+01:0015 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Dall’ 8 marzo 2021 è attivo il nuovo sistema gratuito di vidimazione dei formulari denominato VI.VI FIR (Vidimazione Virtuale dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti) come previsto dall’art. 193 comma 5 del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. n. 152/2006), secondo cui la produzione del formulario di identificazione del rifiuto avviene “in format esemplare, conforme al decreto del Ministro dell'ambiente 1° aprile 1998, n. 145, identificato da un numero univoco, tramite apposita applicazione raggiungibile attraverso i portali istituzionali delle Camere di Commercio, da stamparsi e compilarsi in duplice copia”, apponendovi un codice univoco e il QR code generati dall’applicativo. Il sistema consente infatti alle imprese di generare e stampare in duplice copia il formulario conforme a quello già in uso, adempiere agli obblighi di legge senza doversi recare allo sportello della Camera di Commercio, ridurre i costi di gestione e i tempi. Si tratta di un’alternativa al formulario cartaceo che viene attualmente vidimato presso la Camera di Commercio provinciale. Il servizio Vi.Vi.Fir. è disponibile per tutte le imprese soggette all'adempimento amministrativo, l’accesso allo stesso viene effettuato tramite il portale con autenticazione mediante identità digitale da parte del titolare, del legale rappresentante e dei soggetti delegati indicando l'Impresa per conto della quale si [...]

Revoca dell’amministrazione giudiziaria per la divisione italiana di una nota società di delivery food. L’importanza del Modello organizzativo.

2021-03-11T11:29:40+01:0011 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Avevamo segnalato (https://www.osservatorio-231.it/2020/11/16/adozione-del-modello-231-da-parte-delle-principali-societa-operanti-nel-settore-del-delivery-food/) che il Tribunale di Milano, Sezione misure di prevenzione, con decreto del 28 maggio 2020, n. 9, disponeva la misura di prevenzione patrimoniale dell’amministrazione giudiziaria ex art. 34, D.Lgs.159/2011 nei confronti di una delle società operanti nel settore delle consegne a domicilio dopo aver accertato che i lavoratori, in particolare i riders o fattorini impiegati nelle consegne a domicilio di generi alimentari, venivano sottoposti a condizioni di sfruttamento approfittando delle condizioni di bisogno. Nell’ambito di tale provvedimento il Tribunale evidenziava, in particolare, che la società ricorreva allo sfruttamento di corrieri che venivano reclutati perlopiù tra i migranti approfittando della particolare condizione di “vulnerabilità e di isolamento sociale” degli stessi. Tale provvedimento aveva condotto in data 6 novembre le principali società operanti nel settore del delivery food ha sottoscrivere due protocolli sperimentali di legalità contro caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori impegnandosi ad adottare modelli 231 idonei ed efficaci. Ebbene, in data 3 marzo 2021 il Tribunale di Milano, Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto la revoca anticipata della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria in ragione di “un’ampia disponibilità sul piano di una collaborazione positiva, razionale e continuativa” che ha riguardato in particolar modo “la predisposizione, in [...]

Whistleblowing. Implicazioni in tema di modello organizzativo e di compiti dell’Organismo di Vigilanza

2021-03-22T16:40:19+01:0009 Mar 2021|Categorie: Articolo|

In data 12 febbraio 2021 è stato pubblicato un nuovo documento da parte del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti in materia di whistleblowing, attraverso il quale si forniscono indicazioni e spunti operativi per i professionisti. Come è noto la disciplina esistente si occupa di assicurare tutela “ai soggetti che segnalano le violazioni di cui siano venuti a conoscenza anche nell’ambito di un rapporto di lavoro (c.d. whistleblowing)”. Per tale ragione viene posto in capo agli enti pubblici e privati l’obbligo di creare procedure specifiche idonee a garantire “a coloro che intendano farlo, di segnalare irregolarità e persino illeciti di natura penale, garantendo la riservatezza dell’identità del soggetto segnalante. Inoltre, al fine di evitare ritorsioni da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente che effettua una segnalazione, la normativa prevede alcune misure, quali la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento del danno, nonché una serie di sanzioni applicabili nel caso in cui il segnalante subisca atti discriminatori”. Si segnala che il documento ricostruisce, innanzitutto, la normativa europea e internazionale in materia, offre spunti in tema di integrazione dell’istituto del whistleblowing con altre normative di settore tra cui quella bancaria, finanziaria assicurativa e antiriciclaggio ed [...]

Responsabilità amministrativa degli enti e calcolo dell’ammontare del profitto

2021-02-26T10:15:16+01:0026 Feb 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, con sentenza n. 7038 del 23 febbraio 2021, ha affrontato il tema del calcolo dell’entità della confisca nei procedimenti a carico degli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001. Nel dettaglio la Corte di appello di Catania decideva in seguito all'annullamento con rinvio disposto dalla VI sezione penale della Corte di cassazione e procedeva a determinare il profitto lucrato singolarmente dalle società in relazione al reato previsto dall'art. 316 c.p., commesso dall'amministratore degli enti anche nell'interesse della società e a quantificare il valore degli immobili oggetto di confisca per equivalente. La Corte di appello rideterminava il profitto complessivo lucrato dalle società ricorrenti quantificandolo nuovamente attraverso l'applicazione degli indici di rivalutazione monetaria e gli interessi legali disponeva inoltre una perizia per la valutazione degli immobili in sequestro e rilevando come lo stesso - come quantificato dal tecnico incaricato - fosse inferiore al profitto stimato, il che ne imponeva la integrale confisca. Avverso tale sentenza proponevano ricorso per cassazione i difensori delle società condannate per l’illecito di malversazione ai danni dello Stato (art. 24 D.Lgs. 231/2001), posto in essere dai soggetti apicali. Si denunciava, tra l’altro, l’erroneo calcolo del profitto da reato. Nell’accogliere parte delle doglianze formulate dai [...]

Responsabilità del Datore di lavoro per infortuni sul lavoro e completezza del DVR

2021-02-24T10:39:03+01:0024 Feb 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 13.01.2021, n. 4075 si è pronunciata in materia di infortuni sul lavoro. La fattispecie sottoposta all’esame della Corte riguardava la responsabilità del titolare di una impresa per il danno subito da un dipendente con qualifica di apprendista durante la riparazione di un ascensore. Si contestava al datore di lavoro di aver cagionato lesioni, consistite in varie fratture scomposte, guaribili in almeno 30 giorni, per colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia e violazione della normativa antinfortunistica, nonché di avere omesso di predisporre idonei dispositivi di sicurezza. Nel rigettare il ricorso per cassazione presentato dal datore di lavoro la Corte chiariva innanzitutto che “il dettato della normativa prevenzionistica e per la costante giurisprudenza di questa Corte di legittimità la circostanza che il datore di lavoro operi anche in prima persona e sottoponga anche se stesso al rischio derivante dall'omessa predisposizione di misure prevenzionali, non muta i suoi doveri nei confronti della sicurezza dei lavoratori da lui dipendenti”. La Corte ha inoltre precisato che in caso di omissione di cautele la sentenza emessa nei giudizi di merito non può essere sindacata nella misura in cui attraverso argomentazioni logiche e esaustive chiarisce che se [...]

Costituzione di parte civile e istituto della messa alla prova. I diversi orientamenti sorti nei processi a carico degli enti.

2021-03-09T11:22:55+01:0012 Feb 2021|Categorie: Articolo|

Con questo breve contributo si segnalano i più recenti orientamenti e i contrasti che hanno interessato i processi a carico degli enti ex d.lgs. 231/2001. Sospensione del procedimento con messa alla prova. In materia di compatibilità dell’istituto della messa alla prova ex art. 168-bis c.p. con il processo a carico degli enti si registrano due diversi orientamenti giurisprudenziali emersi nell’ambito della giurisprudenza di merito. Il primo, minoritario, ammette l’applicabilità dell’istituto al processo a carico della persona giuridica, il secondo, maggioritario, ne esclude la compatibilità. Importante sottolineare sul punto che, nell’ambito dell’ordinanza emessa il 15 dicembre 2020 da parte del tribunale di Modena, che esclude l’applicabilità dell’istituto, si chiarisce che anche se si volesse ammettere la sospensione del procedimento a carico dell’ente con messa alla prova dello stesso si dovrebbe verificare innanzitutto che la società sia stata dotata prima della commissione del fatto di un modello organizzativo valutato idoneo da un giudice. Questo, nelle parole del tribunale, costituisce un pre-requisito che solo rende possibile un giudizio positivo in ordine alla “rieducazione” dell’ente. Quanto ai due distinti orientamenti si evidenzia come nell’ottobre 2020 il G.I.P. di Modena ha disposto la sospensione del procedimento con messa alla prova nei confronti di una società [...]

Configurabilità del reato di dichiarazione fraudolenta mediante false fatture in capo al responsabile amministrativo di una società sfornito di rappresentanza legale

2021-02-03T13:32:42+01:0003 Feb 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza del 22.10.2020, n. 2270, depositata il 20 gennaio scorso la Cassazione penale, sez. III, ha ritenuto configurabile il reato di dichiarazione fraudolenta mediante false fatture anche a carico del responsabile amministrativo di una società sfornito di rappresentanza legale qualora sussistano elementi di fatto di una tale gravità da confermare in via indiziaria, una piena e diretta partecipazione dell'indagato all'illecito. Tale circostanza, nella decisione della Corte di Cassazione, renderebbe di fatto irrilevante la mancanza di prova circa l'apposizione della firma dell'indagato sulle dichiarazioni fiscali, in quanto non presenti in atti. a) Il fatto: Con ordinanza del 2 luglio 2020, il Tribunale di Savona confermava il vincolo imposto in via esecutiva sui beni immobili intestati all'indagato, il sequestro preventivo, disposto dal Gip dello stesso Tribunale il 26 febbraio 2020 in relazione al reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2. Avverso l'ordinanza l'indagato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo la violazione della disposizione incriminatrice e vizi della motivazione in relazione alla mancata valutazione della circostanza che egli era un semplice dipendente, senza poteri di rappresentanza, della società nel cui interesse sarebbe stata commessa la frode fiscale oggetto dell'imputazione. Nel dettaglio, la difesa evidenzia che l'indagato era responsabile [...]

ISO/PAS 45005 la norma per lavorare in sicurezza nel corso della pandemia

2021-01-29T13:03:10+01:0029 Gen 2021|Categorie: Articolo|

È stata recentemente pubblicata la norma ISO/PAS 45005 con le Linee Guida in materia di sicurezza sul lavoro e Covid-19 "General guidelines for safe working during the COVID-19 pandemic". Lo standard, sviluppato nella struttura PAS Publicly Available Specification, è stato elaborato per far fronte all’emergenza conseguente alla diffusione del virus Sars-Cov2, anche alla luce delle difficoltà riscontrate dai datori di lavoro nell’affrontare i rischi connessi alla pandemia in atto. Si pensi all’esigenza di proseguire nell’attività imprenditoriale, di non chiudere imprese e stabilimenti ma - al contempo - di garantire ai lavoratori tutela in un contesto in continua evoluzione e dinnanzi ad una situazione mai vissuta in precedenza. Considerando di fondamentale importanza fornire alle società delle linee guida per aiutarle a gestire i rischi derivanti dalla diffusione del virus il comitato tecnico ISO/TC 283 ha pubblicato la norma ISO/PAS 45005: Gestione della salute e sicurezza sul lavoro - Linee guida generali per lavorare in sicurezza durante la pandemia COVID-19, sviluppata da esperti di 26 paesi in soli tre mesi. Si tratta di una risposta alla pandemia e all'aumento del rischio per la salute, la sicurezza e il benessere delle persone in tutti gli ambienti, compresi i luoghi di lavoro atteso che [...]

Carica altri articoli
Torna in cima