Somministrazione illecita di manodopera e appalti fittizi: aspetti fiscali

2021-07-22T11:37:26+02:0022 Lug 2021|Categorie: Articolo|

Negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente il ricorso delle imprese a processi di esternalizzazione (outsourcing) che comportano l’affidamento a soggetti esterni di una o più fasi del ciclo produttivo, il più delle volte tramite l’impiego di contratti di appalto, ai sensi dell'art. 29 del D.Igs. n. 276/2003, caratterizzati, nella gran parte dei casi, dalla prevalenza della forza lavoro sugli altri fattori produttivi (labour intensive) ed eseguiti all’interno dello stesso perimetro aziendale dell’appaltante o committente (c.d. appalto endoaziendale). L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha significativamente intensificato, nell’ultimo decennio, la propria attività ispettiva nei riguardi delle predette operazioni di esternalizzazione, al fine di contrastare, sotto il profilo lavoristico, i ricorrenti fenomeni di illecita somministrazione di manodopera celati dietro la stipula di fittizi contratti di appalto di servizi. Più recente è, invece, l’azione di contrasto svolta dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di tale fenomeno e, dunque, è ancora poco esplorato il campo degli effetti fiscali derivanti dalla contestazione di non “genuinità” del contratto di appalto. Altrettanto attuale è il tema delle conseguenze penali in cui può incorrere l’appaltante (nonché l'interponente) a seguito dell’accertamento di una somministrazione irregolare di manodopera, dissimulata sotto forma di appalto rivelatosi fittizio. per la lettura integrale dell'articolo si rimanda [...]

Infortuni sul lavoro – Responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione

2021-07-20T12:00:28+02:0020 Lug 2021|Categorie: Articolo|

  La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 02.03.2021, n. 21522 si espressa sul tema della responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione nel caso di infortuni sul lavoro, in una vicenda in cui alcuni membri del CDA di una società erano stati ritenuti responsabili del reato di lesioni personali colpose gravissime ai danni di un lavoratore da parte della Corte d’Appello di Milano. Il fatto, non contestato nelle sue modalità di accadimento, riguardava un lavoratore che, durante il turno notturno, cui era addetto in qualità di l'operaio “mentre operava sulla postazione dell'isola di fusione F4, veniva colpito alle spalle dalla tazza di caricamento che trasferiva il metallo fuso dal forno alla conchigliatrice, rimanendo incastrato fra questa ed il forno. Il normale funzionamento dell'apparecchiatura, come descritto dalla stessa persona offesa, comportava che la tazza di caricamento dopo avere prelevato il metallo fuso dal forno si spostasse sino alla conchigliatrice, dove versava il metallo fuso nello stampo, indi tornava indietro verso il forno, fermandosi a metà corsa, per proseguire verso il forno solo quando il robot, di cui era dotato il macchinario, aveva prelevato il pezzo finito dallo stampo. Al contrario, nell'occasione, la tazza anziché arrestarsi aveva proseguito [...]

Nuove Linee Guida ANAC in materia di Whistleblowing

2021-07-19T08:53:51+02:0019 Lug 2021|Categorie: Articolo|

In data 25 giugno l'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha approvato le "Linee Guida in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza in ragione di un rapporto di lavoro, ai sensi dell’art. 54-bis, del D.Lgs. 165/2001 (c.d. whistleblowing)”. Si tratta di un documento destinato alle pubbliche amministrazioni e alle altre organizzazioni indicate dalla legge e tenute a prevedere misure di tutela per colui che segnala condotte illecite avvenute nel contesto lavorativo. Da tale documento è possibile trarre indicazioni importanti per ciascun soggetto giuridico in merito all’oggetto, alle caratteristiche della segnalazione, alle modalità e ai tempi di effettuazione della stessa. Tra le indicazioni fornite dalle Linee Guida vi segnaliamo che si specifica che la segnalazione deve essere il più possibile circostanziata indicando le circostanze di tempo e di luogo, il fatto, il soggetto, allegando eventuali documenti e che si chiarisce che non si debbano prendere in considerazione meri sospetti riportati dal segnalante. A ciò si aggiunga che nell’ambito del documento si chiarisce che il divieto di rilevare l’identità del segnalante è da riferirsi non solo al nominativo dello stesso ma anche a tutti gli elementi della segnalazione, inclusa la documentazione ad essa [...]

Ammissibilità delle contestazioni di cui all’art. 2 D.lgs. 74/2000 nell’ambito dei procedimenti relativi ad intermediazione illecita di mano d’opera.

2021-07-16T09:11:51+02:0016 Lug 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. III, con sentenza del 26.06.2020, (dep. 15.07.2020), n. 20901 si è soffermata sul tema della ammissibilità delle contestazioni di cui all’art. 2 D.lgs. 74/2000 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) nell’ambito dei procedimenti relativi ad intermediazione illecita di mano d’opera. È possibile contestare anche la violazione dell’art. 2 D.lgs. 74/2000 in caso di appalto non genuino? La risposta della Corte di Cassazione è di segno positivo (conformemente alla giurisprudenza più recente), ma occorre analizzare le ragioni che conducono a tale conclusione. Nel dettaglio, la contestazione del Tribunale di Ravenna riguardava un soggetto “indagato per il delitto di cui all'art. 81 cpv. c.p., D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2 a lui contestato perchè, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità di legale rappresentante della D.M. n. Officine s.r.l. con sede in (OMISSIS), al fine di evadere l'imposta sull'I.v.a. per gli anni (OMISSIS), indicava nella dichiarazione mod. IVA per gli anni di imposta (OMISSIS) elementi passivi, previa annotazione nelle scritture contabili, costituiti da fatture emesse da sei società, puntualmente indicate, relative ad operazioni giuridicamente inesistenti, atteso che l'attività posta in essere da dette società era [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Giugno 2021.

2021-07-06T12:41:24+02:0006 Lug 2021|Categorie: Articolo|

• Sentenza Banca Popolare di Vicenza: le carenze organizzative e funzionali dell’Organismo di Vigilanza che hanno motivato la condanna dell’ente • Confindustria pubblica le nuove Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo • Interesse dell’ente e violazione isolata della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro • In funzione la Procura Europea contro i reati di corruzione e frode che ledono gli interessi finanziari dell’UE • L’ente a cui viene contestato un illecito amministrativo dipendente da reato può nominare due difensori • L’assenza di interesse e vantaggio dell’ente nelle ipotesi di infortunio sul lavoro Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 #osservatorio231 #compliance231 #monthlyroundup MRU 231 - Giugno 21  

Confindustria pubblica le nuove Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo

2021-07-26T09:38:23+02:0028 Giu 2021|Categorie: Articolo|

A distanza di circa sette anni dall’ultimo aggiornamento Confindustria pubblica le nuove "Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231". Si tratta di un documento che intende offrire alle imprese che abbiano scelto di adottare un modello di organizzazione e gestione “una serie di indicazioni e misure, essenzialmente tratte dalla pratica aziendale, ritenute in astratto idonee a rispondere alle esigenze delineate dal decreto 231”, al fine di orientare “le imprese (stesse) nella realizzazione dei modelli”. Precisando che “non essendo proponibile la costruzione di casistiche decontestualizzate da applicare direttamente alle singole realtà operative […] fermo restando il ruolo chiave delle Linee Guida sul piano della idoneità astratta del modello che sia conforme ad esse, il giudizio circa la concreta implementazione ed efficace attuazione del modello stesso nella quotidiana attività dell’impresa è rimesso alla libera valutazione del giudice. Questi compie un giudizio sulla conformità e adeguatezza del modello rispetto allo scopo di prevenzione dei reati da esso perseguito”. “L’auspicio che sospinge il presente lavoro, (si legge nel documento) e, in particolare, la revisione compiuta nel 2014, è che le soluzioni indicate nelle Linee Guida continuino a ispirare le [...]

Sentenza Banca Popolare di Vicenza: le carenze organizzative e funzionali dell’Organismo di Vigilanza che hanno motivato la condanna dell’ente

2021-06-28T14:05:59+02:0025 Giu 2021|Categorie: Articolo|

Sono state depositate il 17 giugno scorso le motivazioni della sentenza pronunciata il 19 marzo 2021 dal Tribunale di Vicenza in composizione collegiale nell’ambito del processo relativo al crac di Banca Popolare di Vicenza (“BPVi”). Oltre ai vertici della Banca, imputato nel procedimento è anche l’ente, chiamato a rispondere ai sensi dell’art. 25-ter co. 1 lett. r) e s) del D.lgs. 231/2001 dei reati di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza commessi al suo interno. In questa sede è interessante soffermarsi sulla parte delle 1.111 pagine delle motivazioni relativa all’inadeguatezza e inefficacia del Modello organizzativo adottato da BPVi, circostanza che ha condotto alla condanna dell’ente per gli illeciti amministrativi contestati. Particolarmente rilevanti risultano le argomentazioni esposte dal Tribunale di Vicenza rispetto alle caratteristiche e alle funzioni dell’Organismo di Vigilanza di BPVi, la cui scarsa autonomia e indipendenza e la assoluta superficialità nell’operato ha concorso ha fondare l’affermazione di inidoneità del Modello 231 a prevenire reati della specie di quelli verificatisi. Nello specifico, i punti di maggiore criticità individuati dal Giudice di primo grado in relazione all’OdV della Società imputata possono così riassumersi: 1) “L’OdV di BPVi era composto da soggetti non esenti da ingerenza e [...]

L’assenza di interesse e vantaggio dell’ente nelle ipotesi di infortunio sul lavoro

2021-06-17T10:28:40+02:0017 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con pronuncia del 03.03.2021, (dep. 08.06.2021), n. 22256 si è soffermata sul tema dell’interesse e vantaggio dell’ente in caso di infortunio sul lavoro. La vicenda riguardava la condanna di un datore di lavoro, dichiarato colpevole del reato di lesioni colpose, aggravate dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro - commesso in cooperazione colposa con il lavoratore – e l’accertamento nel giudizio di merito della responsabilità amministrativa dell’ente di cui al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 5, comma 1, lett. a) e art. 25-septies, comma 3. Secondo l'accertamento compiuto nel giudizio di merito, il fatto attiene ad un infortunio sul lavoro subito, in un impianto di selezione di rifiuti dove un lavoratore, sceso dal mezzo, mentre stava rimuovendo il telo del cassone al fine di consentire lo scarico del materiale proveniente dalla raccolta differenziata, veniva urtato dal muletto condotto da altro lavoratore, riportando lesioni gravi, consistite nella frattura della tibia e del piede sinistro. La responsabilità del datore di lavoro è stata riconosciuta “in quanto le lesioni sono state ritenute conseguenti alla violazione del combinato disposto di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 63 e [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Maggio 2021.

2021-06-10T12:21:26+02:0010 Giu 2021|Categorie: Articolo|

- Ddl penale, presentata la relazione della Commissione Lattanzi - Legale rappresentante: legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società - Possibile conflitto di interessi tra legale rappresentante e ente - Interesse e vantaggio dell’ente – Caratteristiche e requisiti - Recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione Referente: Avv. Francesco Rubino | Partner e Responsabile Osservatorio Compliance 231 Oss. 231 - MR - Maggio 2021

L’ente a cui viene contestato un illecito amministrativo dipendente da reato può nominare due difensori

2021-06-25T10:30:15+02:0010 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, sez. VI penale, con sentenza del 22.04.2021, (depositata in data 25.05.2021), n. 20728 ha chiarito che la persona giuridica a cui viene contestato un illecito amministrativo dipendente da reato ha la facoltà di nominare fino a due difensori di fiducia. Nel dettaglio, la vicenda riguardava un procedimento in cui gli imputati persone fisiche erano stati chiamati a rispondere dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ex artt. 110, 81 e 640-bis c.p., mentre agli enti giuridici veniva contestato l'illecito amministrativo ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 24. L'ipotesi accusatoria concerneva delle truffe per l'indebita percezione di somme derivanti da fondi di investimento Europei, che la comunità stanziava per la realizzazione di progetti di sviluppo, cofinanziati altresì a livello statale e regionale. Nel caso di specie, i progetti e i relativi fondi venivano gestiti dalla Regione Veneto e dalla Regione Puglia, costituitesi entrambe parti civili. Le persone giuridiche erano state destinatarie dei contributi. Quanto alla questione dedotta nell’ambito del ricorso di uno degli enti e riguardante l’intervenuta nomina di due difensori di fiducia da parte dello stesso la Corte di Cassazione ha precisato che “Deve ritenersi errata, infatti, l'interpretazione dell'art. 39 [...]

In funzione la Procura Europea contro i reati di corruzione e frode che ledono gli interessi finanziari dell’UE

2021-06-04T12:28:32+02:0004 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Procura Europea (Eppo - European Public Prosecutor's Office) trova la sua base giuridica nell’art. 86 TFUE ed è un Ufficio competente allo svolgimento di indagini e all’esercizio dell’azione penale nei confronti degli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Si tratta della prima procura sovranazionale dell'Unione, organo indipendente europeo specializzato nel contrasto alle frodi che ledono gli interessi finanziari dell’UE, che è divenuta operativa a partire dal 1 giugno 2021. La costituzione e l’operatività di tale Ufficio si pone a valle di un lungo cammino volto a perseguire a livello non solo nazionale i reati che ledono il bilancio dell’Ue e i suoi interessi finanziari e che ha visto in passato la costituzione di istituzioni come l’Eurojust, l’Europol o l’Ufficio europeo per la lotta antifrode. La vera novità sta nel fatto che se sino ad oggi il potere di svolgere le indagini era affidato a procuratori nazionali, con la costituzione dell'Eppo (che ha un potere di indagine equiparabile a quello di una procura nazionale) la giurisdizione non sarà più limitata al territorio sello Stato ma si estenderà all'intero territorio europeo. La Procura Europea si costituisce di due livelli: - uno centrale, con sede in Lussemburgo, che [...]

Interesse dell’ente e violazione isolata della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro

2021-06-01T13:06:57+02:0001 Giu 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 31.03.2021, n. 12149 si è pronunciata in relazione alla condanna di un legale rappresentante per il reato di cui all'art. 590 c.p. ai danni di un lavoratore, aggravato dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, e della società dichiarata responsabile dell'illecito amministrativo contestato. Nel dettaglio veniva contestato al legale rappresentante, nella qualità di direttore generale dell'ente amministrativamente responsabile, nonché addetto alla produzione e datore di lavoro della persona offesa, di avere cagionato a quest'ultima lesioni gravi per negligenza, imprudenza e imperizia e per inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, per avere disposto o comunque consentito l'utilizzo di un carrello elevatore senza fornire attrezzature o accessori necessari per un uso in sicurezza del mezzo. I giudici di legittimità hanno chiarito che “in tema di responsabilità amministrativa degli enti derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica, il criterio di imputazione oggettiva dell'interesse può sussistere anche in relazione a una trasgressione isolata dovuta ad un'iniziativa estemporanea, senza la necessità di provare la natura sistematica delle violazioni antinfortunistiche, allorché altre evidenze fattuali dimostrino il collegamento finalistico tra la violazione e l'interesse dell'ente”. [...]

Ddl penale, presentata la relazione della Commissione Lattanzi

2021-05-26T13:15:24+02:0026 Mag 2021|Categorie: Articolo|

In materia di riforma del processo penale si informa che nella giornata di ieri è stata presentata la relazione della Commissione ministeriale, incaricata di elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale, nonché di prescrizione del reato. Il ministero della Giustizia in un comunicato stampa ha chiarito che “è stata pubblicata sul sito del Ministero della Giustizia la relazione finale della Commissione ministeriale, incaricata di elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale, nonché di prescrizione del reato. Le conclusioni del tavolo di studio, presieduto da Giorgio Lattanzi, presidente emerito della Corte costituzionale e presidente della Scuola Superiore della Magistratura, sono state oggi consegnate alla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia. La Guardasigilli effettuerà ora le sue valutazioni, prima di prendere decisioni, in vista della presentazione degli emendamenti governativi al disegno di legge A.C. 2435, recante Delega al Governo per l'efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d'appello”. La relazione è stata suddivisa in tre parti.  La prima parte contiene le proposte relative al processo penale. Si tratta di proposte formulate nell’ottica dalla “riduzione del numero dei procedimenti per i quali si [...]

Legale rappresentante: legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società

2021-05-26T09:31:06+02:0026 Mag 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, V Sez. Penale, con sentenza del 6 maggio 2021 n. 17556 ha chiarito - in tema di responsabilità da reato degli enti - che il legale rappresentante di una società indagato del reato presupposto può ricevere le notifiche degli atti indirizzati al soggetto giuridico. Nel dettaglio: “Sussiste incompatibilità da parte del legale rappresentante della società, che sia imputato nel corrispondente procedimento penale, a rappresentare la società in giudizio, e a procedere alla designazione del difensore di fiducia nell'interesse di questa, stante il disposto normativo di cui all' art. 39 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 ma è altrettanto imprescindibile che ai sensi dell'art. 43 del D.Lgs. 231 del 2001 alcuna incompatibilità è sancita rispetto alla legittimazione a ricevere la notificazione degli atti indirizzati alla società, ed invero, il secondo comma di tale articolo espressamente prevede sono comunque valide le notificazioni eseguite mediante consegna al legale rappresentante, anche se imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo”.  

Costituzione di parte civile nei processi a carico dell’ente

2021-06-10T11:08:04+02:0024 Mag 2021|Categorie: Articolo|

Abbiamo già trattato il delicato tema dell’ammissibilità della costituzione di parte civile nei processi a carico degli enti, e delle pronunce di segno opposto che si registrano in materia. Da un lato, il Tribunale di Milano ha dichiarato inammissibile la costituzione di parte civile nei confronti di un ente che intendeva costituirsi in giudizio aderendo all’orientamento giurisprudenziale per cui “la sistematica rimozione, nel d.lgs. 231/2001, di ogni richiamo o riferimento alla parte civile (e alla persona offesa) porta a ritenere che non si sia trattato di una lacuna normativa, quanto piuttosto di una scelta consapevole del legislatore, che ha voluto operare, intenzionalmente, una deroga rispetto alla regolamentazione codicistica: la parte civile non è menzionata nella sezione II del capo III del decreto dedicata ai soggetti del procedimento a carico dell’ente, né ad essa si fa alcun accenno nella disciplina relativa alle indagini preliminari, all’udienza preliminare, ai procedimenti speciali, alle impugnazioni ovvero nelle disposizioni sulla sentenza, istituti che, invece, nei rispettivi moduli previsti nel codice di procedura penale contengono importanti disposizioni sulla parte civile e sulla persona offesa”. Dall’altro, il Tribunale di Lecce in data 29 gennaio 2021 dichiarava ammissibile la costituzione di parte civile nei confronti di una società imputata [...]

Possibile conflitto di interessi tra legale rappresentante e ente

2021-05-21T12:22:13+02:0021 Mag 2021|Categorie: Articolo|

  Si è già trattato in precedenza del tema del possibile conflitto di interessi tra il legale rappresentante indagato/imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo dell’ente e l’ente stesso chiamato a rispondere ex D.lgs. 231/2001. Il tema è stato nuovamente trattato dalla Corte di Cassazione sez. IV, con la recente sentenza del 21.01.2021, (dep. 06.04.2021), n. 12992. In particolare, con ordinanza il Tribunale di Roma, in funzione di giudice del riesame, dichiarava l'inammissibilità della richiesta di riesame presentata dai difensori del legale rappresentante di una società avverso l'ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Roma atteso che la richiesta di riesame era presentata dai difensori dell’ente che difendevano anche il legale rappresentante in proprio. Nel dettaglio, la società era interessata dalla contestazione relativa all'illecito di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 5 venuto a determinarsi proprio a seguito del reato di cui all'art. 452 quaterdecies c.p.p. commesso dal legale rappresentante avvalendosi della struttura sociale e, pertanto nell'interesse dell'ente. In tali circostanze il D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 39 prevede che lo stesso indagato non possa nominare il difensore dell'ente, mentre nella fattispecie sottoposta all’esame della Corte di Cassazione il legale rappresentante nominava gli avvocati anche in qualità [...]

Interesse e vantaggio dell’ente – Caratteristiche e requisiti

2021-05-11T10:54:28+02:0011 Mag 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. VI, con provvedimento del 19.01.2021, n. 15543 si è soffermata sul tema dell’interesse e vantaggio dell’ente, nell’ambito di un giudizio cautelare in cui era stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme nella disponibilità di alcune persone fisiche e di due enti in relazione alla consumazione del delitto di corruzione.   In particolare, Il Tribunale del riesame di Taranto confermava il decreto emesso dal Giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale con cui veniva disposto, ai sensi dell'art. 321 c.p.p. - art. 322 ter c.p. - D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, artt. 53 e 19, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca - diretta e/o per equivalente- del profitto. Il profitto veniva individuato in somme derivanti dal reato di corruzione propria e dall'illecito amministrativo dipendente da reato previsto dal D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25, comma 2, nei riguardi di due società. Il provvedimento veniva disposto inoltre nei confronti delle persone fisiche a cui era attribuito il reato presupposto di corruzione propria.   La Corte di Cassazione, nell’accogliere i ricorsi presentati limitatamente ad alcuni motivi, ha chiarito che il D.Lgs. n. 231 del 2001 detta alcune regole funzionali per l'attribuzione [...]

Legge di delegazione europea 2019-2020. Recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione

2021-05-09T22:08:05+02:0009 Mag 2021|Categorie: Articolo|

Lo scorso 19 aprile il Senato ha approvato in via definitiva la Legge di delegazione europea 2019-2020 (disegno di legge S.1721-B) che consentirà l’attuazione di 39 direttive europee e l’adeguamento a 16 regolamenti europei, avviando - tra l’altro - l’iter per il recepimento della direttiva europea sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione (direttiva UE 2019/1937) il c.d. “Whistleblowing”. Come è noto la disciplina esistente si occupa di assicurare tutela ai soggetti che segnalano le violazioni di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro garantendo riservatezza, predisponendo appositi canali di segnalazione e vietando comportamenti discriminatori o ritorsioni nei confronti del whistleblower. L'art. 23 della nuova Legge di delegazione europea definisce i principi e criteri direttivi per l'attuazione della Direttiva n. 2019/1937 del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione al fine di dare uniformità alle normative nazionali e favorire il ricorso allo strumento del Whistleblowing. L’Osservatorio 231 si è già occupato a più riprese di questo tema affrontando, in particolare, l’impatto che la disciplina ha avuto, in materia 231: “i) la necessità di modifica/aggiornamento dei Modelli Organizzativi 231; ii) un conseguente coinvolgimento dell’OdV, secondo diversi gradi [...]

MONTHLY ROUNDUP | I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Aprile 2021.

2021-05-24T09:27:59+02:0009 Mag 2021|Categorie: Articolo|

I principali aggiornamenti in materia di Compliance 231 del mese di Aprile 2021. - Patteggiamento dell’ente e sanzioni interdittive - Frodi carosello: individuazione dei comportamenti anomali da parte dell’operatore economico - Ricorso per cassazione – Ente non appellante - Infortuni sul lavoro e causa di esclusione della colpevolezza di cui all’art. 384 c.p. Scarica il documento: MRU - Osservatorio 231 - Aprile 21

Patteggiamento dell’ente e sanzioni interdittive

2021-05-09T21:36:42+02:0029 Apr 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 14.04.2021, (dep. 20.04.2021), n. 14696 si è pronunciata sulla materia della responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. 231/2001 e precisamente sull’applicabilità delle sanzioni interdittive in sede di “patteggiamento”. Il fatto Nel dettaglio, con sentenza del 5 novembre 2019 il Tribunale di Padova, in composizione monocratica, applicava, sull'accordo delle parti ex art. 444 c.p.p., ad una società - quale ente responsabile per il reato di cui all'art. 590 c.p., comma 3, in relazione al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies, comma 3, - la sanzione pecuniaria di Euro 12.900,00, corrispondente a n. 50 quote societarie e disponeva, altresì, l’applicazione delle sanzioni interdittive di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 9, comma 2, per la durata di mesi tre. Più precisamente: - la sentenza é stata emessa, ai sensi dell'art. 444 c.p.p. e D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 63, per essere stata imputata alla società la responsabilità amministrativa ex D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies, comma 3, in ragione del quale, nel caso di condanna per il delitto di cui all'art. 590, comma 3, commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, [...]

Frodi carosello: individuazione dei comportamenti anomali da parte dell’operatore economico

2021-04-27T11:39:56+02:0027 Apr 2021|Categorie: Articolo|

Il presente contributo, individuando i principali indicatori di anomalia ricostruiti dall’Unità di Informazione Finanziaria e dalla Giurisprudenza di merito e legittimità, fornisce un valido supporto agli operatori economici che loro malgrado entrano in rapporti commerciali con soggetti non affidabili limitando il rischio di incorrere in meccanismi di frode fiscale. Consulta il documento in forma integrale:  Frodi carosello      

Ricorso per cassazione – Ente non appellante

2021-04-29T12:45:26+02:0012 Apr 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 15.12.2020, depositata in data 29.03.2021, n. 11688 si è pronunciata in relazione al ricorso per Cassazione depositato da un ente che tuttavia non aveva presentato appello. L’ente ricorrente era stato condannato in primo grado a seguito della commissione del reato di lesioni personali colpose contestato la legale rappresentante di una società per l'illecito di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25-septies. La vicenda oggetto del giudizio, per come ricostruita nei gradi di merito, attiene all'infortunio occorso ad una persona che si trovava all'interno dell’officina di una società ove era giunta per far riparare un proprio camion. Durante le operazioni di riparazione egli era stato colpito dalla cabina dell'automezzo che era stata sollevata con modalità non conformi a quanto previsto dal manuale operativo del produttore del mezzo, riportando le menzionate lesioni. Al legale rappresentante della società era stato ascritto di non aver eseguito la valutazione dei rischi connessi alle operazioni lavorative consistenti nella riparazione della pompa idraulica di sollevamento della cabina dei camion e di non aver emanato disposizioni circa gli obblighi degli operai di attenersi ai manuali operativi delle macchine oggetto di intervento; ed ancora, di aver omesso [...]

Infortuni sul lavoro e causa di esclusione della colpevolezza di cui all’art. 384 c.p.

2021-04-08T10:33:35+02:0008 Apr 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale sez. V, con sentenza dell’11.02.2021 (dep. 11.03.2021), n. 9806 si è espressa in materia di infortuni sul lavoro. Il fatto riguardava un amministratore di una società di trasporti condannato per le lesioni subite da due suoi dipendenti in occasione di distinti incidenti cagionati dall'omessa osservanza delle norme antinfortunistiche. Si contestava allo stesso, inoltre, in occasione di uno degli incidenti, di essere intervenuto prima dell'intervento dei soccorsi e degli inquirenti, modificando lo stato dei luoghi. Ricorrendo in Cassazione l’imputato formulava diversi motivi tra cui uno specifico motivo di impugnazione relativo all’esimente di cui all’art. 384 c.p. secondo cui “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore”. Nel ricorso si legge infatti che: “Con il primo deduce inosservanza della legge penale e difetto di motivazione in merito al mancato riconoscimento dell'esimente di cui all'art. 384 c.p., comma 1 in riferimento al reato di frode processuale. In tal senso rileva come secondo il più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità l'esimente in questione debba essere qualificata come causa di esclusione della colpevolezza ispirata al [...]

Sicurezza sul lavoro. Condotta imprudente del lavoratore e responsabilità del datore di lavoro e del dirigente con funzioni di delega ex D.Lgs. 81/2008, art. 16.

2021-03-28T22:19:46+02:0028 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza del 27.01.2021, n. 6505, depositata in data 19.02.2021, la Corte di Cassazione penale, sez. IV, si è espressa in materia di infortuni sul lavoro dinnanzi ad una condotta imprudente del lavoratore riconoscendo, tuttavia, anche la responsabilità del datore di lavoro e del dirigente con funzioni di delega ex D.Lgs. 81/2008, art. 16. Nel dettaglio, in data 26.03.2019 la Corte d’Appello di Firenze, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Livorno del 20.10.2016, riconosceva la sussistenza della circostanza attenuante dell'art. 62 n. 6 c.p., rideterminava la pena e confermava la responsabilità penale del responsabile della centrale termoelettrica e quindi dirigente con funzioni di delega ex D.Lgs. 81/2008, art. 16 e del datore di lavoro, per colpa generica e specifica. In particolare, veniva contestata agli imputati la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, per avere causato al dipendete, responsabile del servizio prevenzione e protezione della centrale termoelettrica lesioni personali gravissime. Secondo la ricostruzione fornita, il lavoratore durante una verifica dell'impianto antincendio asservito al locale della centrale, nel tentativo di scollegare manualmente una bombola contenente gas naf S III, non più conforme alle vigenti norme, veniva investito da una scarica violenta ed improvvisa del suddetto gas [...]

Reati agroalimentari: dietrofront del Governo sulla abrogazione di alcune contravvenzioni della L. 283/62

2021-04-12T13:30:42+02:0022 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Il D.lgs. 2 febbraio 2021, n. 27, approvato dall'ultimo Governo Conte al fine di adeguare la normativa nazionale al reg. (UE) n. 625/2017 - relativo ai controlli ufficiali per garantire l’applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari - avrebbe comportato il prossimo 26 marzo, terminata la vacatio legis, l'abolizione delle contravvenzioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita di alimenti. L’art. 18 del predetto Decreto, infatti, prevede l’abrogazione, tra gli altri, degli artt. 5, 6, 12 e 12-bis della L. n. 283/1962, recante la “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”. L’intervento riformista ha determinato l’insorgere in seno alla dottrina di numerosi dubbi e critiche, in particolare relative all’assenza di un coordinamento rispetto al processo di riforma della materia che da tempo interessa il legislatore, nonché al completo vuoto di tutela che l’abrogazione delle suddette fattispecie contravvenzionali provocherebbe. Altra questione particolarmente critica è sorta in relazione al mancato rispetto delle norme costituzionali che regolano l’attività legiferante del Governo, stante l’assenza di una delega all’uopo conferita da parte del Parlamento. Al fine di colmare [...]

Vidimazione Virtuale dei Formulari Rifiuti (Vi.Vi.Fir)

2021-03-15T11:59:17+01:0015 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Dall’ 8 marzo 2021 è attivo il nuovo sistema gratuito di vidimazione dei formulari denominato VI.VI FIR (Vidimazione Virtuale dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti) come previsto dall’art. 193 comma 5 del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. n. 152/2006), secondo cui la produzione del formulario di identificazione del rifiuto avviene “in format esemplare, conforme al decreto del Ministro dell'ambiente 1° aprile 1998, n. 145, identificato da un numero univoco, tramite apposita applicazione raggiungibile attraverso i portali istituzionali delle Camere di Commercio, da stamparsi e compilarsi in duplice copia”, apponendovi un codice univoco e il QR code generati dall’applicativo. Il sistema consente infatti alle imprese di generare e stampare in duplice copia il formulario conforme a quello già in uso, adempiere agli obblighi di legge senza doversi recare allo sportello della Camera di Commercio, ridurre i costi di gestione e i tempi. Si tratta di un’alternativa al formulario cartaceo che viene attualmente vidimato presso la Camera di Commercio provinciale. Il servizio Vi.Vi.Fir. è disponibile per tutte le imprese soggette all'adempimento amministrativo, l’accesso allo stesso viene effettuato tramite il portale con autenticazione mediante identità digitale da parte del titolare, del legale rappresentante e dei soggetti delegati indicando l'Impresa per conto della quale si [...]

Revoca dell’amministrazione giudiziaria per la divisione italiana di una nota società di delivery food. L’importanza del Modello organizzativo.

2021-03-11T11:29:40+01:0011 Mar 2021|Categorie: Articolo|

Avevamo segnalato (https://www.osservatorio-231.it/2020/11/16/adozione-del-modello-231-da-parte-delle-principali-societa-operanti-nel-settore-del-delivery-food/) che il Tribunale di Milano, Sezione misure di prevenzione, con decreto del 28 maggio 2020, n. 9, disponeva la misura di prevenzione patrimoniale dell’amministrazione giudiziaria ex art. 34, D.Lgs.159/2011 nei confronti di una delle società operanti nel settore delle consegne a domicilio dopo aver accertato che i lavoratori, in particolare i riders o fattorini impiegati nelle consegne a domicilio di generi alimentari, venivano sottoposti a condizioni di sfruttamento approfittando delle condizioni di bisogno. Nell’ambito di tale provvedimento il Tribunale evidenziava, in particolare, che la società ricorreva allo sfruttamento di corrieri che venivano reclutati perlopiù tra i migranti approfittando della particolare condizione di “vulnerabilità e di isolamento sociale” degli stessi. Tale provvedimento aveva condotto in data 6 novembre le principali società operanti nel settore del delivery food ha sottoscrivere due protocolli sperimentali di legalità contro caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori impegnandosi ad adottare modelli 231 idonei ed efficaci. Ebbene, in data 3 marzo 2021 il Tribunale di Milano, Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto la revoca anticipata della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria in ragione di “un’ampia disponibilità sul piano di una collaborazione positiva, razionale e continuativa” che ha riguardato in particolar modo “la predisposizione, in [...]

Whistleblowing. Implicazioni in tema di modello organizzativo e di compiti dell’Organismo di Vigilanza

2021-03-22T16:40:19+01:0009 Mar 2021|Categorie: Articolo|

In data 12 febbraio 2021 è stato pubblicato un nuovo documento da parte del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti in materia di whistleblowing, attraverso il quale si forniscono indicazioni e spunti operativi per i professionisti. Come è noto la disciplina esistente si occupa di assicurare tutela “ai soggetti che segnalano le violazioni di cui siano venuti a conoscenza anche nell’ambito di un rapporto di lavoro (c.d. whistleblowing)”. Per tale ragione viene posto in capo agli enti pubblici e privati l’obbligo di creare procedure specifiche idonee a garantire “a coloro che intendano farlo, di segnalare irregolarità e persino illeciti di natura penale, garantendo la riservatezza dell’identità del soggetto segnalante. Inoltre, al fine di evitare ritorsioni da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente che effettua una segnalazione, la normativa prevede alcune misure, quali la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento del danno, nonché una serie di sanzioni applicabili nel caso in cui il segnalante subisca atti discriminatori”. Si segnala che il documento ricostruisce, innanzitutto, la normativa europea e internazionale in materia, offre spunti in tema di integrazione dell’istituto del whistleblowing con altre normative di settore tra cui quella bancaria, finanziaria assicurativa e antiriciclaggio ed [...]

Responsabilità amministrativa degli enti e calcolo dell’ammontare del profitto

2021-02-26T10:15:16+01:0026 Feb 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, con sentenza n. 7038 del 23 febbraio 2021, ha affrontato il tema del calcolo dell’entità della confisca nei procedimenti a carico degli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001. Nel dettaglio la Corte di appello di Catania decideva in seguito all'annullamento con rinvio disposto dalla VI sezione penale della Corte di cassazione e procedeva a determinare il profitto lucrato singolarmente dalle società in relazione al reato previsto dall'art. 316 c.p., commesso dall'amministratore degli enti anche nell'interesse della società e a quantificare il valore degli immobili oggetto di confisca per equivalente. La Corte di appello rideterminava il profitto complessivo lucrato dalle società ricorrenti quantificandolo nuovamente attraverso l'applicazione degli indici di rivalutazione monetaria e gli interessi legali disponeva inoltre una perizia per la valutazione degli immobili in sequestro e rilevando come lo stesso - come quantificato dal tecnico incaricato - fosse inferiore al profitto stimato, il che ne imponeva la integrale confisca. Avverso tale sentenza proponevano ricorso per cassazione i difensori delle società condannate per l’illecito di malversazione ai danni dello Stato (art. 24 D.Lgs. 231/2001), posto in essere dai soggetti apicali. Si denunciava, tra l’altro, l’erroneo calcolo del profitto da reato. Nell’accogliere parte delle doglianze formulate dai [...]

Responsabilità del Datore di lavoro per infortuni sul lavoro e completezza del DVR

2021-02-24T10:39:03+01:0024 Feb 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 13.01.2021, n. 4075 si è pronunciata in materia di infortuni sul lavoro. La fattispecie sottoposta all’esame della Corte riguardava la responsabilità del titolare di una impresa per il danno subito da un dipendente con qualifica di apprendista durante la riparazione di un ascensore. Si contestava al datore di lavoro di aver cagionato lesioni, consistite in varie fratture scomposte, guaribili in almeno 30 giorni, per colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia e violazione della normativa antinfortunistica, nonché di avere omesso di predisporre idonei dispositivi di sicurezza. Nel rigettare il ricorso per cassazione presentato dal datore di lavoro la Corte chiariva innanzitutto che “il dettato della normativa prevenzionistica e per la costante giurisprudenza di questa Corte di legittimità la circostanza che il datore di lavoro operi anche in prima persona e sottoponga anche se stesso al rischio derivante dall'omessa predisposizione di misure prevenzionali, non muta i suoi doveri nei confronti della sicurezza dei lavoratori da lui dipendenti”. La Corte ha inoltre precisato che in caso di omissione di cautele la sentenza emessa nei giudizi di merito non può essere sindacata nella misura in cui attraverso argomentazioni logiche e esaustive chiarisce che se [...]

Costituzione di parte civile e istituto della messa alla prova. I diversi orientamenti sorti nei processi a carico degli enti.

2021-03-09T11:22:55+01:0012 Feb 2021|Categorie: Articolo|

Con questo breve contributo si segnalano i più recenti orientamenti e i contrasti che hanno interessato i processi a carico degli enti ex d.lgs. 231/2001. Sospensione del procedimento con messa alla prova. In materia di compatibilità dell’istituto della messa alla prova ex art. 168-bis c.p. con il processo a carico degli enti si registrano due diversi orientamenti giurisprudenziali emersi nell’ambito della giurisprudenza di merito. Il primo, minoritario, ammette l’applicabilità dell’istituto al processo a carico della persona giuridica, il secondo, maggioritario, ne esclude la compatibilità. Importante sottolineare sul punto che, nell’ambito dell’ordinanza emessa il 15 dicembre 2020 da parte del tribunale di Modena, che esclude l’applicabilità dell’istituto, si chiarisce che anche se si volesse ammettere la sospensione del procedimento a carico dell’ente con messa alla prova dello stesso si dovrebbe verificare innanzitutto che la società sia stata dotata prima della commissione del fatto di un modello organizzativo valutato idoneo da un giudice. Questo, nelle parole del tribunale, costituisce un pre-requisito che solo rende possibile un giudizio positivo in ordine alla “rieducazione” dell’ente. Quanto ai due distinti orientamenti si evidenzia come nell’ottobre 2020 il G.I.P. di Modena ha disposto la sospensione del procedimento con messa alla prova nei confronti di una società [...]

Configurabilità del reato di dichiarazione fraudolenta mediante false fatture in capo al responsabile amministrativo di una società sfornito di rappresentanza legale

2021-02-03T13:32:42+01:0003 Feb 2021|Categorie: Articolo|

Con sentenza del 22.10.2020, n. 2270, depositata il 20 gennaio scorso la Cassazione penale, sez. III, ha ritenuto configurabile il reato di dichiarazione fraudolenta mediante false fatture anche a carico del responsabile amministrativo di una società sfornito di rappresentanza legale qualora sussistano elementi di fatto di una tale gravità da confermare in via indiziaria, una piena e diretta partecipazione dell'indagato all'illecito. Tale circostanza, nella decisione della Corte di Cassazione, renderebbe di fatto irrilevante la mancanza di prova circa l'apposizione della firma dell'indagato sulle dichiarazioni fiscali, in quanto non presenti in atti. a) Il fatto: Con ordinanza del 2 luglio 2020, il Tribunale di Savona confermava il vincolo imposto in via esecutiva sui beni immobili intestati all'indagato, il sequestro preventivo, disposto dal Gip dello stesso Tribunale il 26 febbraio 2020 in relazione al reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2. Avverso l'ordinanza l'indagato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo la violazione della disposizione incriminatrice e vizi della motivazione in relazione alla mancata valutazione della circostanza che egli era un semplice dipendente, senza poteri di rappresentanza, della società nel cui interesse sarebbe stata commessa la frode fiscale oggetto dell'imputazione. Nel dettaglio, la difesa evidenzia che l'indagato era responsabile [...]

ISO/PAS 45005 la norma per lavorare in sicurezza nel corso della pandemia

2021-01-29T13:03:10+01:0029 Gen 2021|Categorie: Articolo|

È stata recentemente pubblicata la norma ISO/PAS 45005 con le Linee Guida in materia di sicurezza sul lavoro e Covid-19 "General guidelines for safe working during the COVID-19 pandemic". Lo standard, sviluppato nella struttura PAS Publicly Available Specification, è stato elaborato per far fronte all’emergenza conseguente alla diffusione del virus Sars-Cov2, anche alla luce delle difficoltà riscontrate dai datori di lavoro nell’affrontare i rischi connessi alla pandemia in atto. Si pensi all’esigenza di proseguire nell’attività imprenditoriale, di non chiudere imprese e stabilimenti ma - al contempo - di garantire ai lavoratori tutela in un contesto in continua evoluzione e dinnanzi ad una situazione mai vissuta in precedenza. Considerando di fondamentale importanza fornire alle società delle linee guida per aiutarle a gestire i rischi derivanti dalla diffusione del virus il comitato tecnico ISO/TC 283 ha pubblicato la norma ISO/PAS 45005: Gestione della salute e sicurezza sul lavoro - Linee guida generali per lavorare in sicurezza durante la pandemia COVID-19, sviluppata da esperti di 26 paesi in soli tre mesi. Si tratta di una risposta alla pandemia e all'aumento del rischio per la salute, la sicurezza e il benessere delle persone in tutti gli ambienti, compresi i luoghi di lavoro atteso che [...]

Presunzioni tributarie e applicazione di misure cautelari

2021-01-22T11:48:22+01:0022 Gen 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. II, con sentenza del 14.10.2020, depositata in data 13.01.2021, n. 1083 ha affrontato il tema dell’utilizzabilità delle presunzioni tributarie ai fini dell’applicazione delle misure cautelari. Si tratta di un tema di grande rilevanza dal momento che il procedimento tributario ammette il ricorso a strumenti presuntivi mentre nel procedimento penale l’onere probatorio circa la sussistenza del fatto di reato grava sull’accusa e la sentenza di condanna presuppone l’accertamento del fatto oltre ogni ragionevole dubbio. Nel dettaglio, il Tribunale di Palermo, sezione per il riesame dei provvedimenti cautelari, rigettava l'appello del pubblico ministero avverso l'ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Palermo il 7 gennaio 2020 con cui era stata respinta la richiesta di misura cautelare reale nei confronti di una società. In particolare veniva respinta la richiesta di sequestro preventivo di una somma nella disponibilità di una società a responsabilità limitata e in subordine dei beni di valore equivalente nella disponibilità del suo amministratore, in relazione al delitto di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2 (“per avere, nella qualità di amministratore unico, al fine di evadere le imposte sui redditi, utilizzato nelle dichiarazioni fiscali fatture per operazioni inesistenti”). Il tribunale, sezione per [...]

Culpa in vigilando del datore di lavoro e conoscenza o conoscibilità delle prassi incaute

2021-02-12T11:54:05+01:0008 Gen 2021|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. IV, con sentenza emessa in data 3.12.2020, n. 36778 si è espressa in tema di culpa in vigilando del datore di lavoro in caso di infortuni sul lavoro verificatisi in danno del lavoratore chiarendo che: “Non può essere ascritta al datore di lavoro la responsabilità di un evento lesivo o letale per culpa in vigilando qualora non venga raggiunta la certezza della conoscenza o della conoscibilità di prassi incaute, neppure sul piano inferenziale”. Nel dettaglio, la Corte d'appello di Bologna, nel marzo 2019, riformava la sentenza con la quale il Tribunale di Rimini aveva assolto un datore di lavoro e legale rappresentante dal reato di omicidio colposo con violazione di norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, e la società dall'illecito amministrativo D.Lgs. n. 231 del 2002, ex art. 25-septies comma 2, rispettivamente contestati come commessi in danno del lavoratore deceduto. Per l'effetto, il datore di lavoro veniva condannato alla pena di otto mesi di reclusione, con pena sospesa, e la società al pagamento di una sanzione amministrativa. L'infortunio mortale, secondo l'assunto recepito nella sentenza d'appello, “si sarebbe verificato all'interno dello stabilimento della società mentre il suddetto dipendente lavorava al quadro comandi di un [...]

Responsabilità amministrativa dell’ente e estinzione dell’illecito amministrativo contestato per buon esito del procedimento di messa alla prova

2021-01-05T11:50:28+01:0005 Gen 2021|Categorie: Articolo|

Come si è evidenziato in precedenza, il G.i.p. di Modena con pronuncia del 19 ottobre 2020 ha dichiarato, nei confronti dell’ente imputato, l’estinzione dell’illecito amministrativo contestato dopo aver accertato il buon esito del procedimento di messa alla prova, a cui l’ente era stato precedentemente ammesso. Si segnala che la decisione del G.i.p. di Modena di consentire anche alla persona giuridica di accedere all’istituto della messa alla prova si pone in contrasto con l’ordinanza del 10 dicembre emessa dal G.i.p. di Bologna che ha ritenuto inammissibile l’istanza di sospensione del procedimento con messa alla prova, richiesta da un ente in un procedimento per induzione indebita e truffa a danni dello Stato. Tale ultimo provvedimento è conforme a quanto già dichiarato dal Tribunale di Milano (Sez. XI, ord. 27 marzo 2017, Giud. Stefano Corbetta), che aveva ritenuto non estendibile all’ente il beneficio previsto per le persone fisiche.

Modelli organizzativi e sistemi di gestione ambientale: le Linee Guida di Fise Assoambiente

2021-01-08T12:29:35+01:0023 Dic 2020|Categorie: Articolo|

L’Associazione che rappresenta, a livello nazionale ed europeo, le imprese italiane che operano nel settore dei servizi di igiene ambientale e della gestione dei rifiuti e bonifiche ha rilasciato lo scorso novembre indicazioni per la corretta elaborazione dei Modelli di organizzazione e gestione da parte delle imprese che gestiscono rifiuti. La stessa, già nel febbraio 2016, aveva presentato le Linee Guida “Modelli Organizzativi e sistemi di gestione ambientale” per l’adozione e l’efficace attuazione dei Modelli organizzativi atti a prevenire i reati ambientali che rientrano nel campo di applicazione del D.lgs. n. 231/2001. Si è ora proceduto ad un aggiornamento e ad un’integrazione del documento “attraverso una disamina dei presupposti generali della responsabilità degli Enti e provvedendo ad una sua revisione, alla luce delle più recenti normative nonché della evoluzione giurisprudenziale. Ciò, al fine di rendere sempre più fruibile il Codice di comportamento e agevolare l’adozione e l’aggiornamento da parte degli enti di MOG effettivamente idonei a prevenire reati”. In particolare il documento: - nel primo capitolo richiama il contesto normativo che ha introdotto la responsabilità amministrativa degli enti (si ripercorrono i concetti di ente, interesse e vantaggio, soggetti apicali e sottoposti all’altrui direzione e vigilanza, si esaminano le sanzioni, la [...]

Approfondimenti in tema di società cartiere. I nuovi spunti forniti dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia

2020-12-17T12:38:28+01:0017 Dic 2020|Categorie: Articolo|

Nell’edizione di dicembre dei "Quaderni dell’antiriciclaggio" l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia ha trattato il tema delle società c.d. cartiere, chiarendo innanzitutto che “l’obiettivo sociale delle cartiere non è quello di produrre e scambiare beni e servizi sul mercato, bensì di emettere fatture per operazioni inesistenti, producendo semplici “carte” contabili”. Si è specificato che “dal punto di vista economico l’esistenza delle cartiere distorce l’efficienza dei mercati, attribuendo indebiti vantaggi ai partecipanti della rete criminale”. Questa è la ragione dell’attuale intensificazione dei controlli e dell’esigenza punitiva dell’ordinamento giuridico. Si è infatti chiarito che “l’attività delle cartiere, per la sua rilevanza fra le frodi fiscali, la sua connotazione frequentemente transnazionale e la complessità di alcuni schemi operativi, costituisce una delle principali preoccupazioni per le amministrazioni finanziarie e per gli organismi italiani e internazionali deputati alla lotta al riciclaggio”. Come è noto “nello schema più elementare di frode IVA, una società A fa acquistare prodotti presso un fornitore comunitario B da un interposto C (cartiera italiana), anziché acquistarli direttamente, per poi rivenderli sul mercato a prezzi più bassi. L’interposizione della cartiera è funzionale a eludere il versamento dell’IVA. Infatti, gli acquisti intracomunitari sono in regime di non imponibilità dell’IVA, con applicazione del meccanismo [...]

Responsabilità amministrativa dell’ente e difetto di interesse ad impugnare

2020-12-09T10:31:57+01:0009 Dic 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione penale, sez. II, con la recente pronuncia del 10.09.2020, n. 33592 si è espressa in merito al ricorso presentato da una persona fisica rispetto alla quale in grado di appello veniva dichiarata l'intervenuta prescrizione delle condotte ascritte ex art. 640 bis c.p. In particolare, la stessa impugnava la sentenza pronunciata in grado di appello che confermava la responsabilità ex D.Lgs. n. 231 del 2001 della società alla stessa facente capo condannando il soggetto giuridico a sanzioni pecuniarie e alla confisca. La ricorrente lamentava: - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla declaratoria di prescrizione del reato contestato, effettuata senza offrire adeguata considerazione e risposta al motivo di appello in punto di responsabilità; - violazione di legge in relazione alla ritenuta sussistenza, in capo all'imputata, dell'elemento soggettivo del reato ex art. 640 bis c.p., per essere stati gestiti i rapporti di causa da parte del padre della ricorrente. Dichiarando inammissibile il ricorso presentato la Corte di Cassazione specificava innanzitutto che “legittimamente è stata fatta applicazione della previsione di cui all'art. 129 c.p.p., comma 2, non essendo evidenti le ragioni di assoluzione nel merito. Secondo condivisa giurisprudenza (cfr., Sez. 6, n. 10284 del 22/01/2014, Rv. [...]

La comunicazione dell’UIF individua gli schemi ricorrenti connessi alla commissione di illeciti tributari

2020-12-23T09:32:47+01:0009 Dic 2020|Categorie: Articolo|

Lo scorso 10 novembre l'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (UIF), unitamente all'Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, ha aggiornato e precisato quelli che devono essere considerati gli schemi tipici utilizzati per commettere illeciti tributari facendo riferimento in particolare ai modelli di comportamenti anomali connessi con il rischio di commissione dei reati di emissione o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e frodi sull'IVA intracomunitaria e internazionali. Solo a titolo esemplificativo si segnala che il menzionato documento identifica i settori imprenditoriali maggiormente a rischio in quelli “edile, commercio di autoveicoli, beni a contenuto tecnologico, beni alimentari, trasporto su strada, carburanti, logistica, metalli preziosi, pulizia e manutenzione, materiali ferrosi, attività di consulenza e pubblicitarie”. Si tratta pertanto di particolari settori economici interessati, di regola, dalla movimentazione di elevati flussi finanziari. Sotto il profilo soggettivo l’Unità istituita presso la Banca d’Italia segnala come spesso le società che effettuano evasioni Iva sono imprese di recente costituzione, con forme giuridiche caratterizzate da flessibilità e semplicità sia in fase costitutiva sia sotto il profilo strutturale o gestionale, prive di unità operative (impianti, depositi, magazzini, esercizi aperti al pubblico), con esiguo capitale sociale, con sede in paesi a regime fiscalmente privilegiato. E ancora, imprese [...]

La rilevanza della colpa nell’ambito delle c.d. frodi carosello

2020-11-20T10:03:15+01:0020 Nov 2020|Categorie: Articolo|

Con ordinanza del 22 ottobre 2020 la V sezione civile della Corte di Cassazione ha trattato del delicato tema delle frodi carosello dovendosi esprimere su di una vicenda riguardante diverse operazioni soggettivamente inesistenti, in particolare esaminando i profili del dolo e della colpa e le conseguenti responsabilità. Come è noto con il termine frode carosello si intende fare riferimento ad un complesso di condotte fraudolente dirette ad evadere il versamento dell’Iva attraverso operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti. Mentre le operazioni oggettivamente inesistenti di regola coinvolgono soggetti assolutamente consapevoli dell’illiceità del comportamento posto in essere, spesso accade che le operazioni soggettivamente inesistenti interessino soggetti giuridici (più o meno colpevolmente) ignari delle condotte che vengono effettuate dagli evasori. Ebbene, il caso sottoposto all’esame della Corte prendeva le mosse dalla emissione di un atto di accertamento da parte della Agenzia delle Entrate di Campobasso nei confronti di una società in seguito alla segnalazione della Guardia di Finanza, in cui si evidenziava l'utilizzazione di fatture emesse da altre società da ritenere soggetti inesistenti. Proponeva ricorso la società utilizzatrice delle fatture sostenendo che “le operazioni commerciali sottese alle fatture erano realmente avvenute ed era stata, regolarmente versata, l'imposta iva sia al momento dell'acquisto che a [...]

Disegno di legge: nuove norme in materia di illeciti agroalimentari e responsabilità 231

2020-12-09T08:29:29+01:0019 Nov 2020|Categorie: Articolo|

In data 11 novembre è stato pubblicato sul sito della Camera dei deputati un nuovo dossier relativo al disegno di legge AC 2427 intitolato “Nuove norme in materia di reati agroalimentari”. Il disegno di legge, che si compone di 13 articoli, è stato presentato alla Camera il 6 marzo 2020 e assegnato alla Commissione giustizia, per l’esame in sede referente, il 23 aprile 2020. I principali obiettivi della riforma sono “la rielaborazione della struttura delle fattispecie incriminatrici poste a tutela degli interessi tradizionalmente tutelati in materia alimentare (la salute pubblica e i delitti contro l’industria e il commercio), per adeguare la disciplina punitiva al cambiamento del sistema di produzione, trasformazione e vendita di beni alimentari” e “l’individuazione di strumenti idonei a contrastare fenomeni particolarmente gravi di frode alimentare, che si manifestano attraverso condotte illecite svolte in forma stabile e organizzata nell’ambito delle attività d’impresa”. In sostanza il disegno di legge, prendendo atto della realtà esistente e della crescente diffusione del fenomeno illecito nell’ambito della produzione e commercializzazione di beni alimentari, intende innanzitutto contrastare lo stesso attraverso l’irrogazione di pene più severe per una pluralità di reati già esistenti. Tra questi in particolare i reati di avvelenamento di acque o sostanze [...]

Adozione del Modello 231 da parte delle principali società operanti nel settore del delivery food

2020-11-16T10:40:59+01:0016 Nov 2020|Categorie: Articolo|

Il Tribunale di Milano, Sezione misure di prevenzione, con decreto del 28 maggio 2020, n. 9, ha disposto la misura di prevenzione patrimoniale dell’amministrazione giudiziaria ex art. 34, D.Lgs.159/2011 nei confronti di una delle società operanti nel settore delle consegne a domicilio dopo aver accertato che i lavoratori, in particolare i riders o fattorini impiegati nelle consegne a domicilio di generi alimentari, venivano sottoposti a condizioni di sfruttamento approfittando delle condizioni di bisogno. In particolare la società ricorreva allo sfruttamento di corrieri che venivano reclutati perlopiù tra i migranti approfittando della particolare condizione di “vulnerabilità e di isolamento sociale” degli stessi. In tal modo venivano imposte paghe irrisorie (3 euro a consegna a prescindere dalla strada percorsa, dalla fascia oraria, dai giorni feriali o festivi), venivano sottratte mance eventualmente ottenute dai consumatori finali e imposte penali. Dinnanzi a tale provvedimento, le principali società operanti nel settore del delivery food hanno deciso di sottoscrivere due protocolli sperimentali di legalità contro caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori. Ciò è accaduto in data 6 novembre. Il primo è stato siglato da Assodelivery, associazione che comprende le principali imprese del settore (Uber Italy, Glovo, Just Eat Takeaway, Deliveroo e Social Food) e i [...]

Responsabilità dell’ente e sistematicità delle violazioni

2020-11-19T12:28:42+01:0011 Nov 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione, sez. IV penale, con la sentenza del 22.09.2020, n. 29584 ha trattato il tema dell’interesse dell’ente precisando che “la sistematicità della violazione non rileva quale elemento della fattispecie tipica dell'illecito dell'ente: l'art. 25-septies non richiede la natura sistematica delle violazioni alla normativa antinfortunistica per la configurabilità della responsabilità dell'ente derivante dai reati colposi ivi contemplati”. Il fatto: La Corte d'appello di Messina, in parziale riforma della sentenza di primo grado, dichiarava responsabili due società in relazione alle lesioni personali colpose subite da alcuni lavoratori. In particolare i due dipendenti di una società terza si trovavano impegnati nell’esecuzione di lavori su incarico di altra società committente presso un capannone industriale e salendo, insieme ad un terzo, sulla copertura del capannone, dalla quale erano stati rimossi due pannelli, camminavano sulle travi portanti. A seguito del cedimento di uno dei pannelli, i due erano precipitati nel solaio sottostante da un'altezza di circa tre metri, riportando diverse lesioni. Dalle indagini effettuate, era emerso che la seconda società era intervenuta nel cantiere in questione, nel quale era in costruzione un capannone commissionato alla prima, senza alcun contratto con la committente, ma su incarico dell'uomo di fiducia di questa, al fine di [...]

Responsabilità amministrativa degli enti e messa alla prova

2020-10-29T16:31:46+01:0029 Ott 2020|Categorie: Articolo|

Si segnala la recente sentenza del G.i.p. di Modena che ha dichiarato, nei confronti dell'ente imputato, l'estinzione dell'illecito amministrativo contestato (art. 25-bis comma 1 del D.Lgs. 231/2001 per il reato di cui all'art. 515 c.p.) dopo aver accertato il buon esito del procedimento di messa alla prova, a cui l'ente era stato precedentemente ammesso.  La decisione del G.i.p. di Modena di consentire anche alla persona giuridica di accedere all'istituto della messa alla prova si pone in contrasto con alcune decisioni di senso contrario precedentemente adottate da altri Tribunali italiani. Nel senso di ritenere inammissibile la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova della società imputata di illecito amministrativo dipendente da reato si è espresso ad esempio il Tribunale di Milano (Sez. XI, ord. 27 marzo 2017, Giud. Stefano Corbetta), sulla base del fatto che "[…] in assenza, de jure condito, di una normativa di raccordo che renda applicabile la disciplina di cui agli artt. 168-bis c.p. alla categoria degli enti, […] l’istituto in esame, in ossequio al principio di riserva di legge, non risulta applicabile ai casi non espressamente previsti, e quindi alle società imputate ai sensi del D.lgs. 231 del 2001", così valorizzando la tassatività delle previsioni espresse nel [...]

Reati dichiarativi e competenza territoriale: la sede effettiva dell’impresa

2020-11-11T09:55:28+01:0029 Ott 2020|Categorie: Articolo|

Con la recente sentenza n. 27606 del 14 settembre 2020, la terza sezione della Corte di Cassazione ribadisce un importante principio circa la determinazione della competenza territoriale nel caso di commissione di uno dei reati dichiarativi previsti dal Capo I del Titolo II del D.lgs. n. 74/2000, da poco introdotti nel novero dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. n. 231/2001. Nel caso di specie, l’imputato ricorre dinnanzi alla Suprema Corte avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale di Avellino, ha rigettato l’istanza di riesame proposta avverso il provvedimento di sequestro preventivo disposto in relazione al reato di omessa dichiarazione, di cui all’art. 5 D.lgs. n. 74/2000. Il motivo di impugnazione avanzato nel ricorso è la violazione di legge, per avere il Tribunale del Riesame di Avellino disatteso l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa dell’imputato. In particolare, il ricorrente lamenta la scorretta applicazione dell’art. 18 D.lgs. n. 74/2000, che al comma 2 individua il luogo di consumazione dei reati dichiarativi nel domicilio fiscale del contribuente. Secondo il ricorrente, il G.i.p. di Avellino non avrebbe avuto la competenza per disporre il sequestro preventivo, in quanto la società legalmente rappresentata dall’imputato ha la propria sede legale in un [...]

La Corte di Cassazione conferma che in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto il giudice deve procedere all’accertamento autonomo della responsabilità amministrativa dell’ente.

2020-10-23T16:54:49+02:0023 Ott 2020|Categorie: Articolo|

La prescrizione del reato presupposto non esclude la responsabilità della persona giuridica. Questo il principio di diritto ribadito dalla Corte di Cassazione nella recente pronuncia del 9 ottobre 2020 n. 28210. Nel caso sottoposto alla Corte un ente era stato ritenuto responsabile, con conseguente sanzione di giustizia, dell'illecito amministrativo di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 25, comma 2, in relazione ad alcuni episodi corruttivi commessi dal consigliere di amministrazione dello stesso ente. Dichiarato prescritto il reato presupposto a carico della persona fisica, la Corte di appello confermava la responsabilità della società ricorrente e avverso la sentenza proponeva ricorso per cassazione l'ente. Nella pronuncia in esame i Giudici di legittimità hanno ribadito che “in tema di responsabilità degli enti, in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto, il giudice, ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 8, comma 1, lett. b) deve procedere all'accertamento autonomo della responsabilità amministrativa della persona giuridica nel cui interesse e nel cui vantaggio l'illecito fu commesso che, però, non può prescindere da una verifica, quantomeno incidentale, della sussistenza del fatto di reato”. La Corte di Cassazione ha inoltre ricordato altro consolidato orientamento secondo cui “in tema di responsabilità da [...]

Condotta colposa del lavoratore e responsabilità del datore di lavoro

2020-10-29T11:16:11+01:0020 Ott 2020|Categorie: Articolo|

La Corte di Cassazione torna a trattare la delicata materia degli infortuni sul lavoro e della rilevanza della condotta colposa del lavoratore. Si tratta di un tema di grande impatto che pone in capo al datore di lavoro doveri specifici di formazione e informazione. Accanto alle più recenti pronunce - già oggetto di trattazione in questo osservatorio - occorre ora soffermarsi sulla sentenza n. 27242/2020. La giurisprudenza più recente è utile per comprendere la severità dei controlli posti in essere dall’Autorità giudiziaria dinnanzi al verificarsi di infortuni e consente di individuare gli specifici obblighi posti in capo al datore di lavoro dal nostro ordinamento. Solo il rispetto delle prescrizioni in materia di attività di prevenzione (valutazione dei rischi e predisposizione di misure di sicurezza), formazione dei lavoratori, consegna di adeguati strumenti e attrezzature di lavoro, pone infatti il soggetto apicale al riparo da contestazioni penali personali e tutela l’ente da sanzioni pecuniarie e/o interdittive. - In particolare, già con la sentenza del 19.11.2019, n. 48779, la IV sez. penale della Corte di Cassazione aveva ribadito che: “non è idoneo ad escludere il nesso di causalità tra la condotta omissiva del datore di lavoro e l’evento lesivo o mortale patito dal [...]

Responsabilità 231 esclusa per la società unipersonale priva di un autonomo centro di interessi

2020-10-20T13:05:44+02:0025 Set 2020|Categorie: Articolo|

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano, dott. Aurelio Barazzetta, ha pronunciato lo scorso 16 luglio la sentenza n. 971/2020 con la quale ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti di “V.A. S.r.l.s.”, società unipersonale imputata a titolo di responsabilità amministrativa ex D.lgs. 231/2001 insieme ai due amministratori della stessa (A.V. e L.V.) per il delitto di truffa ai danni dello Stato ex art. 640, comma 2 c.p. Il fatto contestato agli amministratori era la falsificazione di ricevute di bollettini postali per indurre in errore l’amministrazione comunale circa l’adempimento degli oneri tributari legati all’occupazione di suolo pubblico. All’ente, invece, il Pubblico Ministero contestava l’illecito amministrativo di cui all’art. 24 D.lgs. 231/2001, “per non aver adottato ed efficacemente attuato il Modello di Gestione, Organizzazione e Controllo, prima della commissione dei fatti ascritti […] idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi”. Il procedimento nei confronti delle persone fisiche è stato stralciato per consentire l’ammissione alla messa alla prova degli imputati, mentre quello pendente nei confronti dell’ente è proseguito separatamente in fase di udienza preliminare, dove sia la difesa della Società che l’accusa hanno argomentato per richiedere il non luogo a procedere. In accoglimento delle ragioni [...]

Modifiche al Codice dell’Ambiente: novità in materia di gestione dei rifiuti

2020-09-25T12:20:09+02:0023 Set 2020|Categorie: Articolo|

Si segnala che il 26 settembre 2020 entrerà in vigore il D.lgs. 3 settembre 2020, n. 116, recante l'"attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi". Il provvedimento, insieme agli altri decreti legislativi n. 118/2020 (Pile e Raee), d.lgs. 119/2020 (Veicoli fuori uso) e D.lgs. 121/2020 (discariche), recepisce nell’ordinamento italiano le direttive europee del pacchetto economia circolare. Il D.lgs. n. 116/2020 apporta varie modifiche al Codice dell’Ambiente (D.lgs. 152/2006), rinviando poi per alcune norme di maggior dettaglio ai decreti attuativi che dovranno essere emanati. Tra le importanti novità apportate nell'ambito della gestione dei rifiuti, il provvedimento rafforza il sistema di responsabilità estesa del produttore di beni, modificando gli artt. 178-bis e 178-ter del Codice dell’Ambiente e il sistema di prevenzione della produzione di rifiuti, apportando modifiche all’art. 180 del Codice. Di grande rilevanza è la modifica alla definizione di “rifiuto urbano” (art. 183), in forza della quale anche i “rifiuti speciali assimilabili agli urbani” rientrano nella predetta categoria quando sono “simili per natura e composizione ai rifiuti domestici”. La nuova definizione di “rifiuto urbano” non pregiudica, come [...]

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